LA MORTE DI VLADIMIR PUTIN

Un evento ineluttabile, anche per ragioni anagrafiche.
A 73 anni non sei necessariamente maturo per il grande passo,
ma sei certamente papabile al ruolo di defunto.
Non è quello a cui il russo aspira, ma è quello che teme sempre di più, così si mormora.
Mettendo da parte cause naturali di morte, se qualcuno decidesse di eliminarlo fisicamente, e riuscisse nel suo intento, cosa accadrebbe?
La scossa sarebbe notevole, un terremoto politico di portata nazionale e mondiale. A vantaggio o a danno di chi?
E’ difficile dire cosa pensino i russi di Putin e delle condizioni di vita a cui li ha condotti. Sottoposti a costante lavaggio del cervello, i russi non paiono essere ostili a Putin quanto invece dovrebbero.
Una sua scomparsa per morte violenta potrebbe suscitare reazioni opposte, di sconforto da parte dei suoi sostenitori, di chi lo vede come un padre della Patria russa, uno Zar benedetto dal patriarca ortodosso di Mosca, il difensore della Grande Madre Russia.
Ma anche la fine di una dittatura soffocante e perdente, che ha determinato la morte di oltre un milione di cittadini russi in Ucraina.
E CHI potrebbe prendere il suo posto, nell’immediato, producendo cambiamenti capaci di far uscire l’orso russo dall’ennesimo impasse in cui si è cacciato? Lavrov, forse?
I pronostici non ne parlano, però ..

Secondo una certa stampa i principali attori legati alla successione nella cerchia ristretta di Putin, nel 2026, sarebbero:
Aleksej Miller (Gazprom), Igor Sechin (Rosneft), Sergei Chemezov (Rostec), Gennadij Timchenko, figure fondamentali per l’economia e la fiducia di Putin.

Aleksey Dyumin: Ex governatore dell’oblast’ di Tula e figura militare di alto livello, è ampiamente considerato tra i più probabili successori.
Dmitry Patrushev: Figlio di Nikolai Patrushev (figura chiave dell’apparato di sicurezza), è stato promosso come vice Premier, segnalando l’ascesa dei “figli dell’élite”.
Boris Kovalchuk: Figlio di Yuri Kovalchuk, guida la Corte dei conti, inserendosi nel rimescolamento del potere.
Vladimir Kiriyenko: Figlio di Sergei Kiriyenko (primo vice capo di gabinetto), anche lui parte del nuovo “clan” di eredi del potere russo.

Ma l’ascesa al potere non dipende soltanto dagli orientamenti del capo che esce di scena, bensì anche da elementi di potere reale, politico ed economico, dei potenziali aspiranti, e dalla posizione che occupano nell’inevitabile conflitto reciproco per raccogliere l’eredità politica dello scomparso.

E l’altra domanda, non da poco, è quali possano essere gli auspici degli avversari di Mosca, degli Occidentali in primo luogo, affinché il nuovo regime cambi la sua strategia, avvicinandosi agli avversari in un progetti di pacificazione concreto e duraturo.
I nomi che ho citato sono sconosciuti ai più, probabilmente, ed anche a me, perché non compaiono nelle trasmissioni televisive sul regime russo. In concreto, poi, qualsiasi ipotesi sui nomi in un possibile cambio di regime credo sia campata in aria, perché le dinamiche interne in questi casi sono oscure, e nulla è come sembra.
I Media suggeriscono uno stato d’animo di crescente paura da parte di Putin, che sottenderebbe qualche segnale pericoloso a suo carico da parte di supposti fedelissimi che tali non sono, ma anche queste sono mere illazioni. Da un punto di vista storico la fine di Putin dovrebbe essere imminente, nel senso che le circostanze, stando al COME ha sin qui funzionato la Storia umana, conducono all’esito inevitabile di tutte le dittature, con rare eccezioni, che tuttavia ci sono state. Speriamo che Putin, invece, NON faccia eccezione, e ci liberi del peso che rappresenta, sperando che chi prenderà il suo posto non sia alla fine un male anche peggiore.

Ing. Franco Puglia
6 maggio 2026





SOCIAL SOTTO ACCUSA PER LA LORO INFLUENZA NEGATIVA SUI GIOVANISSIMI. DIPENDENZA GRAVE.

