LO STRAPOTERE DEL POTERE

Ma sin dove arriva la potestà del potere in una supposta democrazia?
Oggi le prime pagine di molti giornali riportano una notizia sulla possibile istituzione di
un limite di velocità generalizzato di 30 km/h in tutto il Comune di Milano.
Come faranno i ciclisti con bici elettrica ed i monopattini????
Milano a 30 all’ora

Il tema si ripropone per una infinità di provvedimenti coercitivi, di livello comunale ma anche regionale o statale. Sin dove può spingersi il POTERE conferito per via elettorale ad un organismo (non dimenticando altri poteri conferiti alla Pubblica Amministrazione, non si sa da chi ma certo non per via elettorale diretta).
In apparenza questo potere non ha limitazioni: il MANDATO elettorale NON ESISTE, cioè non sta scritto da nessuna parte a quale scopo i cittadini eleggono una rappresentanza politica. Il programma elettorale non solo non è vincolante, ma neppure esaustivo di quanto è, di fatto, nelle facoltà del potere eletto.
Perciò una qualsiasi maggioranza politica può fare il bello ed il cattivo tempo.
I provvedimenti approvati dal sindaco di un comune, quali che siano, sono LEGGE, ed infrangerli comporta sanzioni della cui osservanza, almeno in teoria, si fa carico la Magistratura.
La nostra Costituzione prende in considerazione tre soli poteri (legislativo, esecutivo e giudiziario) con i primi due affidati al Parlamento ed al Governo che gode della sua fiducia, mentre il terzo è affidato ad un organo NON elettivo, ma burocratico: la Magistratura.
Non mi pare che la Costituzione faccia esplicita menzione di una simile riproduzione di poteri a livello comunale o regionale, tanto è vero che la Magistratura è una sola, sebbene la Giunta comunale sia assimilabile al governo statale, ed il consiglio comunale al Parlamento.
E ad ogni modo, anche guardando allo Stato, fino a dove può spingersi il potere di una maggioranza politica?
Dove si spinga il potere delle dittature lo sappiamo bene, ed è cosa di massima attualità (Russia, Iran, ecc) ma è ammissibile che in una DEMOCRAZIA non debbano esistere limiti invalicabili alla discrezionalità del POTERE?

Franco Puglia
10 gennaio 2023

ENTRATE E SPESE DELLO STATO 2022

E’ sempre utile fare qualche riflessione sul bilancio dello Stato, per capire, o ricordare, DOVE finiscono i nostri soldi e da dove provengono, e per formulare alcune riflessioni.
La fonte dei dati è la Ragioneria Generale dello Stato, attraverso la APP “Bilancio aperto”, che tutti possono scaricare sul cellulare. Quello in immagine è il conto economico previsionale “assestato”, come si suole dire, cioè corretto con le entrate ed uscite reali.
1. La prima “sorpresa” è che le entrate 2022 sarebbero superiori alle uscite !!!
Ma analizzando con attenzione la realtà appare diversa.
2. Poco meno della metà delle entrate proviene dalle imposte sul reddito, da lavoro o da affari diversi e soltanto una piccola parte dai consumi (capitoli 03, 04, 05).
3. Le entrate extra tributarie rappresentano un modesto 8%, mentre più del 41% proviene da ….. PRESTITI … alias indebitamento.
Certo, quei 479 miliardi saranno serviti, o serviranno, anche a rimborsare titoli in scadenza, ma non tutti. Infatti, se guardiamo alle spese, la cifra dei rimborsi è pari a 269,4 miliardi, con una differenza di circa 210 miliardi di ulteriore indebitamento. Una bazzecola !!!
E ci sono altri 73 miliardi al capitolo di spesa 09. E l’indebitamento da PNRR sta li dentro, o è a parte? Non è difficile avere un conto economico in attivo se l’indebitamento viene considerato una entrata come tutte le altre. Contabilmente è lecito, ma sotto altri aspetti no. 4. Altra nota di rilievo sono le spese correnti, pari al 62% circa della spesa complessiva, di cui la metà va alle amministrazioni locali, i cosiddetti “trasferimenti”, a cui si aggiungono le risorse proprie delle amministrazioni, portando la spesa pubblica ad una cifra complessiva che eccede parecchio quella soltanto statale.
Le spese in conto capitale, cioè gli investimenti, sono risibili al confronto: poco più del 13%, mentre pesa per oltre il 24% il rimborso dei debiti.

Questi pochi numeri descrivono la fragilità finanziaria italiana, di oggi e di sempre, quindi anche di domani, immagino, chiunque governi. In queste cifre si nascondono enormi sprechi, ma ben mascherati, perché alcune spese sono, all’apparenza, incomprimibili.
Molto meno mascherati gli sprechi in altri capitoli di spesa, quelle voci generiche che si dovrebbero esplorare nel più minuto dettaglio per fare poi una VERA SPENDING REVIEW (capitoli 12 e 12, ad esempio, e 21, 22, 26).
Vale la pena di notare anche i capitoli di spesa 06 e 23, soldi che vanno alle imprese per quasi 40 miliardi, non noccioline, invece di alleggerire gli oneri fiscali sulle imprese per una cifra equivalente. E già, ma così le imprese sarebbero tutte alla pari, e dove vanno a finire i rapporti clientelari privilegiati per quelle che ingoiano quei 40 miliardi?

Adesso abbiamo un governo di destra: il conto economico preventivo del 2023 avrà modifiche sostanziali rispetto a questo del 2022? Io credo di no, sia perché non si può rovesciare la baracca dall’oggi al domani, sia perché il bilancio attuale tiene in equilibrio una ragnatela di interessi in tutta la pubblica amministrazione e fuori di essa, e nessun governo ha la forza reale per usare la scure su questa macchina mangia soldi, a meno di non essere un governo militare, perché servirebbero le armi spianate per convincere i funzionari ad obbedire. Sarà comunque interessante un confronto, che potrebbe riservare anche sorprese peggiorative.

Ing. Franco Puglia
18 dicembre 2022