I LIMITI DEI DIRITTI DI UNA MAGGIORANZA POLITICA

Tutti i partiti politici, grandi e piccoli, stanno cercando di cavalcare sulla groppa del DRAGO, forse con la sola eccezione di Fratelli d’Italia, come se ciò che prima era incompatibile all’improvviso potesse convivere nella medesima casa governativa.
E’ cambiato qualcosa?
Forse … perché la contrapposizione frontale tra maggioranza ed opposizione, peggio, tra maggioranza di comodo ed opposizione di convenienza, ci ha condotto ad una posizione di stallo. E perché le scelte da fare nel governo di Draghi sono scelte che non si possono fare sulla pelle della minoranza, per di più di una minoranza “storica” ma non più attuale (perché l’orientamento politico degli elettori si è spostato negli ultimi anni).
Infatti sono scelte PESANTI, che una volta fatte condizionano il futuro del Paese per più legislature e quindi superano qualsiasi maggioranza politica di durata quinquennale.
Non equivale a promulgare una nuova Costituzione, come fu nel dopoguerra, ma una vaga similitudine esiste: dobbiamo in qualche modo rifondare l’Italia.

Tutto questo significa che DEVE cambiare il modo di rapportarsi delle diverse forze politiche, non più in base a schieramenti precostituiti e fondati più su interessi di poltrona che sugli interessi del Paese, ma stavolta con obiettivi radicalmente diversi, mirati a dare soddisfazione a tutti ed a nessuno, tenendo conto dei diritti e delle aspirazioni di tutti, ma sapendo in partenza che ciascuno potrà avere soltanto una parte di quello a cui aspira, lasciando ad un DECISORE equilibrato la scelta, dopo avere esposto le proprie aspirazioni e le proprie ragioni.
Sarebbe finalmente una scelta di CIVILTA’, ed anche una SVOLTA STORICA per il nostro Paese. L’alternativa è una nuova palude in cui soffocare tutti, affondando nel fango la canoa su cui Mario Draghi cercherà di attraversarla.

Io spero che Mario Draghi abbia davvero la capacità di impersonare “l’uomo della Provvidenza” che tutti si attendono in questo momento, formulando scelte coraggiose ma misurate, capaci di avvicinare e non di allontanare le parti in campo. Se accadrà, avrà il sapore del miracolo in un paese come questo, dove la litigiosità e la conflittualità permanenti sono un retaggio storico plurisecolare.

Tanti auguri al neo presidente del Consiglio, e che Dio lo assista, come si sul dire.

Ing. Franco Puglia
6 Febbraio 2021


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