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Informazioni su Ing. Franco Puglia

Ingegnere elettronico, imprenditore in pensione, ex dirigente locale di FARE per fermare il declino, oggi free lance e promotore di una politica ALTERNATIVA.

IL CLIMA, TRA I PROBLEMI EPOCALI DELL’UMANITA’

Cambiamenti epocali

Ed anche quest’anno i fenomeni atmosferici devastanti si impongono alla nostra attenzione, mettendo spesso in secondo piano i problemi sanitari da Covid. I climatologi ci sguazzano, perché vengono consultati e sollecitati (a pagamento) per produrre nuovi studi, proposte di soluzione e quant’altro, a fronte di una problema che mette in ginocchio alcuni territori ed abbatte la qualità della vita in molti altri. Naturalmente non possono smentirsi, e quindi non gli resta che continuare la danza attorno al totem della CO2, il gas serra “malefico”, responsabile di tutti i nostri problemi (chissà, magari anche del Covid …) . E quando si occupano del Brasile e della deforestazione massiccia non dicono che deforestare significa trasformare in massa tanta energia solare, quindi calore; no, dicono che significa solo assorbire meno CO2 (che è anche vero) e quindi lasciare in atmosfera una maggiore quantità del famigerato gas letale.

Ed i tanti “green fans” in stile Greta non si rendono contro del fatto che catturare energia solare con i loro beneamati pannelli fotovoltaici significa trattenere più calore solare sul pianeta, invece di restituirlo allo spazio cosmico. La realtà, IL VERO, sono scomodi da digerire: come si fa a dire a 7,7 miliardi di umani che debbono far crollare i loro consumi energetici, quale che sia la fonte, che debbono far crollare la natalità, specie nei paesi sottosviluppati e più popolati, che debbono riforestare il pianeta ovunque, combattendo la desertificazione?

La verità è intollerabile perché ingestibile, mentre combattere la CO2 di fonte petrolifera o carbonifera è un ottimo affare per molti interessi in campo, salvo per chi campa sull’estrazione dei prodotti petroliferi. Così pagano i più sfortunati, quelli che si beccano gli incendi, o le inondazioni, mentre il meccanismo di sviluppo prosegue indisturbato e, anzi, qualcuno si arricchisce anche grazie alla ricostruzione di quanto viene devastato.

DOMANDE SEMPLICI SUL CLIMA : RISPOSTE SEMPLICI

Domanda: E’ vero che circa il 70% del calore ricevuto dal sole viene disperso verso lo spazio e che la terra ne trattiene quindi circa il 30%, riscaldando i suoli, le acque e l’atmosfera ?
Risposta: Si, è vero.

Domanda: E’ vero che, ragionevolmente, queste percentuali sono applicabili anche a qualsiasi altra fonte di calore di origine antropica?
Risposta: Si, è vero.

Domanda: I pannelli solari catturano energia solare e la convertono in energia elettrica. E’ vero che, alla fine di tutti i processi che la impiegano tale energia elettrica viene trasformata al 100% in calore che riscalda i suoli, le acque e l’atmosfera?
Risposta: Si, è vero.

Domanda: E’ quindi vero che se sostituiamo un kwh di energia termica prodotto da combustione fossile con un kwh di energia elettrica prodotto da pannelli solari il contributo termico di origine antropica al pianeta non cambia?
Risposta: Si, è vero.

Domanda: Non è forse vero che per ridurre il surriscaldamento planetario dovremmo, quindi, ridurre il calore di origine antropica trasmesso al pianeta, quale che ne sia la fonte?
Risposta: Si, è vero.

Domanda: Non è forse vero che le cose andrebbero meglio se riuscissimo a trasformare in massa il calore in eccesso, che sia di fonte solare o antropica?
Risposta: Si, è vero.

Domanda: Non è forse vero che sul pianeta il solo meccanismo naturale conosciuto che trasforma il calore in massa è il metabolismo del mondo vegetale, attraverso l’assorbimento e conversione di energia solare?
Risposta: Si, è vero.

Domanda: Non è forse vero che il mondo vegetale, per trasformare in massa l’energia solare che assorbe, ha bisogno di CARBONIO, e che il solo modo di cui dispone per assumerlo è in forma gassosa, assorbendo CO2 dall’atmosfera?
Risposta: Si, è vero.

