Verso il fallimento dello Stato, salvo rapinare i risparmi degli Italiani dai 9700 miliardi dei nostri conti correnti

Dal Rapporto Italia 2017 di Eurispes emerge un'Italia in braghe di ...

I MEDIA ci raccontano che nel 2020 il PIL subirà un crollo del 9,5% e di conseguenza il rapporto debito/pil alla fine di quest’anno toccherà il picco del 159%.

Poi, si dice, diminuirà progressivamente ed i maghi con la sfera di cristallo prevedono un livello poco sopra il 140% alla fine del 2030. La media Eurozona prima del Covid-19 era lo 86%.

Le autorità europee, per salvare le chiappe italiane, almeno per ora, hanno detto che il debito italiano, anche in queste condizioni, sarebbe sostenibile. Ma da chi? Il nostro debito pubblico adesso è di circa 2.450 miliardi. La ricchezza degli italiani è stimata in circa 9.700 miliardi di Euro.
A questo si dovrebbe aggiungere il valore del patrimonio immobiliare. Quindi il debito pubblico italiano è per definizione sostenibile, se a saldarlo sono le famiglie che detengono questa ricchezza.

Sino a ieri eravamo in avanzo primario, ed il disavanzo era determinato dagli interessi da pagare sul debito pubblico “monstre”. Ma d’ora in poi, con il calo certo del PIL e quindi anche delle entrate fiscali, l’avanzo primario si dissolverà, ed il disavanzo, cioè la differenza tra uscite ed entrate, gravato anche dagli interessi passivi, diventerà sempre più insostenibile.

Nel 2018 la spesa per gli interessi è stata di 64.626 milioni e il debito pubblico era di 2.316,3 miliardi. Guardiamo al futuro. Scendere in 10 anni nel rapporto debito/Pil dal 159% al 140% sarà praticamente impossibile, chiunque governi, perché:

  1. a) I titoli di Stato italiani saranno considerati poco più che spazzatura, con interessi elevati in rapporto a quelli di altri paesi europei.

  2. Le entrate fiscali saranno più basse di quelle attuali, o per meglio dire di ieri, sia perché il PIL sarà inferiore (-10% .. -20%) sia perché le politiche di rilancio dell’economia dovranno necessariamente passare attraverso una diminuzione della pressione fiscale.

  3. La spesa pubblica sarà crescente, perché l’intreccio legislativo stratificato impedisce a qualsiasi governo, ed in particolare a quelli di sinistra, di tagliare spesa pubblica improduttiva, mentre crescono gli impegni di spesa pubblica a sostegno delle classi più deboli del paese, unitamente alla spesa sanitaria che crescerà a dismisura anche a seguito della pandemia.

E la politica è suscettibile di aggravare questa situazione, invece di alleggerirla.

Sul Corriere della sera del 30 marzo Giulio Tremonti raccomanda “Un piano basato sull’emissione di titoli pubblici a lunghissima scadenza con rendimenti moderati ma sicuri e fissi, garantiti dal sottostante patrimonio della Repubblica, esenti da ogni imposta presente e futura”.

Sul Sole 24 ore del 6 Maggio Tremonti è tornato sull’argomento ed ha parlato di “Titoli patriottici”. Matteo Salvini è d’accordo e parla spesso di questo progetto facendo riferimento anche all’ “Orgoglio italiano”. Pochi giorni prima, sul Sole 24 Ore del 25 marzo 2020 , Gianni Tognolo auspicava l’emissione di titoli perpetui non rimborsabili ma negoziabili.

Renato Brunetta ha criticato questa idea con considerazioni tecniche e il 9 maggio ha pubblicato su HuffPost l’articolo “Oro alla patria, la pessima idea di Salvini e Tremonti”.

Ora, se i cittadini italiani decidessero autonomamente di acquistare questi titoli “non rimborsabili” ma negoziabili, e con un rendimento interessante, sarebbero fatti loro.

