STRATEGIA DI GUERRA

La guerra ha le sue regole, scritte col sangue migliaia di anni fa.
Sono cambiati gli strumenti di morte, ed anche alcune strategie belliche, in funzione del tipo di armi disponibili, ma alcune regole restano valide in senso generale, almeno secondo me, che NON sono un esperto di cose militari, anche se, formalmente, sarei un ufficiale di artiglieria in congedo.
Una di queste regole dice che il nemico va DISTRUTTO, altrimenti risorgerà contro di te, prima o poi.
I romani rasero al suolo Cartagine, e nessuno rimase in vita, tanto per capirci. Nell’antichità funzionava così: se facevi la guerra era per cancellare una città, o un popolo, o entrambi.

Ma non sempre: in una guerra l’obiettivo può essere la conquista di un territorio, e delle sue risorse, ma senza distruggere la popolazione. Ancora una volta Roma insegna, perché Roma cercò sempre, nei limiti del possibile, di stabilire una qualche forma di consenso e di governo locale nei territori da lei conquistati, e ci furono barbari nel Senato romano.
In questi casi il nemico va sconfitto sul piano militare, risparmiando i civili, e gli va poi reso l’onore delle armi.

Una situazione specifica, di cui voglio parlare, è quando metti con le spalle al muro il nemico: può essere che si arrenda, ma se è agguerrito non lo farà, e lotterà con la forza della disperazione sino all’ultimo uomo.
Se l’obiettivo di una delle parti belligeranti è giungere ad una trattativa, devi offrire al nemico una via onorevole di ritirata: se lo schiacci non ci sarà trattativa alcuna, e dovrai distruggerlo.

Tutte queste osservazioni hanno lo scopo di farci riflettere sulla crisi ucraina. Putin sta alzando il tiro, e minaccia il ricorso a strumenti estremi (nucleare) se la pressione dell’Occidente in soccorso all’Ucraina diventerà, secondo lui, intollerabile per la Russia.
Alzare il livello della minaccia rende, poi, sempre più difficile calare di tono, perché di fronte all’eventuale intransigenza dell’avversario perdi credibilità, per cui devi attuare la minaccia, o perdere la faccia, indebolendo la tua posizione.
Questo fa pensare che Putin sia uscito di cervello: pensare che il mondo intero che si è rivoltato contro di lui, almeno come presa di posizione, possa scappare di fronte alle sue minacce non è razionale. Se è fuori di testa è tanto più pericoloso. Significa che metterlo con le spalle al muro può produrre reazioni disperate, tipiche di un fuori di testa. Quindi occorre offrirgli una via di fuga “onorevole”, che gli consenta di vantare un successo, anche parziale, almeno sul piano formale, per salvare la faccia di fronte ad una ritirata.

E qui sta il problema: QUALE via di fuga? Putin si è spinto troppo avanti in questa incredibile vicenda, e fare marcia indietro equivale al suicidio politico, ed anche umano. Sta a noi trovare una soluzione, e sino a questo momento non ho ascoltato niente in questa direzione.
L’Occidente ha giustamente reagito in difesa, di se medesimo e dell’Ucraina, senza adottare misure militari di livello analogo a quello russo. Questo sta elevando il livello difensivo di Putin, sino al possibile parossismo.
Può essere che alla fine quelli attorno a lui decidano di toglierlo di mezzo prima che faccia troppi danni, ma non abbiamo alcuna certezza in merito, e l’accelerazione delle cose non lascia molto tempo per riflettere e decidere.
E mentre cerchiamo una via di fuga per Putin non possiamo, al contempo, trasformare l’Ucraina in un agnello sacrificale, anche perché un successo VERO della strategia di Putin lo indurrebbe a proseguire nei suoi folli intenti, diretti verso altri territori della ex URSS.
Io non ho soluzioni da offrire, che dovrebbero ricadere nelle capacità della diplomazia internazionale, dei governi americano ed europei, senza escludere altri paesi, Cina inclusa.
Ci penserò, ma in queste cose serve anche un’esperienza di cui non dispongo.

Ing. Franco Puglia

27 Febbraio 2022



Un pensiero su “STRATEGIA DI GUERRA

  1. Oggi, 28 Febbraio, Russi ed Ucraini si incontrano per un primo, ipotetico negoziato, che non credo porterà a qualcosa. sarebbe già tanto se potesse condurre ad un cessate il fuoco, che serve anche ai russi per riorganizzarsi, e serve agli ucraini per prendere fiato e cominciare a ricevere gli aiuti europei.
    Che opzioni ha Putin, in concreto?
    – La guerra all’Ucraina non riesce ad essere una guerra lampo; i costi economici ed in vite umane, anche russe, sono e saranno crescenti.
    – Una pressione militare amplificata e più distruttiva è un’opzione che potrebbe fare a pezzi il sistema di potere interno della Russia, perché questa guerra assomiglia più ad una guerra civile che ad una guerra tra mondi diversi, a causa della commistione delle popolazioni sul territorio ucraino.
    – ad ogni aumento dei toni da parte russa corrisponde un incremento della levata di scudi da parte del mondo intero, con poche eccezioni
    – il prezzo che gli oligarchi russi stanno iniziando a pagare è superiore a qualsiasi vantaggio sia possibile immaginare anche da una brutale annessione dell’intera Ucraina.
    – La sproporzione tra la dimensione dell’intervento militare e le ragioni della guerra è palese anche ai russi, e rende fragili le basi stesse di questo intervento, destinato a fallire.

    Quindi che opzioni ha Putin? Deve a tutti i costi trovare uno sbocco che gli assegni un piccolo successo, anche solo formale, ma più il tempo passa e minori sono le opportunità per lui di individuarne uno. La trappola in cui ha messo la testa sarà letale per lui.

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