UNA LUCE IN FONDO AL TUNNEL

Mario Draghi ha ricevuto dal Presidente della Repubblica l’incarico di tentare di formare un governo che abbia una maggioranza parlamentare solida a suo sostegno.
Mario Draghi ha accettato con la solita riserva formale.
La caduta di Giuseppe Conte è una buona notizia, e non lo dico per ostilità verso l’uomo in se, ma per ostilità verso la maggioranza politica che lo sosteneva e per ostilità verso il governo che aveva formato e che ha gestito il Paese nel difficile 2020 appena trascorso.

Il conferimento dell’incarico a Draghi non risolve i problemi sul tappeto, non cambia i nomi dei parlamentari che siedono sui loro scranni, non cambia i loro orientamenti, ma sconvolge i loro equilibri interni, spesso precari, fragili, instabili.
E pone le premesse di una SVOLTA politica, per quanto provvisoria, che conduca l’Italia fuori dalla palude in cui è scivolata.
La missione di Draghi resta difficile: la tentazione, a destra, di indurre un risultato che ci porti rapidamente ad elezioni politiche è forte.
Ma il bisogno di altri di condurre a termine la legislatura è altrettanto forte, e la Lega, ad esempio, non può permettersi di lasciare spazio di sostegno parlamentare, sia pure a denti stretti, a forze politiche che ha ogni interesse ad annientare. Perciò credo che dovrà abbozzare, mentre Giorgia Meloni potrà continuare a rafforzarsi attingendo a piene mani tra gli scontenti sovranisti nell’area della destra.

Scontato l’appoggio dei renziani, artefici di questa crisi e di questo ineludibile sbocco, lo è anche quello di Forza Italia, che non credo sia estranea all’assalto all’arma bianca condotto da Renzi nei confronti di Giuseppe Conte.
Le frange politiche si schiereranno in appoggio, pronte a salire sul presumibile carro del vincitore per trarne ogni possibile vantaggio.
Più incerta, ma non per tutti, la posizione del PD di Zingaretti, che si è scrollato di dosso i pentastellati, ma si vede costretto ad una svolta verso la “destra” renziana (se mai di destra nella sinistra si può parlare!) con immediata perdita di identità politica a favore dell’avversario, che ha ben messo in conto il recupero del SUO PD, in una forma politica più congeniale a lui e più adatta ai tempi che stiamo vivendo.
E per quanto riguarda il Movimento Cinque Stelle, la sua definitiva scomparsa mi pare ormai scontata: le stelle cadenti si dissolvono nell’atmosfera, dopo aver brillato per un momento effimero. Le diverse anime del movimento si separeranno e confluiranno in aggregazioni NUOVE, anche se formate da elementi in parte ormai vecchi, ma rinnovati e riproposti agli elettori. Un percorso necessariamente non breve, che richiede un lungo periodo di quarantena politica ai suoi interpreti, prima di ripresentarsi con l’abito nuovo agli elettori ingenui.

In questi giorni Draghi dovrà ascoltare con le sue orecchie le proposte dei partiti, le loro richieste, e dovrà capire CHI eventualmente scegliere, e dove, per la formazione del suo governo, tra gli esponenti dei partiti, e chi invece potrà scegliere al di fuori dei partiti, per formare una squadra credibile, dei MIGLIORI, che non è facile incontrare DENTRO i partiti.
E queste scelte dovranno essere fatte non soltanto guardando all’immediato, ma anche in prospettiva, per un governo destinato a durare almeno due anni, riproponendosi per la successiva legislatura con un Parlamento rinnovato ma in senso a lui favorevole.

Un impegno da far tremare i polsi, anche per uno come Mario Draghi.
Qui si parrà la sua nobilitate … e la sua precedente esperienza come governatore della BCE gli parrà un semplice rodaggio se questa avventura andrà in porto e proseguirà.

Concludo dicendo che provo un poco di pena per Giuseppe Conte, abile e paziente mediatore e negoziatore, che forse ha ecceduto in mediazione, e forse, come Icaro, ad un certo punto ha voluto volare troppo in alto e si è bruciato le ali, precipitando rovinosamente.
Anche se non spero nei miracoli il mio sentimento del momento è di fiducia in un futuro immediato meno drammatico di quanto avrebbe potuto essere.
Non mi resta che ringraziare quel figlio di buona donna di Renzi, senza la cui astuzia non saremmo pervenuti a questo esito politico, per niente scontato.

Ing. Franco Puglia
3 Febbraio 2021


LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Gentile Presidente Sergio Mattarella,

Chi le scrive è IL CITTADINO ITALIANO, volendo con questo esprimere un sentimento diffuso nel Paese, comune a TUTTI i suoi cittadini, a qualsiasi credo politico appartengano.
La nostra Repubblica, la casa comune di noi tutti appare volgere al crepuscolo, al di la del quale una notte buia e senza luci riempie tutti noi di sgomento.
E’ giunto il momento di reagire con fermezza e con coraggio, imprimendo al Paese una SVOLTA che ci faccia scorgere l’alba di un nuovo giorno.

