LA QUESTIONE UCRAINA

Quando sentiamo parlare dell’Ucraina e del conflitto in corso, che rischia di sfociare in una invasione russa, sappiamo più o meno dove si trova questo paese, ma collocarlo sulla mappa aiuta a capire.
L’Ucraina fa parte di un immenso territorio in cui i confini tra i diversi stati sono più formali che sostanziali. Nella mappa vediamo la piccola Moldavia, incastrata tra Ucraina e Romania, e vediamo il percorso del fiume Don, che sfocia nel Mar Nero, unico possibile confine fisico tra entità nazionali diverse, ma che confine non è, con grandi città ucraine, a partire da Kiev, che si affacciano sul fiume.
Come si fa a separare tra loro popoli in parte diversi su un tale territorio? Non si può, e la Russia risolse il problema molto tempo fa, costruendo l’impero russo, di cui l’URSS fu la versione post zarista.
Col crollo dell’URSS questo impero si è frantumato, ma ha inglobato popoli diversi nelle medesime entità nazionali.
Ecco il Donbass, l’area ad est del Don, in direzione della russa Rostov. Russi ed ucraini, forse più russi, non più URSS, ma neppure Ucraina, nel loro sentire.
Una polveriera, non da adesso, che Putin pensa di far deflagrare, consapevole del fatto che l’Ucraina appartiene geograficamente alla Russia, non meno di altri staterelli confinanti, e che nessuno metterà gli scarponi militari in quei territori per impedire che la volontà di Putin sia fatta.
Certo, la Russia subirà sanzioni economiche pesanti, ma per quanto tempo? I russi sono abituati a fare la fame: gli occidentali molto meno, e quei territori sono CLIENTI, oltre che fornitori, a cui non si può rinunciare. E Putin lo sa… e gioca da par suo, alla russa, con quella freddezza che solo la vodka sa attenuare, con la determinazione che passa senza battere ciglio sulle vite umane.
Forse il conflitto aperto non scoppierà, forse, ma se accadesse, saremo alla Crimea 2.0, un dejà vu messo in atto con modalità analoghe.

Ing. Franco Puglia
19.2.2022

4 pensieri su “LA QUESTIONE UCRAINA

  1. UNA CATASTROFE ANNUNCIATA

    Che nessuno credeva possibile, ma nessuno avrebbe creduto possibili le grandi catastrofi del passato, che ormai sono Storia.
    Putin è un feroce assassino, lucido, freddo, ubriaco di potere più che di Vodka, capace di tradurre le minacce in azione, come sta ampiamente dimostrando.
    Ha mentito, come ha sempre fatto in passato, cosa per lui assolutamente normale, e l’Occidente non ha fatto nulla per spuntare le sue armi, anzi, le ha solo affilate, con una diplomazia risibile che adesso sta a zero.
    E adesso?
    Le “sanzioni”, per severe che siano, faranno più danni a chi le impone che non a questa Russia, almeno nel breve e medio periodo. I Russi sono abituati a soffrire in silenzio, rifugiandosi nella bottiglia di Vodka per annegare la loro disperazione.
    In concreto, di fronte all’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, in corso da poche ore, lo sbocco più probabile sarà la cancellazione dell’Ucraina odierna dalla carta geografica, e l’annessione alla federazione russa, con le sue regole ed il controllo assoluto di Mosca.
    Impedire questo significa una cosa sola: mettere in ginocchio Mosca, nel solo modo possibile: radendola al suolo.
    Ma per farlo serve una reazione occidentale che va ben oltre qualsiasi fantasia bellica, con la distruzione dei satelliti militari russi nello spazio e la cancellazione nucleare di Mosca, cosa che metterebbe davvero in ginocchio la Russia per sempre, ma non impedirebbe ai missili intercontinentali russi di colpire obiettivi europei, se non americani, con analoga violenza distruttiva.
    Ciò che l’URSS non ebbe il coraggio, o meglio, l’incoscienza di mettere in atto è oggi nelle mani criminali del leader del Cremlino.
    Le sanzioni europee, a questo punto, dovranno essere messe in atto: significa che l’Europa dovrà chiudere i rubinetti del gas russo (quasi il 40% del fabbisogno italiano) e che con ogni probabilità dovremo razionare i nostri consumi di energia, se vogliamo contenere il livello dei prezzi dell’energia entro limiti sopportabili.
    L’impatto della crisi anche su di noi sarà molto pesante, con una crescita inflazionistica che ci riporta indietro di decenni.
    Le lancette dell’orologio della Storia stanno girando in senso antiorario.

    "Mi piace"

  2. LA SERBIA TRA L’INCUDINE EUROPEA ED IL MARTELLO RUSSO

    La posizione dei paesi dell’area balcanica, Serbia in primo luogo, è molto importante: la Russia va isolata politicamente, ed i migliori alleati dell’Occidente sono proprio i paesi sui quali la Russia potrebbe cercare appoggio.
    E tra tutti questi il più importante è la Cina: l’errore politico più vistoso dell’Amministrazione americana è stato peggiorare i rapporti con la Cina, alleato fondamentale della Russia in questo momento.
    E le sanzioni, più che verso la Russia, vanno rivolte alla Cina, che è certamente autonoma sul piano economico, ma poco incline a rinunciare al mercato mondiale per collocare la sua produzione: la Russia non vale tanto per lei.
    Questa drammatica situazione è il prodotto dell’assenza di politica estera da parte dell’Europa e degli USA, che non avrebbe dovuto tollerare, tra le altre cose, il perdurare della situazione di conflitto nel Donbass senza intervenire politicamente per stroncarlo.

    https://www.balcanicaucaso.org/aree/Serbia/La-Serbia-rischia-mentre-divampa-il-conflitto-in-Ucraina-216121?fbclid=IwAR3UVL4VkAki-y4puITeomFIrX4Lae7wvlKIDsB4MnAORXd161h21pJeKHU

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.