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Informazioni su Ing. Franco Puglia

Ingegnere elettronico, imprenditore in pensione, ex dirigente locale di FARE per fermare il declino, oggi free lance e promotore di una politica ALTERNATIVA.

I giacimenti di materie prime ucraine che fanno gola a Trump

Tra i più importanti giacimenti di materie prime critiche presenti sul territorio ucraino abbiamo:

  • terre rare, che comprendono 17 elementi chimici tra cui europio, lutezio e cerio, utilizzate nella realizzazione di smartphone e auto elettriche, computer e turbine eoliche; in Ucraina si stima che le riserve di terre rare contenute nel giacimento di Azov superino quelle dei più importanti giacimenti del Nord America, anche se attualmente non vengono ancora sfruttate;
  • litio, presente nei giacimenti della regione di Donetsk, in Ucraina orientale, e a Kirovograd, nella sua parte centrale (si stima che il Paese ne ospiti 500.000 tonnellate); il litio è fondamentale nella produzione di batterie ricaricabili e nell’immagazzinamento dell’energia generata da fonti rinnovabili;
  • titanio, che trova impiego soprattutto nell’industria aeronautica e aerospaziale, nel settore medico e nella produzione di cementi; l’Ucraina ospita le più grandi riserve di titanio in Europa e il 7% di quelle mondiali;
  • grafite, di cui l’Ucraina detiene ben il 20% delle riserve mondiali e che, tra le molte applicazioni, trova impiego negli impianti elettrici e nucleari;
  • gallio, di cui l’Ucraina è il quinto produttore mondiale e che è essenziale per produrre semiconduttori e LED;
  • berillio, presente nei depositi di Perha, nel nord-ovest del Paese e utilizzato in particolare nei settori medico, nucleare ed elettronico. Tutte queste materie prime si trovano in larga misura collocate nella regione sud orientale del paese, quello attualmente sotto occupazione russa. Mettiamo da parte per un momento l’atteggiamento ricattatorio di Donald Trump, che pretende di mettere un’ipoteca su ricchezze minerarie del paese (500 miliardi di $ !!!) per recuperare le spese militari sin qui profuse (Pagate come? A debito. E nelle tasche di chi sono finiti quei soldi? Industria bellica americana? Ma guarda … )

I territori in cui si trovano quelle materie prime sono sotto il controllo russo. I russi sono interessati almeno quanto gli americani allo sfruttamento di quelle risorse.
E allora come fa Zelensky a cedere agli americani qualcosa che, al momento, non gli appartiene più, se è vero che le condizioni di una pace con la Russia prevedono ormai la cessione definitiva di quei territori ai russi? O Trump intende arrivare ad un accordo con Putin per spartirsi da buoni amici il bottino? Formalmente, però, quei territori sono ancora ucraini, ancorché in mano russa. Per poterli sfruttare gli americani devono mettere piede in quelle regioni e cominciare a lavorarci dentro.
E in che modo, se ci sono i russi? I conti non tornano.
O russi ed americani si mettono d’accordo per uno sfruttamento congiunto, oppure entrano direttamente in conflitto per l’occupazione finalizzata di quei territori.
E’ mai possibile che Trump voglia cogliere la scusa del suo diritto di sfruttamento di quei giacimenti, concessogli dal legittimo governo ucraino, per imporre ai russi di abbandonare subito quei territori? Oppure il genio che occupa la più importante poltrona di Washington non sa fare 2+2.

Ing. Franco Puglia

22 febbraio 2025

    L’UNICA RICETTA POSSIBILE PER UN CAMBIAMENTO

    dI Aurelio Mustacciuoli 

    Trump negli Stati Uniti e Milei in Argentina sono due casi che verranno studiati nelle università per decenni. Ci insegnano alcune lezioni che chiunque abbia a cuore libertà e benessere dovrebbe imparare:

    1. Tutte le democrazie degenerano verso il socialismo. SEMPRE. Un buon indicatore per misurare lo stato di salute di una democrazia è l’indice di statalizzazione, ovvero il rapporto tra spesa pubblica e PIL. Altro indicatore importante è il livello di regolamentazione.
    Più questi parametri sono alti, più la democrazia è malata.

    2. Le democrazie non sono MAI in grado di riformarsi da sole senza leader politici forti e carismatici che impongano il cambiamento contro il deep state, ovvero l’apparato burocratico, politico, economico che è l’unico beneficiario della degenerazione democratica. Questi leader non possono che essere i nemici numero uno del deep state (se non lo sono, non sono le persone giuste).

    3. L’unico modo affinché il leader di cui sopra alla fine non instauri una dittatura è che :
    a) abbia un’etica sociale il più aderente possibile a un’etica libertaria
    b) sia libero (give me money, give me power, give me title… I don’t care)
    c) veda il suo impegno come una “missione” (il senso della sua vita).
    Non c’è alcuna garanzia ex ante che questa condizione sia soddisfatta, si potrà verificarla solo ex post.

    4. L’unico modo affinché il leader di cui sopra non sia schiacciato o ucciso dal deep state è che adotti una strategia populista volta ad abbattere il deep state e i suoi simboli e che ottenga su essa il consenso delle masse.

    5. L’unico modo per ottenere il consenso delle masse in questa missione è che siano soddisfatte le seguenti condizioni:
    a) ci sia una base popolare, anche piccola ma agguerrita, che ODI il socialismo e sia consapevole dei danni economici e sociali che inevitabilmente arreca
    b) il leader ottenga visibilità sui mezzi di comunicazione di massa (un tempo le televisioni, oggi anche necessariamente i social);
    c) la visibilità sia accompagnata da endorsement di influencer credibili e autorevoli presso ampie basi di follower; non basta infatti che l’influencer sia famoso e popolare (abbiamo visto l’inutilità degli endorsement di attori e cantanti), deve essere credibile e avere la fiducia dei follower come nel caso di giornalisti e podcaster indipendenti.
    d) il leader crei una squadra di collaboratori leali e competenti, i migliori, che abbiano le sue stesse motivazioni e la sua stessa etica.

    6. L’unico modo, una volta ottenuto il potere, per non perderlo immediatamente, è agire con incisività e totale trasparenza abbattendo effettivamente il deep state, SOSTITUENDO tutti gli esponenti di potere esecutivo (è sbagliatissimo cercare di farsi amici gli esistenti) ed esponendo TUTTE le loro malefatte alla pubblica opinione.

    Ciò detto, esistono altre condizioni accessorie affinché una democrazia non soccomba a forze esterne:
    a) abbia una economia forte, sia competitiva, tecnologica e con alto capitale umano.
    b) sia pacifista, non imperialista, ma in grado di difendersi
    c) persegua solo l’interesse dei suoi cittadini.

    Questo articolo è la copia integrale di quello che scrive oggi in rete l’amico Aurelio Mustaccioli su FaceBook.
    Io faccio mio il suo pensiero così lucidamente espresso.

    Ing. Franco Puglia
    9 febbraio 2025