QUO VADIS AMERICA?

La svolta americana contro il trumpismo esplicita la frattura grave che si è venuta a creare nella politica, ma soprattutto nella società americana.
Una frattura antica, ma forse mai così evidente e dirompente.
Il sistema politico americano è sempre stato basato su due grandi schieramenti: Democratici e Repubblicani, senza che per un europeo fosse mai molto chiara la differenza.
Il socialismo ed il comunismo non hanno mai sfiorato gli USA, mentre altrove nel mondo sono stati l’elemento di frattura politica e sociale in molte nazioni.
Gli USA sono sempre stati vissuti come il grande baluardo del mondo libero, democratico, capitalista e liberale di fronte al mondo socialista o comunque soggetto a regimi autoritari, che la democratica America, tuttavia, non ha mai esitato ad appoggiare in passato, se faceva comodo ai suoi interessi geopolitici.
Parlare di una “sinistra americana” non aveva molto senso. Oggi ne ha.
E tuttavia i democratici americani hanno sempre avuto un atteggiamento meno conservatore dei Repubblicani, quindi più incline a recepire quei movimenti culturali, prevalenti nella sinistra internazionale, che vanno dalla denuncia del razzismo, radicato negli USA, al pacifismo che rifiuta la guerra (e non per questo i presidenti democratici USA non le hanno intraprese, vedi Johnson con il Vietnam), con una sensibilità verso altri temi cari al mondo della sinistra.
Oggi i Democratici USA possono essere tranquillamente omologati, mi par di capire, alla sinistra europea. E Joe Baiden ce ne da una dimostrazione immediata mettendo in movimento iniziative in linea con quelle europee a trazione tedesca, prima fra tutte la politica GREEN.

La politica di Baiden tende a sradicare interamente le colonne portanti della politica di Trump, una politica che in alcuni casi aveva un senso, almeno per me, anche se condotta con la mano rude del vaccaro texano. Il personaggio Trump è stato, e resta, quello di un pazzo sbruffone, capace di offrire la peggiore immagine possibile del suo paese.

La sua politica, invece, esprime una visione di sviluppo, espressione del pensiero politico dei Repubblicani, volto a ridimensionare alcuni eccessi americani che, a lungo andare, hanno portato al paese forse più danni che benefici, perché i benefici sono stati riservati a pochi, tra cui i colossi del web, mentre i danni sono stati sopportati dalla classe media americana, quella che vive nelle campagne, nel sud, nel midwest, lontano da New York o da Los Angeles, dalle capitali della new economy.

Le relazioni commerciali con la Cina, messe in serie discussione da Trump, e la sua più generale politica protezionistica avevano il senso di ridimensionare i volumi di scambio tra gli USA ed il resto del mondo anche nei settori non privilegiati dell’economia americana, ed è una politica che anche l’Europa dovrebbe prendere in seria considerazione.

La lotta contro l’immigrazione ispanica dal sud aveva un senso, perché il fallimento di un continente (l’intero Sudamerica) non può tradursi nell’invasione di massa di un altro, mettendo in crisi un tessuto sociale già abbastanza compromesso.

L’atteggiamento scettico nei confronti delle responsabilità umane nel riscaldamento globale del pianeta e l’ostilità verso politiche di ridimensionamento dello sviluppo fondato sulle risorse energetiche petrolifere serviva a riequilibrare, almeno in parte, la psicosi europea di una nostra responsabilità “biblica” verso il pianeta, stuprato da noi umani con i nostri comportamenti; una cosa anche vera, in parte, ma superabile in altro modo che non attraverso sensi di colpa e politiche energetiche, lasciando immutate le politiche produttive e del consumo alimentare, per non parlare di quelle demografiche che ci hanno fatto triplicare la popolazione planetaria in 50 anni.

Poi la politica sanitaria, dove Trump ha toccato il massimo della sua dimostrazione di ignoranza e strafottenza, con una politica sanitaria che ha abbandonato il paese al suo destino, con una quantità di malati e di morti che tocca forse (non ho controllato) quelli avuti nella seconda guerra mondiale. E qui ben venga Baiden, che in merito la pensa in maniera diametralmente opposta.

La nuova politica di Baiden, che vorrebbe cancellare con un colpo di spugna l’intera politica della precedente amministrazione, non può non avere contraccolpi pesanti negli USA, dove metà dell’elettorato aveva comunque espresso il suo voto per Trump.
Il Partito Repubblicano dovrà riprendersi dallo shock e cercare di ritrovare il modo di ESISTERE, sia per delimitare le nuove politiche dei DEM USA, sia per evitare una ricaduta nel trumpismo, sostituendolo con una SERIA politica interna ed estera, che faccia gli interessi dei lavoratori americani e ricollochi gli USA in quel ruolo ormai storico che appare fortemente deteriorato.

Ing. Franco Puglia
27 Gennaio 2021



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