NE’ A DESTRA NE’ A SINISTRA


Io non mi sono mai schierato politicamente a destra o a sinistra: io sono schierato con il partito dell’intelligenza, del buon senso, dell’onestà intellettuale.

Un partito che non esiste …

In questo particolare momento storico sono ancor più in disaccordo frontale con entrambe le parti politiche del mio paese, e vorrei dire anche dell’Europa, su alcuni temi fondamentali.

A) IL CONTRASTO ALLA PANDEMIA

La strategia vaccinale contro il virus è la sola disponibile per arginare questa tragedia mondiale, anche se non è la sola e NON DEVE essere la sola, perché la presenza di questo virus sarà necessariamente endemica e va contrastata sotto il profilo terapeutico più che vaccinale, nel lungo periodo. Ma non adesso. In questo momento la vaccinazione DEVE essere estesa a TUTTI, a qualsiasi età, per contrastarne la diffusione e la facile produzione di varianti, che comunque ci saranno ed in una prima fase si possono combattere soltanto sul piano vaccinale. Ma il centro destra italiano ha sposato di fatto le paure dei no-vax appoggiando politicamente e sui media quanti reclamano una loro pretesa libertà di non vaccinazione, ma senza rinunciare alle cure mediche se poi dovessero contagiarsi ed ammalarsi, della serie “botte piena e moglie ubriaca”.
E’ inutile tentare di convincere queste persone: in Italia serve un periodo di LEGGE MARZIALE per imporre la legge del buon senso che non alberga nella testa di milioni di persone.

B) LA LEGGE ZAN E LE TEORIE GENDER

Qui sono in accordo con le destre, ed in conflitto con le sinistre. Io affermo che la OMOSESSUALITA’ NON ESISTE. Si tratta, infatti, di una contraddizione in termini determinata da questa parola. Il sesso è come il digitale: o è binario o non è.
Il sesso è una dicotomia biologica finalizzata alla riproduzione della maggior parte delle specie animali e vegetali. Non esiste una riproduzione omosessuale se non in alcune forme di vita come i batteri, che NON HANNO SESSO, e quindi il termine omosessuale non è idoneo a descrivere un meccanismo riproduttivo.

Altra cosa è, negli umani, la percezione psichica della propria natura sessuale, che può essere in contrasto con l’aspetto fisico. Si tratta di una anomalia (non di una malattia, perché non è in genere curabile) che induce un profondo disagio in quanti ne sono colpiti, viste le difficoltà a rendere compatibile il proprio sentire con il proprio aspetto fisico. Queste persone NON esprimono un terzo sesso, che non può esistere per definizione, e vanno rispettate come qualsiasi altra persona che sia afflitta da qualche anomalia fisica o psichica, purché questa non si traduca in disturbo o danno per gli altri, come nel caso della pedofilia o delle turbe psichiche violente che afferiscono alla sfera sessuale.

FACCIAMOLA FINITA UNA VOLTA PER TUTTE CON QUESTE STRONZATE.

Chi si comporta in maniera violenta verso chiunque e con qualsiasi motivazione va condannato per questo, senza distinzione di motivazione. Contano le azioni concrete, non le opinioni personali. La presenza di un omosessuale ti infastidisce? Libero di evitarlo, educatamente e senza interferire con la sua collocazione sociale, quale che sia.

RISPETTO, VERSO CHIUNQUE, PRIMA DI TUTTO E SEMPRE.

C) I CAMBIAMENTI CLIMATICI E LA POLITICA EUROPEA

Non riesco più a sopportare la campagna pubblicitaria martellante della sinistra mondiale a favore della teoria folle che attribuisce ad un gas indispensabile alla vita sul pianeta (la CO2) la responsabilità dei cambiamenti climatici in atto. Prendo spunto dalle ultime dichiarazioni di Ursula Von der Layen circa una completa esclusione dalla circolazione degli autoveicoli con motori a combustione entro il 2035.

