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Informazioni su Ing. Franco Puglia

Ingegnere elettronico, imprenditore in pensione, ex dirigente locale di FARE per fermare il declino, oggi free lance e promotore di una politica ALTERNATIVA.

ANTAGONISMO E NEGAZIONISMO

Comunicato notav: "Questo progetto deve essere fermato per il bene  dell'Italia" | notav.info

Riflettevo in questi giorni in merito al modo di porsi di tanta gente, e parliamo di milioni di persone, nei confronti di innumerevoli aspetti della vita, della Storia, e di quanto circonda tutti noi nel quotidiano.
Lo spunto mi viene dato dai soliti NOVAX, antagonisti della vaccinazione contro il Covid 19, ma questo è soltanto l’ultimo esempio di tanti altri, attuali, passati e certamente anche futuri.
Alcuni esempi: i negazionisti dell’olocausto degli ebrei ad opera dei nazisti, i negazionisti del riscaldamento planetario, gli antagonisti degli inceneritori di rifiuti, gli antagonisti dell’impiego del petrolio e dei suoi derivati, ed altri che al momento non mi vengono in mente.

Intendiamoci: si può essere CONTRO qualcosa, a ragion veduta, su basi razionalmente motivate, ed assumere una posizione critica, se motivata, nei confronti di cose, le più diverse, che non si condividono, non solo è legittimo, ma anche doveroso, apprezzabile, mentre non lo è allinearsi passivamente allo status quo, quale che sia.
Questo atteggiamento, però, non ha nulla a che vedere con quello degli antagonisti, che parte da basi irrazionali, motivate da pulsioni istintive che cercano giustificazioni pseudo razionali al loro sentire, e trasformano la loro posizione in una sorta di FEDE a carattere religioso, anche se la religione non c’entra.

Queste persone sono potenzialmente pericolose socialmente, non tutte, naturalmente, ma molte di loro si, e rappresentano la base sociale di movimenti eversivi e violenti di cui è piena la Storia umana. Anche l’odierna base NOVAX racchiude in se un potenziale eversivo molto pericoloso, e non a caso si colloca in prevalenza in una precisa area politica, cosa non congruente con la motivazione apparente (paura della vaccinazione) che dovrebbe accumunare gente di destra come di sinistra. Quindi il motore di aggregazione è diverso, e la vaccinazione è soltanto un paravento, teso a giustificare un antagonismo che, diversamente, potrebbe venire attaccato molto più facilmente, e non solo: l’opposizione al vaccino sfuma e persino cancella le differenze politiche, che pur ci sono, e sarebbero divisive, se emergessero, mentre l’obiettivo virtuale unisce tutti.

Situazioni analoghe si sono verificate con il movimento NO-TAV, contro il tunnel Italia-Francia per l’alta velocità, oppure contro gli inceneritori di rifiuti, bloccati da un referendum in Val d’Aosta, e non ricordo se altrove in Italia. In questi casi la matrice politica era orientata a sinistra.
Perché colloco questa gente tra gli “antagonisti”? Perché le posizioni assunte hanno una matrice ideologica, non sono fondate su dati di fatto oggettivi, su analisi, dati scientifici, ecc.
Colloco in questo contenitore “antagonista” anche i sostenitori della “green economy” che vuole cancellare dalla faccia della terra l’impiego dei combustibili fossili.

Anche questa posizione ha assunto un carattere “religioso”, con una fede cieca nel ruolo distruttivo della CO2, unica responsabile delle intemperanze climatiche sul pianeta. E come in tutti gli altri casi chi aderisce a questa fede non possiede gli strumenti cognitivi per comprendere quanto sia fondata o infondata la tesi prevalente sulle responsabilità dei combustibili fossili nelle intemperanze climatiche.
Questo movimento, che è a carattere internazionale, nasce da una posizione di stampo politico, collocata a sinistra, che si è sviluppata in parallelo con lo sviluppo economico dell’Occidente dopo il 1945, fondato sul petrolio, sulla disponibilità e controllo delle fonti energetiche e sull’inquinamento, reale questo, prodotto da trivellazioni, trasporto del petrolio e suo impiego.
Ragioni reali di opposizione si sono trasformate prima in denuncia sull’esaurimento prossimo delle fonti, avendo in cuore la lotta contro lo strapotere delle cosiddette “sette sorelle” del petrolio, le grandi multinazionali dell’estrazione e distribuzione, poi il lotta contro l’impiego dei combustibili fossili come responsabili di inquinamento, anche, ma soprattutto del riscaldamento globale.

