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Informazioni su Ing. Franco Puglia

Ingegnere elettronico, imprenditore in pensione, ex dirigente locale di FARE per fermare il declino, oggi free lance e promotore di una politica ALTERNATIVA.

IL NUOVO ORDINE MONDIALE PUZZA DI MUFFA NOVECENTESCA

Putin e Xi Jin Ping si incontrano a Samarcanda, un nome che, già di suo, fa tornare alla memoria infatuazioni dei giovani del ‘900.
E di infatuazioni, drammatiche, il ‘900 ne ha avute, primo tra tutti il NAZIFASCISMO, quello di Adolf Hitler e di Benito Mussolini, che ci ha travolti nella seconda guerra mondiale del 40..45.
E le assonanze ci sono, nell’alleanza russo-cinese: l’aggressione russa all’Ucraina riporta alla memoria quella alla Polonia, e le altre a seguire. Cambiano gli interpreti, ma non i meccanismi, fondati sull’autoritarismo delle dittature, sull’imperialismo espansionista territoriale, in un quadro ideologico di vuoto assoluto, perché il nazifascismo non fu mai portatore di una sua credibile, o incredibile, visione del mondo, ma solo di violenza, interna ed esterna.
Buffo, per non dire altro, che proprio i russi abbiano scaricato il loro nazifascismo addosso agli ucraini, per giustificare la loro invasione militare!

Oggi i due nuovi interpreti di questo drammatico deja vu parlano di nuovo ordine mondiale, sorvolando sul fatto che si tratta, invece, del VECCHIO ordine mondiale, ma reinterpretato in chiave orientalista invece che europea, un ordine mondiale che si propone di sostituire quello del 21° secolo, fondato sulla globalizzazione della pace e dei commerci, un ordine mondiale che ha permesso alla Cina di diventare ciò che oggi è, uscendo dal suo medioevo rosso, anche se non ha rinunciato alle simbologie comuniste.
Ed il recente passato comunista è il collante tra Mosca e Pechino, capitali di due grandi paesi che ormai comunisti non sono più da un pezzo, in termini economici, ma restano tali sotto il profilo sociale, ancorati alla visione autoritaria del governo dei popoli, erede diretta di quella comunista, con interpreti che vissero quella disgraziata stagione, come Putin e compagni, ex KGB; di Xi Jin Ping non so.

Comunque vada la guerra in Ucraina, questa frattura appare ormai irreversibile e determinerà, comunque, un ordine mondiale diverso da quello che ci ha caratterizzato negli ultimi decenni.
Nessuno può dire dove ci condurrà l’atteggiamento irresponsabile del potere russo, e quello opportunista del potere cinese: possiamo solo sperare che non ci conduca verso un conflitto militare di vaste proporzioni, se il leader cinese non abbandonerà la sua visione pragmatica della politica, fondata su interessi economici concreti, necessari a mantenere unito il paese più popoloso del mondo.

Il punto debole in questo scenario siamo noi occidentali, sia americani che europei, privi di leadership forti e tormentati da crisi interne, oggi anche di ordine economico (caro energia, inflazione) oltre che politico.
I colossi euroasiatici vanno contrastati anche sul piano militare, con un costoso riarmo europeo ed anche americano, immagino, rilanciando l’asse atlantico in chiave militare, oltre che politica ed economica, ed imponendo con la forza, ove necessario, uno stop alle politiche espansionistiche euroasiatiche.
Ma vanno contrastati immediatamente anche sul piano economico, iniziando a limitare visibilmente l’interscambio economico con la Cina, sostituendo il colosso asiatico con altri paesi emergenti, che non riescono ad emergere, in altre parti del mondo, a cominciare dal Sud America, non dimenticando il continente Africano.
Xi Jin Ping DEVE capire che l’abbraccio con la Russia può diventare mortale per la Cina, e che il gioco non vale la candela.
Servono urgentemente STATISTI, con la necessaria cultura politica e senso della Storia, ed autorevolezza per condurre i popoli occidentali su un percorso di sviluppo nuovo, che non sarà privo di sacrifici, ma che è il solo modo di reagire al declino annunciato.

Ing. Franco Puglia

16 settembre 2022

IL NODO DEL PREZZO DEL GAS VA TAGLIATO IN OLANDA, NON IN RUSSIA

Il caro energia, gas naturale in particolare, metterà in ginocchio l’industria italiana ed europea, oltre alle famiglie, se non si interviene subito dove occorre.
Il tetto al prezzo del gas russo è una strada, ma la sua applicazione dipende solo dalla condiscendenza russa, che pare non ci sia?
No, dipende anche dalle quotazioni del mercato di Amsterdam.
L’Olanda, grazie ai suoi giacimenti di gas naturale, ha utilizzato per prima tra i paesi europei, il gas come combustibile, sviluppando così un vero e proprio mercato all’ingrosso.
Unendo poi la posizione geografica centrale tra la Norvegia e l’area centro-europea composta da Germania, Francia e Gran Bretagna, l’Olanda si è potuta sviluppare come snodo centrale per i transiti gas pipeline tra i principali paesi europei.
Motivo per cui il TTF (così viene denominato il prezzo del gas scambiato su questa piazza) è divenuto il mercato gas più sviluppato a livello europeo e principale punto di riferimento per il prezzo dei mercati vicini o collegati, come appunto l’Italia.
Le dinamiche del mercato che incidono sui prezzi del TTF vanno così a ripercuotersi sul nostro PSV (il prezzo italiano).

In questo periodo il prezzo del gas alla borsa di Amsterdam supera i 220 € a Mwh. Alla borsa di Londra (NBP) il prezzo è di circa 28 € a MWH (calcolato convertendo da sterline ad € e da BTU a Mwh).
Alla borsa di New York il prezzo è di circa 27 $ a Mwh .
Cominciate a capire che c’è qualcosa che non va?

E’ vero che una delle ragioni sta nel fatto che “fisicamente” non ci sono gasdotti tra USA ed Europa, e credo neppure tra il Regno Unito ed il continente. Quindi i compratori europei possono comprare su quei mercati soltanto gas liquefatto (ad un diverso prezzo) da rigassificare in Europa (costi).
Ed a che prezzo venderlo, poi? Beh, perché a meno della quotazione di Amsterdam?
Quindi, è vero che è in corso la guerra russo-ucraina, è vero che ci sono le sanzioni europee alla Russia, ma nulla di tutto questo spiega né giustifica un mercato che viaggia a prezzi quasi 10 volte superiori a quelli dei mercati anglosassoni.
Se le cose stanno così, allora riconvertiamoci subito al consumo di petrolio, abbandonando per sempre il gas naturale.
Dal petrolio, poi, si può ricavare qualsiasi cosa, anche gas metano, ma sul nostro territorio.

Ing. Franco Puglia
8.9.2022