Affronto il tema della DIPENDENZA dall’uso dei SOCIAL, tra i quali annoveriamo Facebook, Instagram, Youtube, Tic Toc, X, ecc. Il termine “dipendenza” ha qui una connotazione negativa, come in altri contesti: alcool, droghe pesanti e leggere (cocaina, marjuana, ecc), gioco d’azzardo, e via dicendo. Ma noi umani siamo “dipendenti” da una infinità di altre cose, a cui non attribuiamo caratteristiche così negative: cibo, alcuni in particolare, sesso, socialità, intesa come frequentazione di persone, per alcuni l’attività fisica (palestra, yogging, ecc), lo sport in genere, praticato o come spettacolo (calcio, adesso il tennis). E allora?

E qui faccio OUTING : no, non sono gay, nulla di più lontano da me, ma confesso di essere in buona misura, in questi anni, DIPENDENTE da Facebook, non da altri Social.
E’ importante CAPIRE cosa significa, per capire anche quale sia l’impatto dei Social sui giovanissimi e cosa lo determini. Mi sono reso conto della cosa quando, poco tempo fa, Facebook ha bloccato questo mio profilo principale per ragioni tuttora ignote, e mi ci sono voluti giorni e giorni per risolvere il problema. In quei giorni sono rimasto praticamente MUTO, privo di contatti esterni, privato di uno strumento che non può essere sostituito dai numeri telefonici di molti tra voi, ma comunque una minoranza, registrati sulla mia rubrica telefonica. Il telefono non rimpiazza i Social, neppure in minima parte. Per un lasso di tempo sono rimasto deprivato di contatti umani, limitati ai pochi amici FISICI, che vedo ogni tanto, ma neppure di frequente, ed a cui posso telefonare, ma certo non ad ogni piè sospinto ! Né loro a me !

Sensazione angosciosa di ISOLAMENTO ! Avevo perduto il mio mondo.

Riuscite ad immedesimarvi in quello che ho provato io? Il mondo REALE, senza i Social, è fatto di trasmissioni televisive ripetitive e manipolate, di talk show e spettacolini demenziali, di vecchi film ripetuti all’infinito. Ed è solo SPETTACOLO, senza comunicazione, senza dialogo. E poi, nel mondo “reale”, ci sono i pochi familiari, se hai una famiglia, quei pochi amici, e alcuni colleghi di lavoro. UN MONDO MOLTO RISTRETTO !
Il solo che conoscessimo sino a pochi decenni fa.

E’ davvero un mondo REALE? O dovremmo forse definirlo semplicemente MATERIALE ? La percezione di realtà oggi è diventata molto estesa, non dimenticando che anche la nostra immaginazione è REALE, sebbene non materiale, anche i nostri sentimenti sono REALI, e persino il lavoro di molti non si può più descrivere come materiale, ma come virtuale, attraverso la tastiera dei sistemi digitali.

E siamo ai giovanissimi: QUALE MONDO viene da loro percepito come REALE? Nascono e crescono in un ambiente ristretto, quello familiare, materiale. Se gli va bene frequentano altri bambini, (asilo, scuola) per un tempo limitato. Con l’adolescenza il novero delle frequentazioni cambia di poco, se non per l’età anagrafica dei contatti tra coetanei.
Contatti con adulti: famiglia ed insegnanti. Talvolta parenti, occasionalmente.
La trasmissione delle informazioni tra coetanei è orizzontale: non c’è gradiente informativo, solo rimbalzo delle medesime informazioni. Il gradiente proviene, si spera, dalla scuola, dagli insegnanti, ma COSA riguarda? Non la formazione umana degli studenti. Delegata alla famiglia, cioè ad un paio di persone, salvo nonni, più spesso non all’altezza del compito.

E poi, oggi, CI SONO I SOCIAL E LA RETE IN GENERE, che aprono LE FINESTRE SUL MONDO.

E cosa dovrebbe avere la maggiore influenza su menti giovani e ancora vuote, ma avide di informazioni, più di ogni altra cosa, se non LA RETE, con TUTTO quello che può offrire?
E CHI sono i soggetti con cui puoi parlare il medesimo linguaggio se non i tuoi coetanei? Tutto questo dove ci conduce, anche, se non ai risultati comportamentali che troviamo ogni giorno nelle cronache?
Il mondo della rete è LA SOLA REALTA’ che conta, perché famiglia e scuola sono solo una necessità materiale, come quelle a cui fai fronte in bagno.

Ing. Franco Puglia
27 marzo 2026