Va detto, tuttavia, che sarebbero equivalenti ad una emissione di valuta secondaria rispetto all’Euro, in quanto avrebbero, come qualsiasi valuta, un valore di scambio (espresso in €) equivalente ad un “tasso di cambio” tra questa sorta di valuta e l’Euro. Il valore di un titolo a scadenza, i normali BTP, cambia nel corso del tempo, ma alla sua scadenza il Tesoro deve rimborsare il suo valore nominale di emissione, al 100%. In questo caso non equivale ad una valuta ma è una normale obbligazione. Questa “valuta anomala”, inoltre, avrebbe un costo per lo Stato, determinato dagli interessi da riconoscere ai possessori, un costo da ricoprire con nuove emissioni, espandendo quindi la base valutaria di questa moneta anomala, che continuerebbe a perdere valore.

Uno scenario sudamericano, con questi titoli usabili come valuta locale e l’€ equivalente al $, riferimento standard in Sud America.

Peggio ancora se, invece, lo Stato esercitasse una conversione forzosa tra prelievi dai CC dei cittadini offrendo in cambio questi titoli di stato, a scadenza, come i normali BTP, oppure no.
Se fossero a scadenza, lo Stato dovrebbe comunque, in seguito, fare nuove emissioni per rimpiazzarli: come, in che modo? Se NON avessero una scadenza, sarebbe un furto, una estorsione, offrendo in cambio una carta straccia destinata ad azzerare il suo valore.

Io rifiuto questo approccio di politica economica, ma allo stesso tempo assisto impotente al disastro imminente, perché lo Stato tirerà dritto per la sua strada, la sola che appare praticabile per contenere la rivolta sociale determinata dal tracollo economico.

E le forze politiche non appaiono in grado di offrire altre soluzioni, da destra a sinistra, anche perché i singoli politici non hanno la capacità tecnica di legiferare, affidata ai dirigenti dei ministeri ed ai burocrati di Roma, quelli che scrivono leggi incomprensibili di oltre 400 pagine, che i politici NON leggono neppure, ma poi firmano, dopo averne discusso soltanto alcuni elementi.

Intanto il tempo passa, la tempesta sanitaria si attenua, senza scomparire all’orizzonte, e si avvicina quella economica, che sarà più visibile quando potremo misurare l’impatto economico e sociale delle tante attività che non riprenderanno, ed il crollo economico di tante altre, anche di mercati trainanti, come quello dell’auto, contro il quale si accaniscono, senza mai demordere, anche le politiche “green”, un inutile lusso che una società impoverita non può certo permettersi.

Ing. Franco Puglia – 13 maggio 2020

2 pensieri su “Verso il fallimento dello Stato, salvo rapinare i risparmi degli Italiani dai 9700 miliardi dei nostri conti correnti

  1. Ineccepibile come sempre,
    Evidenzi il valore del patrimonio immobiliare.
    I comuni, si stanno già vendendo le varie proprietà immobiliari a stranieri per fare lavori inutili come, ciclabili, restringimenti stradali ecc ecc ecc., lasciando cadere a pezzi le periferie.

    CONCESSIONI E VENDITA DI Attività COMMERCIALI A , BAR, RISTORANTI, PICCOLI E GRANDI CENTRI COMMERCIALI, TRASPORTI, METALMECCANICA ECC ECC ECC
    Una Milano ai tempi di Robin Hood
    Le storie si ripetono….

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  2. Purtroppo anche nella nostra epoca vale la millenaria legge del più forte.
    Una forza che può essere di natura politica, economica o entrambe.
    E chi ne fa le spese sono SEMPRE i più deboli.
    Il paradosso è che i più deboli dovrebbero essere difesi dalla SINISTRA, nata storicamente con questo obiettivo, mentre invece la NUOVA SINISTRA si muove in direzione diametralmente opposta.
    Come cambiare questo stato di cose: in un solo modo, storicamente; con una sollevazione popolare il cui limite storico, tuttavia, è quello di esaurirsi rapidamente, consegnando il popolo ad un nuovo potere, talvolta peggiore del precedente.
    Nel 1968 venne teorizzata la “rivoluzione permanente”, dalle forze di sinistra che si ispiravano a Mao Tse Tung, il quale ci provò in Cina con le Guardie Rosse.
    Fu solo un bagno di sangue ed il trionfo della dittatura.
    La rivoluzione permanente deve essere nelle coscienze della gente, nel modo di agire quotidiano, nella partecipazione alle scelte che riguardano tutti noi.
    Difficile, forse impossibile.

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