UN INTERROGATIVO SU SISTEMA IMMUNITARIO E VACCINI

Farmaci e vaccini vengono assunti per combattere i patogeni, già presenti negli organismi, oppure che possono potenzialmente introdurvisi. I diversi patogeni hanno vie d’ingresso diverse nell’organismo, e si insediano in alcuni organi, ma non in altri. Perché? Non lo sappiamo: constatiamo che ogni specifico patogeno si insedia in organi specifici e distrugge cellule di quegli organi, mentre il sistema immunitario reagisce in quella stessa sede all’aggressione dei patogeni.
Alcuni patogeni si insediano nell’organismo attraverso le vie respiratorie (patogeni polmonari e delle prime vie respiratorie, come stafilococchi, pneumococchi, ecc). Altri attraverso la bocca, l’esofago e l’apparato intestinale, insediandosi nello stomaco o nell’intestino, o negli altri organi dell’addome. Altri ancora attaccano persino la pelle, più spesso limitando a questa la loro azione patogena. Ecc, ecc.
E come reagiamo noi, sotto il profilo terapeutico? Somministriamo al paziente dei farmaci specifici destinati ad agire su bersagli organici precisi, e li somministriamo attraverso la bocca (pastiglie varie) oppure attraverso il sangue (iniezioni intramuscolari o endovenose).
Meno spesso attraverso la pelle (pomate e simili) oppure per via aerosolica. Sappiamo che tutti i farmaci hanno effetti collaterali sull’organismo, perché le loro molecole chimiche si diffondono nel sangue e raggiungono potenzialmente qualsiasi organo, con effetti anche indesiderati. Pur sapendolo i medici li prescrivono e noi li assumiamo, scegliendo tra un pericolo certo e presente ed uno ipotetico e futuro. Ma perché la Medicina usa questi metodi di somministrazione di farmaci e vaccini invece di inseguire le medesime vie e forme di ingresso dei patogeni? Io non lo so.
Una logica elementare vorrebbe che, se gli pneumococchi entrano da naso e gola, e non dall’esofago, anche i farmaci dovrebbero seguire il medesimo percorso. E così via negli altri casi.
Gli effetti collaterali dei farmaci sono quasi sempre correlati alla loro penetrazione in organi non bersaglio, attraverso la diffusione nel circolo sanguigno. Il sangue circola ovunque e comunque, quale che sia il punto di somministrazione di un farmaco, ma non allo stesso modo. Infatti in alcuni casi si usano iniezioni endovena, anziché intramuscolari, e viceversa.
E veniamo al sistema immunitario: questo è presente ovunque nell’organismo e si attiva là dove incontra un patogeno o elementi estranei a quella parte del corpo. Dobbiamo distinguere tra i patogeni, che sono molecole organiche a DNA, quindi VIVE, ed i farmaci, che sono molecole morte, prive di DNA. Il sistema immunitario, di norma, aggredisce i patogeni, non le molecole chimiche, che vengono eliminate per quanto possibile attraverso reni ed intestino. Esistono tuttavia casi di reazioni immunitarie avverse a molecole puramente chimiche, le allergie, reazioni il cui sviluppo non è prevedibile ed è strettamente individuale.
Ora, cosa accade quando iniettiamo un qualsiasi vaccino in un organismo, in genere per iniezione intramuscolare negli avanbracci?
Le molecole del vaccino, con DNA o RNA, circolano nell’organismo, al di fuori della zona bersaglio dove potrebbero insediarsi i patogeni che vogliono combattere; raggiungono anche quelle, ma non solo quelle. I fagociti scatenati dal sistema immunitario aggrediscono queste molecole e le disgregano, diciamo che se le mangiano, e questo accade presumibilmente ovunque nell’organismo. Il sistema immunitario mantiene una MEMORIA dell’accaduto, e sviluppa immunoglobuline specifiche, idonee a distruggere questi patogeni, se dovesse incontrarli. Ma DOVE si insediano queste immunoglobuline?
Non possiamo saperlo. Sappiamo che questi meccanismi funzionano, ma non COME funzionano. Se potessimo dirigere il loro operato vorremmo che si insediassero nelle aree specifiche in cui sono specializzate, dove i patogeni che possono combattere dovrebbero presentarsi, ma non altrove. Non possiamo farlo.
I residui dei farmaci che il circolo sanguigno non riesce a trascinare via e ad espellere attraverso i reni possono restare anche a lungo negli organi, provocando dei danni.
E le molecole dei vaccini? E le immunoglobuline prodotte?
Non lo sappiamo, e non ricerchiamo la loro specifica presenza in organi specifici. Gli esami del sangue si fanno su dei prelievi di sangue venoso generico, che ha attraversato tutto l’organismo.
Alcune vaccinazioni infantili obbligatorie (Morbillo) e quelle anti Covid 19 hanno scatenato il movimento d’opinione definito NOVAX, che ha denunciato una quantità di effetti avversi anche gravi, non verificabili come rapporto di causa-effetto. Sono tutt’altro che allineato alle loro fantasiose teorie e fobie, e sono reduce da poco dell’ennesima vaccinazione anti-influenzale e Covid di stagione, che non mi ha mai indotto reazioni avverse percepibili.
Ma quelle NON percepibili? E l’interrogativo riguarda non soltanto i vaccini ma anche i farmaci. Io ho da decenni i denti giallastri a seguito della prolungata e frequente assunzione di Bismocetina, nella mia infanzia, un farmaco a base di Bismuto (un metallo pesante e velenoso come il piombo) largamente usato all’epoca come antibiotico per le tonsilliti.
Soltanto in seguito ho appreso che il Bismuto si insediava nei tessuti ossei, e diventava evidente nella colorazione dei denti !
Lo tolsero tardivamente dal commercio, come molti altri farmaci.
Le case farmaceutiche si cautelano descrivendo infiniti effetti collaterali possibili dei loro farmaci, anche quelli più improbabili, per mettersi al sicuro, ma quante indagini SERIE vengono svolte per capire i meccanismi d’azione indesiderati di questi farmaci?
Alcuni si scoprono a distanza di decenni, come per il Cortisone.
Tutto questo dove ci porta? Da nessuna parte purtroppo, perché le case farmaceutiche continueranno a fare quello che fa loro COMODO, in chiave produttiva, e non quello che salvaguarda la salute umana, non solo nell’immediato della terapia, ma anche in prospettiva. Queste reagiscono alle informazioni provenienti dal mercato su base statistica, e se l’epidemiologia supera livelli allarmanti sospendono la produzione, ma non significa che abbiano indagato sulle cause profonde dei danni biologici indotti.

