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Informazioni su Ing. Franco Puglia

Ingegnere elettronico, imprenditore in pensione, ex dirigente locale di FARE per fermare il declino, oggi free lance e promotore di una politica ALTERNATIVA.

UN INTERROGATIVO SU SISTEMA IMMUNITARIO E VACCINI

Farmaci e vaccini vengono assunti per combattere i patogeni, già presenti negli organismi, oppure che possono potenzialmente introdurvisi. I diversi patogeni hanno vie d’ingresso diverse nell’organismo, e si insediano in alcuni organi, ma non in altri. Perché? Non lo sappiamo: constatiamo che ogni specifico patogeno si insedia in organi specifici e distrugge cellule di quegli organi, mentre il sistema immunitario reagisce in quella stessa sede all’aggressione dei patogeni.
Alcuni patogeni si insediano nell’organismo attraverso le vie respiratorie (patogeni polmonari e delle prime vie respiratorie, come stafilococchi, pneumococchi, ecc). Altri attraverso la bocca, l’esofago e l’apparato intestinale, insediandosi nello stomaco o nell’intestino, o negli altri organi dell’addome. Altri ancora attaccano persino la pelle, più spesso limitando a questa la loro azione patogena. Ecc, ecc.
E come reagiamo noi, sotto il profilo terapeutico? Somministriamo al paziente dei farmaci specifici destinati ad agire su bersagli organici precisi, e li somministriamo attraverso la bocca (pastiglie varie) oppure attraverso il sangue (iniezioni intramuscolari o endovenose).
Meno spesso attraverso la pelle (pomate e simili) oppure per via aerosolica. Sappiamo che tutti i farmaci hanno effetti collaterali sull’organismo, perché le loro molecole chimiche si diffondono nel sangue e raggiungono potenzialmente qualsiasi organo, con effetti anche indesiderati. Pur sapendolo i medici li prescrivono e noi li assumiamo, scegliendo tra un pericolo certo e presente ed uno ipotetico e futuro. Ma perché la Medicina usa questi metodi di somministrazione di farmaci e vaccini invece di inseguire le medesime vie e forme di ingresso dei patogeni? Io non lo so.
Una logica elementare vorrebbe che, se gli pneumococchi entrano da naso e gola, e non dall’esofago, anche i farmaci dovrebbero seguire il medesimo percorso. E così via negli altri casi.
Gli effetti collaterali dei farmaci sono quasi sempre correlati alla loro penetrazione in organi non bersaglio, attraverso la diffusione nel circolo sanguigno. Il sangue circola ovunque e comunque, quale che sia il punto di somministrazione di un farmaco, ma non allo stesso modo. Infatti in alcuni casi si usano iniezioni endovena, anziché intramuscolari, e viceversa.
E veniamo al sistema immunitario: questo è presente ovunque nell’organismo e si attiva là dove incontra un patogeno o elementi estranei a quella parte del corpo. Dobbiamo distinguere tra i patogeni, che sono molecole organiche a DNA, quindi VIVE, ed i farmaci, che sono molecole morte, prive di DNA. Il sistema immunitario, di norma, aggredisce i patogeni, non le molecole chimiche, che vengono eliminate per quanto possibile attraverso reni ed intestino. Esistono tuttavia casi di reazioni immunitarie avverse a molecole puramente chimiche, le allergie, reazioni il cui sviluppo non è prevedibile ed è strettamente individuale.
Ora, cosa accade quando iniettiamo un qualsiasi vaccino in un organismo, in genere per iniezione intramuscolare negli avanbracci?
Le molecole del vaccino, con DNA o RNA, circolano nell’organismo, al di fuori della zona bersaglio dove potrebbero insediarsi i patogeni che vogliono combattere; raggiungono anche quelle, ma non solo quelle. I fagociti scatenati dal sistema immunitario aggrediscono queste molecole e le disgregano, diciamo che se le mangiano, e questo accade presumibilmente ovunque nell’organismo. Il sistema immunitario mantiene una MEMORIA dell’accaduto, e sviluppa immunoglobuline specifiche, idonee a distruggere questi patogeni, se dovesse incontrarli. Ma DOVE si insediano queste immunoglobuline?
Non possiamo saperlo. Sappiamo che questi meccanismi funzionano, ma non COME funzionano. Se potessimo dirigere il loro operato vorremmo che si insediassero nelle aree specifiche in cui sono specializzate, dove i patogeni che possono combattere dovrebbero presentarsi, ma non altrove. Non possiamo farlo.
I residui dei farmaci che il circolo sanguigno non riesce a trascinare via e ad espellere attraverso i reni possono restare anche a lungo negli organi, provocando dei danni.
E le molecole dei vaccini? E le immunoglobuline prodotte?
Non lo sappiamo, e non ricerchiamo la loro specifica presenza in organi specifici. Gli esami del sangue si fanno su dei prelievi di sangue venoso generico, che ha attraversato tutto l’organismo.
Alcune vaccinazioni infantili obbligatorie (Morbillo) e quelle anti Covid 19 hanno scatenato il movimento d’opinione definito NOVAX, che ha denunciato una quantità di effetti avversi anche gravi, non verificabili come rapporto di causa-effetto. Sono tutt’altro che allineato alle loro fantasiose teorie e fobie, e sono reduce da poco dell’ennesima vaccinazione anti-influenzale e Covid di stagione, che non mi ha mai indotto reazioni avverse percepibili.
Ma quelle NON percepibili? E l’interrogativo riguarda non soltanto i vaccini ma anche i farmaci. Io ho da decenni i denti giallastri a seguito della prolungata e frequente assunzione di Bismocetina, nella mia infanzia, un farmaco a base di Bismuto (un metallo pesante e velenoso come il piombo) largamente usato all’epoca come antibiotico per le tonsilliti.
Soltanto in seguito ho appreso che il Bismuto si insediava nei tessuti ossei, e diventava evidente nella colorazione dei denti !
Lo tolsero tardivamente dal commercio, come molti altri farmaci.
Le case farmaceutiche si cautelano descrivendo infiniti effetti collaterali possibili dei loro farmaci, anche quelli più improbabili, per mettersi al sicuro, ma quante indagini SERIE vengono svolte per capire i meccanismi d’azione indesiderati di questi farmaci?
Alcuni si scoprono a distanza di decenni, come per il Cortisone.
Tutto questo dove ci porta? Da nessuna parte purtroppo, perché le case farmaceutiche continueranno a fare quello che fa loro COMODO, in chiave produttiva, e non quello che salvaguarda la salute umana, non solo nell’immediato della terapia, ma anche in prospettiva. Queste reagiscono alle informazioni provenienti dal mercato su base statistica, e se l’epidemiologia supera livelli allarmanti sospendono la produzione, ma non significa che abbiano indagato sulle cause profonde dei danni biologici indotti.