Ing. Franco Puglia – 19 Gennaio 2022


LO SVILUPPO DELLA VITA CONTRO LA CIVILTA’ UMANA

A mali estremi, rimedi estremi.
La frase banale del titolo esprime una delle tante espressioni dell’antica, e mai obsoleta, saggezza popolare.
Si applica in tutte le situazioni, senza eccezioni.
Si applica in campo economico, come sanitario.
Vale anche nei casi di epidemia, come quella in atto.
Il solo paese che ha adottato una politica sanitaria ispirata a questo criterio è la Cina. Le misure cinesi di contrasto al contagio sono state, e restano, addirittura drammatiche, e questo è consentito dal tipo di regime che impera in quel paese. Altrove no, niente di simile.

L’obbligo vaccinale, nelle condizioni attuali, è uno di questi rimedi, estremo, e di non facile attuazione, salvo impiegare la forza pubblica per costringere con la forza quanti restano irriducibilmente contrari alla vaccinazione. Ma anche senza ricorrere alla forza pubblica, una vota stabilito l’obbligo per legge, esistono anche altre misure coercitive per convincere i più recalcitranti, tra le quali la sospensione dell’assistenza sanitaria “gratuita” (anche se sostenuta dalle tasse di TUTTI) ai NOVAX che contraggano la malattia ed abbiano bisogno di ricorrere al sistema sanitario pubblico.

Detto questo, però, va anche detto che il vaccino NON è un rimedio conclusivo: non lo è perché il virus è capace di mutare con estrema rapidità, aggirando una risposta immunitaria tempestiva nei soggetti che incontra, anche se pluri vaccinati.
Il virus esprime in se l’essenza stessa del principio della vita, che consiste nella sopravvivenza ad ogni costo della propria specie, adattandosi al tipo di ambiente che incontra. Questo è relativamente facile per un organismo vivente così elementare, lo è molto meno negli organismi più complessi.
La rincorsa vaccinale, quindi, è destinata a non esaurirsi mai, perché non si vede come poter portare questo virus ad estinzione totale, su scala planetaria. Questo non significa che i vaccini siano inutili, ma sono come gli insetticidi per le zanzare, che non si sono mai estinte e si ripresentano puntuali con la stagione calda.

La conclusione è che noi dobbiamo, da un lato, convivere con questo virus, come con tanti altri patogeni, senza declassarlo in termini di pericolosità, sino a quando la pratica medica dimostra che può diffondersi con relativa facilità al sistema polmonare, mettendo in forse la sopravvivenza del soggetto.
Questo significa difendersi, si, con i vaccini e con i loro successivi aggiornamenti, ma anche cambiare stile di vita, perché questa pandemia è figlia della globalizzazione planetaria, con la circolazione intensa di persone che comporta.

Affermare che VA FATTO non implica dire anche COME si possa fare, ma il punto è questo: i confini fisici e culturali tra i popoli hanno consentito che molte patologie del passato restassero all’interno dei loro confini, sino a raggiungere un equilibrio con la sopravvivenza delle popolazioni umane, acquisita grazie a modifiche del sistema immunitario che hanno richiesto secoli.
La globalizzazione ci sta mostrando come una variante di un virus faccia il giro del mondo in giorni, non in mesi o anni.

E vanno prese anche misure strutturali, che nessuno ha messo in atto sino ad oggi, per quanto a me noto, volte a sanificare in continuo ogni ambiente soggetto ad una frequentazione di massa, con tecnologie di sanificazione dell’aria che sono note, ma in genere non adottate.
Siamo una società DI MASSA che dimostra chiaramente di aver raggiunto i limiti del suo sviluppo, sia in senso demografico che economico e sanitario. Le strategie a medio e lungo termine debbono mirare ad un drammatico ridimensionamento del nostro percorso di sviluppo, che deve riequilibrare le condizioni di vita sul pianeta, limitando, purtroppo, tante delle nostre conquiste, di cui ha potuto godere la mia generazione e quelle successive, sino a questo punto di rottura. Le strategie che potevano bastare sino a qualche decennio fa non sono più sostenibili: il divario di ricchezza crea tensioni incontrollabili, migrazioni di massa, malattie di facile trasmissibilità su scala planetaria, crisi economiche senza sbocco, con quel che segue. Il Covid ha solo dato il colpo di grazia ad un sistema che sta crollando, e che va interamente ripensato e ricostruito.

Ing. Franco Puglia – 10 Gennaio 2022