PARLIAMO DI VUOTO

E non si può non parlare del BOSONE di Higgs:
https://www.scienzaeconoscenza.it/blog/scienza_e_fisica_quantistica/cos-e-bosone-spiegato-in-modo-semplice
Ne avete mai visto uno? No? Non è grave.

Infatti NON esiste, o almeno non nel NOSTRO MONDO, perché compare solo come frammento di energia nelle collisioni tra particelle ultraveloci nei laboratori di fisica teorica.
E di tali FRAMMENTI ne sono stati osservati in quantità, nel corso dei decenni, sempre in condizioni di laboratorio.
L’articolo del LINK introduce anche il concetto di un VUOTO NON VUOTO, postulando
(e qui un asinello inciampa) che qualsiasi elemento materiale possa propagarsi soltanto in un elemento materiale, e che quindi il vuoto, in realtà, non sia VUOTO.
Non è completamente sbagliato, nonostante l’inciampo: questione di linguaggio.
Nel nostro linguaggio nel VUOTO non c’è NULLA. A rigore, quindi, lo spazio cosmico NON è vuoto, in quanto colmo di corpi celesti di ogni genere, molti anche ben visibili.
Ma cosa c’è nello spazio tra l’uno e l’altro? Il NULLA?
No: per esempio c’è luce, che attraversa in continuo questo nulla. E poi c’è l’attrazione gravitazionale tra i corpi celesti, una FORZA che è reale, presente anche in mezzo a questo nulla, ovunque. Quindi, se questa FORZA è presente ovunque, riempie lo spazio vuoto, che non è più vuoto.
E non occorre scomodare lo spazio: anche qui tra noi la forza di gravità è ben presente, a qualsiasi quota sopra il livello del suolo, e se ne infischia del fatto che ci sia, oppure no, la nostra atmosfera: agisce comunque, RIEMPIE uno spazio che non è neppure vuoto (gas atmosferici) e riempie persino la massa compatta del terreno e delle rocce che lo compongono.
Ecco quindi che il concetto di VUOTO si svuota di significato, e andrebbe sostituito da altro, non dal Bosone di Higgs, ma dal concetto di PRESENZA o ASSENZA di ALTRO all’interno di confini prestabiliti.
E ciò che conta, ciò che è reale, è questo ALTRO, non la sua assenza dove non è presente.

Ing. Franco Puglia
7 marzo 2023

IL NODO DEL PREZZO DEL GAS VA TAGLIATO IN OLANDA, NON IN RUSSIA

Il caro energia, gas naturale in particolare, metterà in ginocchio l’industria italiana ed europea, oltre alle famiglie, se non si interviene subito dove occorre.
Il tetto al prezzo del gas russo è una strada, ma la sua applicazione dipende solo dalla condiscendenza russa, che pare non ci sia?
No, dipende anche dalle quotazioni del mercato di Amsterdam.
L’Olanda, grazie ai suoi giacimenti di gas naturale, ha utilizzato per prima tra i paesi europei, il gas come combustibile, sviluppando così un vero e proprio mercato all’ingrosso.
Unendo poi la posizione geografica centrale tra la Norvegia e l’area centro-europea composta da Germania, Francia e Gran Bretagna, l’Olanda si è potuta sviluppare come snodo centrale per i transiti gas pipeline tra i principali paesi europei.
Motivo per cui il TTF (così viene denominato il prezzo del gas scambiato su questa piazza) è divenuto il mercato gas più sviluppato a livello europeo e principale punto di riferimento per il prezzo dei mercati vicini o collegati, come appunto l’Italia.
Le dinamiche del mercato che incidono sui prezzi del TTF vanno così a ripercuotersi sul nostro PSV (il prezzo italiano).

In questo periodo il prezzo del gas alla borsa di Amsterdam supera i 220 € a Mwh. Alla borsa di Londra (NBP) il prezzo è di circa 28 € a MWH (calcolato convertendo da sterline ad € e da BTU a Mwh).
Alla borsa di New York il prezzo è di circa 27 $ a Mwh .
Cominciate a capire che c’è qualcosa che non va?

E’ vero che una delle ragioni sta nel fatto che “fisicamente” non ci sono gasdotti tra USA ed Europa, e credo neppure tra il Regno Unito ed il continente. Quindi i compratori europei possono comprare su quei mercati soltanto gas liquefatto (ad un diverso prezzo) da rigassificare in Europa (costi).
Ed a che prezzo venderlo, poi? Beh, perché a meno della quotazione di Amsterdam?
Quindi, è vero che è in corso la guerra russo-ucraina, è vero che ci sono le sanzioni europee alla Russia, ma nulla di tutto questo spiega né giustifica un mercato che viaggia a prezzi quasi 10 volte superiori a quelli dei mercati anglosassoni.
Se le cose stanno così, allora riconvertiamoci subito al consumo di petrolio, abbandonando per sempre il gas naturale.
Dal petrolio, poi, si può ricavare qualsiasi cosa, anche gas metano, ma sul nostro territorio.

Ing. Franco Puglia
8.9.2022