La CO2 NON E’ UN GAS SERRA, perché non ha caratteristiche fisico chimiche sostanzialmente diverse da altri gas presenti in atmosfera e perché la sua concentrazione in atmosfera è trascurabile rispetto ai fenomeni in corso. Io non nego il riscaldamento globale, anzi, lo affermo, lo conosco e lo denuncio da decenni, da prima che quattro scienziati prezzolati da strapazzo si vendessero l’anima ai nemici storici dei petrolieri, che da sempre combattono contro l’impiego dei combustibili fossili. Bruciare i combustibili fossili inquina? Si, certamente, ed i gas della combustione vanno accuratamente filtrati perché nel breve periodo queste emissioni non sono salutari, ma questo non implica abbattere la CO2, che è, al contrario, indispensabile allo sviluppo della vita vegetale sul pianeta.

Il pianeta si surriscalda a causa delle attività umane e del conseguente contributo antropico di produzione energetica?

Si, è possibile, anche senza scomodare la CO2, perché allo stesso modo in cui il 30% di tutto il calore che ci arriva dal sole viene trattenuto sul pianeta, lo stesso accade per qualsiasi altra dispersione di energia prodotta dall’uomo, sia essa determinata dalla combustione dei prodotti fossili a base di carbonio, oppure da altre fonti energetiche, siano esse nucleari, eoliche, solari o idroelettriche, perché alla fine dei processi TUTTA l’energia elettrica si trasforma in calore. Tuttavia non abbiamo le prove che sia così, perché è difficile calcolare con sufficiente precisione la quantità di energia prodotta da tutte le attività umane e quella ricevuta dal sole a livello del suolo e dell’atmosfera.

Possiamo ridurre la nostra produzione di energia?

Si, ma ad una sola condizione: ridurre drammaticamente la popolazione umana del pianeta, che è triplicata in 50 anni, passando da 2,5 ad oltre 7,5 miliardi di umani, accompagnando lo spopolamento con una riduzione drammatica del nostro sviluppo (che è necessariamente energivoro) e delle nostre condizioni di vita.

E’ realistico immaginare di poter seguire questo percorso? NO.

Mi dispiace, ma la popolazione mondiale può soltanto crescere numericamente e per quanto possa impoverire su scala globale il suo consumo di energia, anche soltanto a scopi alimentari, crescerà, e con questo l’impatto planetario, se davvero è sensibile.

Ecco tre punti importanti che mi fanno dissentire tanto dalla destra che dalla sinistra politica, consegnandomi allo splendido isolamento della RAGIONE, questa caratteristica strettamente umana, in declino verticale nel corso degli ultimi decenni, generazione dopo generazione.

Ing. Franco Puglia

15 Luglio 2021

RISCALDAMENTO PLANETARIO: CHI L’HA VISTO?

Pioggia, freddo , neve abbondante, tutto quello che caratterizza un rigido inverno, da nord a sud. E il riscaldamento climatico che fine ha fatto?
Per favore, qualcuno può spiegare ai climatologici che il pianeta, grazie alla massa oceanica, non può aumentare oltre misura la sua temperatura perché produce maggiore evaporazione dell’acqua, con successiva condensazione sotto forma di pioggia o neve in alta atmosfera?
Qualcuno può spiegare loro che per condensare il vapore d’acqua deve cedere tutto il calore ricevuto allo spazio siderale?

Poi, certo, per nostra fortuna il clima non è uniforme sul pianeta, e gli scambi termici tra terra ed atmosfera non sono costanti ed uniformemente distribuiti. Così abbiamo zone piovose ed umide e zone aride, desertiche. E c’è una variabilità incredibile determinata da tante concause, nel corso del tempo. La pretesa di riuscire a determinare cambiamenti climatici sostanziali, nel male e nel bene, con i nostri comportamenti, è davvero una forma di presunzione incredibile.