Questa resta una riflessione, indotta dall’aggravamento della mia dolenza muscolare già presente PRIMA di vaccinarmi, forse aggravata in questi giorni dalla modesta reazione vaccinale, ma il dubbio nasce dal fatto che i vaccini toccano il sistema immunitario ed i miei problemi neuromuscolari potrebbero avere una causa immunologica o genetica che ancora non sono riuscito a scoprire in me, ma che è presente in moltissimi pazienti che soffrono di problemi analoghi. Insomma, cosa accade quando interferiamo con i nostri poco conosciuti meccanismi biologici?
Ai posteri l’ardua sentenza ….

Ing. Franco Puglia
28 ottobre 2025

LA CULTURA ISLAMICA ED I CONFLITTI DEL NOSTRO SECOLO

L’Islam dovrebbe essere una RELIGIONE, ma è soprattutto una cultura politica, che affonda le sue radici nella Storia dei popoli delle regioni nordafricane, da cui ha origine.
L’ispirazione religiosa monoteistica, derivata da quella cristiana, è irrilevante ai fini della comprensione dell’Islam. Tutte le religioni, nessuna esclusa, affondano le loro radici nella cultura originaria della popolazione del territorio in cui hanno avuto origine.
I popoli nordafricani vivono, notoriamente, in territori difficili, prevalentemente desertici, con poche risorse alimentari, scarsità di acqua e di selvaggina con cui nutrirsi, contrariamente ad altri territori del mondo. Per questo motivo i primi insediamenti umani in quei territori si sono raccolti attorno alle sorgenti d’acqua, dove questa si poteva raggiungere scavando dei pozzi, preziosi, da difendere anche a costo della vita.
E poi una agricoltura povera, e l’allevamento di ovini, che si accontentano di erba povera come alimento per sopravvivere. In queste popolazioni la sola forma possibile di organizzazione sociale era quella tribale: piccole comunità governate da una figura maschile dominante, formate da uomini che collaboravano tra loro pur difendendo la povera proprietà familiare, unica fonte di sostentamento. Donne prive di ogni ruolo di potere, biologicamente predestinate alla procreazione, alla cura della prole, ai lavori domestici. Schiave …

Anche altrove, in passato, le cose non andavano molto diversamente, ma in territori più ricchi di risorse naturali lo sviluppo produttivo, economico e sociale poteva essere più rapido e meno povero. In ogni caso l’organizzazione sociale era analoga, ma i gruppi umani molto più numerosi (villaggi, città, stati) .
In Nord Africa, territorio povero per sua natura, le cose non si sono mai evolute, sino alla scoperta del petrolio. In precedenza, sotto lo stimolo politico religioso dell’Islam, queste popolazioni hanno avuto un periodo di espansione territoriale che le ha condotte a ricercare altrove fonti di ricchezza, in Oriente come nel sud europeo.
E’ stata l’epoca dello sviluppo culturale islamico, ma in seguito ….