Domanda: E allora come facciamo ad abbattere il calore in eccesso circolante sul pianeta se cerchiamo di ridurre la già scarsa concentrazione di atmosferica di CO2? Non è forse vero che abbiamo bisogno di una riforestazione planetaria massiccia, combattendo la desertificazione, e questo può addirittura richiedere l’aumento della disponibilità atmosferica di CO2?
Risposta: Nessuna risposta ……

FOTOGRAFIA IMPIETOSA DI UN POPOLO IN DECLINO


Litigiosi, faziosi, superficiali, furbetti, disonesti, corrotti, ignoranti, supponenti, disorganizzati, aggressivi, irrazionali, maleducati, ingordi, lamentosi, noncuranti, menefreghisti, asociali, individualisti, imprevidenti, pecoroni, e forse altro ancora.

Chi? Gli Italiani.
Non tutti, per fortuna, ma troppi, forse la stragrande maggioranza.

Alcuni Italiani di valore sono riusciti a stemperare questa immagine ributtante, emergendo dal letame sociale per le loro straordinarie capacità, come i grandi artisti e scienziati, ma anche per le loro “ordinarie” capacità, sviluppate nella vita della gente comune, nel lavoro, nella qualità delle realizzazioni, nella fantasia creativa che ci contraddistingue, forse unico merito emergente dalla palude melmosa.

Queste “eccellenze”, tuttavia, sono in declino, come tutto il resto, perché le eccellenze sono come fiori in un campo, emergono da un tessuto sociale che deve essere fertile e favorevole al loro sviluppo. Ma quando un popolo è in declino, continua scivolare verso il basso, ed il declino, più spesso, è inarrestabile, o almeno così è sempre stato, storicamente, sino a quando non accade qualcosa capace di indurre un’inversione di marcia stabile.
Ma di questa inversione di tendenza non si vede traccia all’orizzonte.

Il declino è un processo perverso, perché lo sviluppo delle giovani generazioni dipende dal tessuto sociale in cui crescono, che dipende dalla qualità dei loro genitori, dalla scuola e dai suoi insegnanti, dalle strutture di formazione universitaria, dal mondo del lavoro, dal funzionamento della Giustizia, dalla qualità dell’offerta politica ed amministrativa pubblica. Dalla pochezza nasce pochezza che produce ulteriore pochezza, allo stesso modo in cui dallo sviluppo virtuoso nasce altro sviluppo virtuoso.

Non credo che per l’Italia ci sia più speranza, anche perché il declino investe l’intera Europa e buona parte del mondo, con la sola esclusione della Cina, forse, almeno sotto il profilo economico. Alcuni eventi storici mettono in evidenza i diversi aspetti del processo di declino:

– Le intemperanze del clima, con i disastri che producono e, nel migliore dei casi, con un crescente disagio del vivere su un pianeta in cui la Natura appare in affanno. Una situazione che ha indotto la scienza a trovare un capro espiatorio che non ha responsabilità dirette nei fenomeni, ignorando volutamente la fonte dei problemi, perché ingestibili, mentre con il fantoccio criminalizzato della CO2 una massa di persone ha trovato nuove fonti di reddito a scapito delle solite masse.

– La pandemia virale, che mette in crisi uno stile di vita fondato su premesse insostenibili su base mondiale, ma anche locale, facendo emergere con prepotenza l’inconsistenza del tessuto sociale che ne viene colpito, spaventato, insofferente, ribelle, disorientato, globalmente impreparato. Un tessuto sociale debole, che reagisce nel peggiore dei modi a strumenti di gestione del problema spesso inadeguati, contraddittori, confusi.

– Il disastro demografico, che ha fatto esplodere la popolazione mondiale triplicandola in soli 50 anni, esercitando una pressione migratoria crescente ed incontenibile in varie aree del pianeta. Una pressione demografica che sfonda i confini, e contamina il tessuto sociale dei paesi di destinazione, disgregandolo, annullando quella coesione sociale senza la quale non c’è crescita complessiva.

Soluzioni? Nessuna, perché le forze in gioco sono immense, al di sopra delle forze di qualsiasi comunità umana.

Naturalmente ci sono e ci saranno delle reazioni, confuse e contraddittorie, spesso peggiori del problema che vogliono affrontare, e questo non farà altro che aumentare “l’entropia” dei fenomeni, cioè il caos, con il progressivo deterioramento della qualità della vita di tutti.
Beati coloro che, come me, hanno vissuto in epoche migliori di questa, e verranno travolti da questo disfacimento soltanto in prossimità della fine naturale del loro percorso di vita.

Eppure non mancano le voci che si levano per fare luce su questa drammatica realtà, ma vengono sommerse dal chiasso generalizzato, propagato dai troppi strumenti di comunicazione di massa, e quello che emerge è soltanto la schiuma maleodorante della melma rimescolata e rovesciata quotidianamente addosso a tutti noi.

Non ci sono orecchie per quelle voci inascoltate; l’entropia del caos non si può fermare.

Ing. Franco Puglia

25 Luglio 2021