Questa resta una riflessione, indotta dall’aggravamento della mia dolenza muscolare già presente PRIMA di vaccinarmi, forse aggravata in questi giorni dalla modesta reazione vaccinale, ma il dubbio nasce dal fatto che i vaccini toccano il sistema immunitario ed i miei problemi neuromuscolari potrebbero avere una causa immunologica o genetica che ancora non sono riuscito a scoprire in me, ma che è presente in moltissimi pazienti che soffrono di problemi analoghi. Insomma, cosa accade quando interferiamo con i nostri poco conosciuti meccanismi biologici?
Ai posteri l’ardua sentenza ….

Ing. Franco Puglia
28 ottobre 2025

LA PAX AMERICANA SUL MEDIO ORIENTE

Donald Trump si è goduto la sua breve parentesi trionfale, con lo show alla Knesset e la conferenza di pace di Sharm El Sheik, alla presenza dei capi di stato di mezzo mondo.
Ma CHI ha fatto la pace con CHI?
Gli USA con il mondo arabo? Questo forse si. Ma doveva essere l’inizio di un percorso di pace tra Israele e quell’insieme indefinibile di genti che viene chiamato “popolo palestinese”, insediato a Gaza, prima, ed ora vagante tra le sue rovine.
E sono bastate poche ore di tregua perché i topi di Hamas uscissero allo scoperto dalle loro fogne, dopo aver esposto la popolazione inerme ai bombardamenti israeliani, producendo un numero imprecisabile di vittime.
Il percorso di pacificazione prevede la cessione delle armi da parte dei miliziani di Hamas, cosa che non faranno MAI, anche perché da carnefici diventerebbero presto vittime designate, anche da parte di svariati clan gazawi. E Hamas ha già iniziato, da subito, un suo percorso di “pulizia politica” per rendere inoffensivi, con la morte, quanti vorrebbero espellerli una volta per tutte da quel territorio.