Il Concetto è semplice: tutti sanno che l’acqua bolle a +100°C a livello del mare.
Non è possibile aumentare la temperatura dell’acqua in una pentola in ebollizione, a meno di non sigillarla (pentola a pressione).Più calore forniamo alla pentola, e più velocemente l’acqua evapora. Ed ecco una CHIAVE interpretativa dei cambiamenti climatici: anche se l’equilibrio termico globale resta inalterato, il surriscaldamento locale induce scambi termici più veloci e con maggiori masse di vapore in gioco. Quindi è lecito attendersi una esasperazione dei fenomeni climatici, esattamente ciò che accade, a seguito del nostro contributo termico locale con la produzione di energia di origine antropica.
La concentrazione nella produzione di energia è a macchia di leopardo sul pianeta: le bolle di calore determinano quindi are più calde e meno calde in bassa atmosfera, a livello del suolo, e questo stimola il movimento delle masse d’aria.Le colonne d’aria calda che si sollevano dal suolo proteggono le zone più calde dalla piovosità, come accade normalmente nelle aree desertiche tropicali, ma anche su molte città, come Milano, ad esempio.

Sfido chiunque a CALCOLARE l’entità dell’impatto atmosferico della nostra produzione di energia su base locale. E’ impossibile dire se e quanto il suo impatto sia significativo, ma la frequenza anomala dei fenomeni la osserviamo da un pezzo, e quindi è reale, anche se non sappiamo quali concause sono determinanti.
Ciò che è palesemente FALSO, e vorrei gridarlo a squarciagola, è che in tutto questo la CO2 abbia un qualsiasi ruolo. La lotta alla CO2 è il frutto avvelenato di un FALSO scientifico pari soltanto alla credenza antica sulla terra PIATTA. Infatti il fenomeno delle colonne ascendenti di aria calda è molto ben osservabile. Viene sfruttato da alianti e parapendii per galleggiare più a lungo in aria.

Molti anni fa osservai un fenomeno incredibile lungo la costa peruviana, oceano Pacifico, osservando dall’aereo diretto verso sud da Lima una copertura nuvolosa pesante che ricopriva l’oceano e si fermava esattamente al bordo della spiaggia. Oltre il limite costiero il cielo era blu, perché il territorio era desertico e caldo, e quindi le colonne d’aria calda ascendenti formavano un MURO invalicabile per le pesanti ed umide nubi del Pacifico. Quello che non comprendiamo bene nel clima è la presenza dei “microclimi”, che tanto micro non sono, e delle cause che li determinano.

Io sono un vecchio conoscitore del mondo alpino, e ne ho osservato i cambiamenti radicali nel corso di 50 anni. Cambiamenti impressionanti, determinati da cause sconosciute, ma misurabili anche in termini di numero ed intensità delle precipitazioni, ed in °C di temperatura primaverile ed estiva. In questi ultimi anni ho misurato sino a +30°C a 1000 m slm, cosa impensabile decenni fa. E la perdita di volume dei ghiacciai, molti dei quali completamente scomparsi, è impressionante, ma non è un fenomeno nuovo, storicamente.

Quindi qui non si tratta di negare l’esistenza di cambiamenti climatici importanti, ma si tratta di escludere alcune cause, che sono soltanto un pretesto per politiche di sostegno ad ideologie sostitutive di altre ormai obsolete. Non possiamo escludere che l’ingente produzione di energia, in senso lato, richiesta dalla nostra popolazione mondiale in rapporto al livello di sviluppo possa avere un’influenza su questi cambiamenti, ma neppure possiamo affermarlo. Diciamo che una riduzione dei consumi energetici non fa male a nessuno, e quindi ben venga, ma attenzione: sotto il profilo TERMICO non esiste l’energia PULITA! Anche l’energia da fonte idroelettrica si trasforma al 100% in calore, come se bruciassimo petrolio.