IL PERCHE’ DI UN PROGETTO

PERCHE’ UN PARTITO ITALIANO DELLA NAZIONE EUROPEA

Per un partito, soprattutto se nuovo, conta molto l’identità, e la sua percezione da parte dei cittadini. Questa identità, se vuol essere rappresentativa di vasti strati della popolazione, deve essere fondata su sentimenti largamente condivisi, almeno da una certa parte della cittadinanza.
Questi sentimenti debbono anche segnare la linea di demarcazione tra il “noi” e gli “altri”.
Ci sono due temi fondamentali per lo sviluppo futuro del nostro paese :
a) La nostra condizione di partecipazione, o meno, ad un’Europa Comunitaria.
b) La nostra coesione sociale e la volontà di assorbimento di flussi migratori
Noi crediamo nella necessità di una FEDERAZIONE DEI POPOLI EUROPEI, di cui la U.E. attuale sia soltanto una tappa intermedia.
Crediamo quindi che una nuova formazione politica debba avere nel suo DNA un forte europeismo, ma crediamo anche che debba essere fondata su un SENTIMENTO DI IDENTITA’ NAZIONALE EUROPEA, che non si sostituisca ma si sovrapponga a quello di ordine più locale. Rigettiamo quindi ogni forma di antieuropeismo comunque motivata.
Noi crediamo parallelamente alla necessità di impedire con tutte le nostre forze che i flussi migratori continuino incessantemente a scaricarsi sul nostro paese, interpretando, con questo, un sentimento diffuso, in Italia come in Europa.

I due sentimenti di europeismo e difesa dei confini europei si sposano in un solo sentimento globale che vorrei definire Nazionalismo Europeo, dove sfumano le differenze linguistiche e culturali dei popoli del continente, differenziandosi invece rispetto a quelle degli altri continenti. Quindi, cittadino europeo, non cittadino del mondo.
Un progetto politico fondato sul sentimento della Nazione Europea svuota di significato i vari movimenti nazional-populistici locali (stile Salvini/Le Pen) con le loro spinte isolazionistiche, stile Brexit, istanze regressive rispetto allo sviluppo globalizzato del mondo.
Un tale partito deve avere una visione del mondo che tenga conto dei tempi, e delle sfide che questi propongono: quindi liberale in economia, ma nella misura in cui questo corrisponda agli interessi dei popoli europei e non sia contro di essi sulla base di astrazioni ideologiche, attento a sostenere le fasce più deboli della popolazione, ma senza la vocazione religiosa di salvare il mondo intero.

Un tale partito, per essere veramente NUOVO, deve essere fondato sulla RESPONSABILITA’ INDIVIDUALE .
Significa assumersi in primo luogo la responsabilità di sopravvivere economicamente con le proprie forze, rifuggendo da ogni forma di assistenzialismo collettivo se non nei soli casi, pur numerosi, in cui la solidarietà collettiva debba intervenire, cioè quando lo stato di indigenza o difficoltà ecceda in buona misura la capacità di reazione dell’individuo.

Perdere il lavoro non deve più implicare assistenzialismo, ma deve essere lo stimolo a cercarlo altrove, non dietro casa, ma in tutto il territorio europeo o altrove nel mondo.
Un popolo di assistiti prima o poi si estingue e noi siamo già sulla strada dell’estinzione.
Un tale partito deve essere fermamente antistatalista, ciò che non vuol dire non riconoscere la necessità di organismi pubblici di gestione dei servizi e dei ruoli necessariamente o convenientemente collettivi, ma significa convinto rigetto dell’invadenza della funzione pubblica e frattura definitiva tra interesse pubblico ed interessi privati, madre di tutte le corruzioni.

Un tale partito non può che essere democratico e federalista, democratico nella misura in cui il suo sviluppo deve nascere dal basso, come espressione di una volontà collettiva, federalista nella misura in cui guardare alla Nazione Europea non significa dimenticare le appartenenze locali e gli interessi territoriali, da coniugare con quelli continentali in un progetto federalista organico.
Un tale partito implica anche il superamento definitivo della vecchia concezione dicotomica di destra e sinistra, confinando ciò che resta della concezione socialista del mondo nel ghetto politico in cui merita di restare sino alla sua estinzione, ed isolando le formazioni politiche di stampo più o meno velatamente autoritario, regressive sotto il profilo sociale ed economico, conservatrici di interessi di categoria.

All’Italia serve un partito AUTENTICAMENTE NUOVO, (cosa che 5 Stelle non pare essere, per un difetto d’origine), basato su una sua identità e visione del mondo, dove i programmi politici siano l’espressione di un sistema di valori e non strumenti di cattura elettorale.