Fuor di metafora, lei oggi riceverà al Quirinale il presidente del consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, che le presenterà le sue dimissioni, stante l’impossibilità registrata, nonostante i suoi innegabili ed innumerevoli sforzi, di proseguire in una azione di governo capace di reggere le sorti del Paese. Le pur legittime e comprensibili aspirazioni personali di Giuseppe Conte, in queste circostanze, sono irrilevanti, come lo sono le posizioni politiche personali di ciascuno di noi.

Da più parti, anche tra esponenti politici, lo sguardo si sta levando verso una soluzione di tipo istituzionale per un “governo di salvezza nazionale”, che fuor di ogni retorica, sintetizza la necessità vitale ed irrinunciabile di una soluzione che non accontenti alcune parti politiche, scontentandone altre, e nel medesimo tempo consenta a tutte di chinare il capo di fronte al superiore interesse della Nazione Italiana.

Le sto prefigurando una soluzione che non vuole essere quella di un “governo tecnico”, ma di un “governo politico di emergenza”, che corresponsabilizzi tutte le parti politiche in un progetto a termine, fondato su pochi irrinunciabili punti, accantonando ogni altra istanza di parte, con l’obiettivo di superare questa difficile fase di transizione, portando il Paese fuori dalla crisi pandemica, ponendo le basi per rivitalizzare le forze economiche sane del Paese, mobilitandole per una ricostruzione di quanto è stato distrutto da questa tragedia che ha coinvolto noi ed il mondo intero. E questo si fa rimuovendo le macerie e costruendo nuove solide fondamenta su cui edificare la casa comune.

Un tale obiettivo richiede PERSONE DI GRANDE VALORE, il meglio che le risorse umane del nostro paese siano in grado di offrire, prestate pro tempore alla politica, capaci di tradurre le parole in fatti, di fronte ad un Parlamento che trovi la forza morale di rinunciare ai narcisismi individuali per rimettersi nelle mani di chi, nel Paese, rappresenta nei fatti la nostra scialuppa di salvataggio. E serve una persona capace di motivare e stimolare una tale squadra di governo, una persona che goda della SUA fiducia, sig. Presidente, e di una fiducia diffusa tra le forze politiche, unitamente ad una statura di rilievo internazionale.
Non disponiamo di molti personaggi di questo calibro, e lei lo sa.
E lei, con la saggezza maturata nel corso degli anni, che i suoi capelli bianchi dimostrano, sa che esiste una persona a cui questo difficile incarico potrebbe essere affidato, cosa che lei già fece, nel passato recente, consapevole del fatto che, in quel caso, si trattava soltanto di un passaggio strumentale, che non rappresentava il vero obiettivo, ma aveva lo scopo di agevolare una diversa scelta, opportuna in quel momento.

Oggi non più: oggi il conferimento dell’incarico esplorativo al Dott. Carlo Cottarelli, che ho il piacere e l’onore di conoscere personalmente, avrebbe un carattere concreto, perché rappresenta la nostra sola opzione democratica capace di raffreddare la rabbia che sta montando nel paese, che per ora cova sotto le mascherine, ma potrebbe esplodere con una violenza che non è imprevedibile. Carlo Cottarelli è persona dal carattere pacato, rassicurante, ma tutt’altro che priva di carattere, e in qualche modo le somiglia.
E’ un uomo di grande esperienza, un uomo che dispone di molte conoscenze, e che potrebbe quindi mettere insieme risorse umane all’altezza del compito difficile che attende un tale governo, dovendo conciliare in assenza di conflitti forze politiche anche molto distanti tra loro verso convergenze necessarie, poche, ma essenziali.

E le cose su cui mettere mano subito, senza ulteriore indugio, le conosciamo tutti, e sono interventi a costo zero, o quasi, perché sono essenzialmente normativi, e riguardano la Giustizia e la Pubblica amministrazione, statale e periferica. I “soldi europei” del recovery fund sono l’ultima cosa di cui abbiamo bisogno, perché significano altro debito pubblico a carico delle generazioni future ed ulteriore fragilità della Nazione.

La SVOLTA del nostro Paese va attuata partendo da un rigore morale ormai sotterrato, da rimettere in vita, ricostruendo le regole della convivenza civile, sempre più deteriorate, portando per mano il Paese a destrutturare le concrezioni ideologiche ereditate dalla Storia, riaggregando le forze sociali all’interno di una politica nuova, capace di superare i nostri limiti storici per costruire un futuro che, ancora, non è neppure nella fantasia dei cittadini europei, ma che può essere indotto da una nostra resurrezione, riportando l’Italia a quel ruolo di faro di civiltà che è ancora il nostro solo grande retaggio storico di cui andare giustamente orgogliosi.

La supplico, sig. Presidente, si dimentichi della politica, e scelga i suoi concittadini.

Con rispetto.

Ing. Franco Puglia