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Informazioni su Ing. Franco Puglia

Ingegnere elettronico, imprenditore in pensione, ex dirigente locale di FARE per fermare il declino, oggi free lance e promotore di una politica ALTERNATIVA.

LA VERA FACCIA DI MARIO DRAGHI

Mi sono sempre chiesto chi fosse quest’uomo, dall’aspetto impenetrabile, con una maschera che copre qualsiasi emozione. Emozioni forse assenti, che un burocrate europeo non può permettersi, e perciò dimenticate. Ma quello che pensa comincia ad emergere, assieme alla sfera degli interessi che si nasconde dietro questo personaggio enigmatico.

Gli apprezzamenti per Greta Thunberg e per gli obiettivi da lei sottesi erano in parte dovuti, ma forse anche no. Dovuti, o meno, nella misura in cui la politica di Draghi sia o meno in sintonia con una certa politica europea, quella della NUOVA SINISTRA, che dopo le lezioni tedesche forse potremmo chiamare LIBERAL-SOCIALISTA, assumendo che una coalizione tra socialisti, verdi e liberali assuma il governo della Germania nelle prossime settimane.

Una coalizione in cui si sposano il neo-ecologismo della sinistra europea e quello scontato dei verdi, con l’acquiescenza dei Liberali, che sperano almeno di limitare i danni sul piano economico.
Il termine liberal-socialista è una contraddizione in termini, ma è forse la connotazione del mondo che ci aspetta, fondato sul liberismo in economia, con la libera circolazione di prodotti, capitali, imprese e persone in tutto il mondo, unitamente ad una economia di sussistenza, necessaria a tenere in vita masse sempre più numerose di cittadini tagliati fuori dal mondo della produzione di reddito, per invecchiamento o per obsolescenza professionale, o per declino economico strutturale, anche di ordine geografico.

Questo liberal-socialismo, poi, si tinge di verde, dando spazio alle istanze in stile “gretino”, della serie :”salviamo il mondo; non voglio scendere”, istanze che sottendono un business multimiliardario quanto effimero, che si scontrerà entro pochi anni con l’inconsistenza delle sue stesse premesse, ma serve ad alimentare flussi monetari in alcune tasche, tagliandone fuori altre, però.

E questo new deal si sposa con il concetto di “economia circolare”, che prevede di abbattere gli sprechi, con il reimpiego di oggetti usati, dimenticando che se non si produce il nuovo i produttori perdono lavoro, reddito, quindi possibilità di sopravvivenza, salvo essere inglobati nel calderone della sussistenza di stato, che però non è senza fondo, salvo ricorrere alla stampa illimitata di valuta, che finisce di distruggere un sistema già in dissoluzione.

E nessuno, e dico NESSUNO, pare avere voce per poter fermare tutto questo, tantomeno il nostro Mario Draghi, che mi pare allineato ed autorevole interprete di questo new deal.

IL FUTURO DI UNA GERMANIA IN DECADENZA

Chi lo guiderà? Probabilmente la sinistra tedesca, interprete dell’ideologia GREEN, quella che crea energia dal nulla e non ha ancora scoperto che ogni fonte di energia riscalda il pianeta, anche quelle rinnovabili. Ma questo movimento d’opinione, teleguidato da interessi economici transitori, è troppo forte per essere fermato; è un treno in corsa, che deraglierà, ma chi lo ha lanciato su questo binario saprà scendere per tempo. Tutti gli altri, invece …

Nel frattempo i cambiamenti in Europa subiranno una accelerazione; forse, come si dice, verrà meno il tradizionale rigore finanziario tedesco ed il debito pubblico diventerà un’opzione digeribile, anche perché le forze economiche sentono un irrefrenabile bisogno di inflazione, per poter manipolare prezzi e profitti, mungendo la vacca dei consumatori, sempre in un’ottica a breve termine, perché poi quando la vacca muore ….

I Media si sono già messi in movimento: il PIL (italiano) crescerà del 6%, senza dire che si tratterà di una crescita a valori monetari, non a volumi, perché una quota di questa crescita sarà inflazione, ben superiore al 2%. Ma si sa, gli economisti lo sanno: l’inflazione “svaluta” i debiti e gonfia il PIL, così il mantra del rapporto debito/PIL si riequilibra, perché cresce il valore del PIL.Ma 2+2 fa sempre 4, e qualcuno pagherà, e saremo noi, lavoratori a reddito fisso, pensionati, ceto ex medio, cioè la stragrande maggioranza della popolazione.
Non i commercianti, che si rifaranno delle perdite, almeno in un primo momento, perché poi, se i redditi reali calano troppo, rinunci anche al caffè al bar. Il periodo storico a cui andiamo incontro sarà caratterizzato da una crescita caotica, tanto per cambiare, che porterà all’esasperazione i conflitti sociali e ci condurrà verso una qualche forma di regime palesemente autoritario, il solo in grado di impedire la disgregazione sociale e la violenza nelle piazze.
E sarà una crescita di breve durata, drogata dagli sviluppi economici orientati dall’ideologia green, nei settori automotive e delle costruzioni. Il cemento avrà nuovo impulso, anche perché, case a parte, il cemento d’annata si sta sgretolando in tutto il paese, e va ricostruito.

Sono scivolato dalla Germania all’Italia, ma credo che i problemi, al fondo, non siano radicalmente diversi: da noi saranno più dirompenti, come è tradizione, ma anche i tedeschi di oggi non sono più quelli di una volta, e si tratta di gente molto più reattiva di noi. Una lunga fase di transizione verso un terzo millennio che non pare ancora iniziato, nonostante le cifre della data odierna.