Netanyahu ha dovuto digerire la pax americana imposta da Donald Trump per due ottimi motivi: uno interno, il recupero dei pochi ostaggi israeliani ancora in vita, tacitando così la fronda interna che ne reclamava la liberazione a qualsiasi costo, ed uno esterno, dare a Trump quello che cercava, un successo politico personale, assicurandosi la prosecuzione del sostegno militare americano, indispensabile per Israele. Sin qui tutto bene, ciascuno ha avuto quel che cercava, ma non parliamo di PACE e di fine del conflitto.
Non ci sarà mai pace nella regione sino a quando esisteranno delle forze islamiche integraliste votate ala distruzione dello stato ebraico, e sino a quando anche i confini non saranno resi più facilmente difendibili. Hamas non può, e non deve, sopravvivere, anche perché ha imboccato da molto tempo una strada a senso unico, che non prevede un’inversione di marcia. I miliziani di Hamas hanno una sola vocazione e capacità professionale: combattere ed uccidere.
Adesso cercheranno di riprendersi Gaza, ma sono sempre più NUDI di fronte al nemico, perché non hanno alleati se non tra i fanatici occidentali disarmati, mentre sono oltremodo scomodi per l’intero mondo arabo e forse non possono più contare neppure su Tehran, che ad un certo punto deve anche farsi i conti in tasca.
E per continuare a combattere ci vogliono munizioni, che finiscono, che qualcuno deve continuare a fornire; chi e come?
Non solo: mi sono sempre chiesto perché gli Israeliani non abbiano reso impraticabili i tunnel sotterranei di gaza, allagandoli, invadendoli di gas urticanti, chiudendo irrimediabilmente ingressi ed uscite, chiudendo Hamas in una trappola mortale.
Ma c’era la faccenda degli ostaggi, custoditi in quelle stesse gallerie, che sarebbero deceduti assieme ai loro carcerieri.
Ma adesso non più, adesso l’arma del ricatto non ha più munizioni, adesso Israele può agire senza remore, non appena Hamas gli fornirà l’occasione per far saltare questo impossibile piano di pace e riprendere i combattimenti senza più fermarsi.

Ed il sogno demenziale di una Playa de Ipanema di Donald Trump nella striscia di Gaza avrà forse una sua realizzazione fra decenni, quando lui non sarà più in vita, ma certamente non nel breve periodo. I gazawi, che come POPOLO neppure esistono, dopo tutto questo debbono abbandonare quel deserto di morte, per ricostruirsi individualmente una vita altrove, nel mondo a cui appartengono per religione, lingua, cultura. Questo anche perché, se è vero che la popolazione di Gaza era di circa 2 milioni di persone, è impossibile per chiunque ricostruire in breve tempo un agglomerato urbano capace di ospitare una tale popolazione, con tutti i servizi necessari e con una struttura economica di fondo capace di sostentare un tale numero di individui, senza dover contare al 100% su un sostentamento a vita con fondi internazionali.

Questa indispensabile diaspora gazawa significa la loro salvezza, e non è assimilabile a quella storica degli ebrei, perché gli ebrei erano un popolo chiuso, circoscritto dalla sua fede religiosa, e quindi storicamente in difficoltà ovunque si siano dispersi nel mondo, nel corso del tempo, perché in qualche modo DIVERSI, e quindi isolati e facilmente perseguitati, sino all’olocausto nazista.
Con i gazawi è completamente diverso: sono arabi, identici a tutti quelli del nord Africa, per etnia, lingua e religione. Nessuna futura prospettiva di persecuzione nei loro confronti, da parte dei correligionari, a meno che non vogliano proseguire in forme di integralismo islamo-cultural-politico che forse, dopo tutto questo, passeranno di moda.

Qualsiasi altro tentativo di soluzione è destinato a naufragare miseramente, producendo un crescente numero di vittime.
E’ giunto il momento di mettere la parola FINE a questa sanguinosa vicenda: se non ora, quando?

Ing. Franco Puglia
14 ottobre 2025