Nel ‘900, la scoperta dei pozzi petroliferi sotto le sabbie dei deserti ha cambiato la faccia di questo mondo arcaico, ma solo per pochi, solo di facciata, non nella sostanza.
La cultura non è cambiata, imprigionata nelle regole ferree di una religione nata con obiettivi ben diversi da quelli compatibili col nostro tempo. Non solo: c’è stata una prima fase di apertura, determinata dalla dilagante ricchezza petrolifera e dai crescenti rapporti col mondo occidentale, ma poi le porte si sono richiuse, si è prodotto un rigetto del mondo occidentale con un ritorno diffuso ad un Islam integralista.
Infatti la ricchezza non ha coinvolto tutti in quei paesi, ma è sta accentrata a dismisura nei poteri tribali tradizionali che governavano, ed ancora governano, queste comunità umane.
Il ritorno all’integrale rispetto del dettato musulmano ha riportato indietro le lancette dell’orologio, ha restituito le donne al loro regime di sottomissione totale, enfatizzata dall’abbigliamento monacale, che era stato largamente abbandonato, ed ha prodotto una diffusa ostilità verso la cultura occidentale, mentre anche all’interno del mondo musulmano le diverse tendenze a sfondo religioso si sono radicalizzate (Sunniti, Sciti, ecc).

Nonostante la ricchezza immensa offerta dai giacimenti petroliferi, questi paesi non sono riusciti ad evolvere, economicamente e socialmente. I governi sono rimasti ancorati alla concezione totalitaria del potere, con tutto quello che l’accompagna, cioè l’atteggiamento bellicoso nei confronti dei vicini, la militarizzazione spinta, a sostegno del potere, e tutto quel che segue. Le condizioni di vita in questi paesi sono rimaste povere, ed hanno prodotto una tensione migratoria crescente verso quell’Occidente non amato, ma ricercato per le prospettive di crescita che offre. Ma la cultura che accompagna i migranti non è cambiata.

Dopo il 1945, con il reinsediamento degli Ebrei in Palestina, e la costruzione dello Stato di Israele, il conflitto che è sorto immediatamente tra i nuovi arrivati e le popolazioni arabe locali ha determinato quello che ben conosciamo, e che si è tradotto nell’incendio di Gaza dei giorni nostri. Ma da molti anni il conflitto arabo-israeliano ha determinato la radicalizzazione delle posizioni e la produzione di nuclei di terroristi islamici un poco ovunque nel mondo. Il mondo occidentale avanzato è stato gradualmente contaminato da queste e da altre popolazioni di migranti, portatori di culture diverse, poco compatibili tra loro. La maggiore incompatibilità è certamente quella tra occidentali originari e musulmani, perché si tratta dell’impronta culturale più lontana dalla nostra rispetto a tutte le altre.

Il conflitto a Gaza, dove gli Israeliani stanno radendo al suolo la città, per cancellare una volta e per sempre questo conglomerato di terrorismo arabo organizzato (Hamas) ha tuttavia prodotto quello che Hamas si aspettava, ed a cui puntava, collaborando di fatto alla decimazione del suo stesso popolo in un conflitto senza vie d’uscita.
L’esodo della popolazione di Gaza verso il nulla, mentre i “fratelli musulmani” di Egitto e degli altri paesi arabi li respingono, stimolerà nuovi flussi migratori di questa gente verso l’Europa, con l’appoggio neppure velato di tanta parte della popolazione minus habens europea che ha il cuore ferito dalle sofferenze di queste genti, complici degli orrori di Hamas, che hanno applaudito, invece di cercare di opporsi. Ed i comandamenti “umanitari” del mondo civile impediranno ai governi di ostacolare duramente questi flussi, rispedendoli al mittente, ed a quanti hanno contribuito nel corso del tempo a FORMARE i sentimenti di questa gente in chiave anti-israeliana, sacrificando loro, invece di rischiare in prima persona.
E noi Europei ci ritroveremo alle porte di casa il peggio del mondo arabo, quelli che neppure loro vogliono, ma che i minus habens di casa nostra sono pronti ad accogliere, non a casa loro, naturalmente, ma a casa degli altri, come sempre.

Ing. Franco Puglia
21 settembre 2025