Avatar di Sconosciuto

Informazioni su Ing. Franco Puglia

Ingegnere elettronico, imprenditore in pensione, ex dirigente locale di FARE per fermare il declino, oggi free lance e promotore di una politica ALTERNATIVA.

NE’ A DESTRA NE’ A SINISTRA


Io non mi sono mai schierato politicamente a destra o a sinistra: io sono schierato con il partito dell’intelligenza, del buon senso, dell’onestà intellettuale.

Un partito che non esiste …

In questo particolare momento storico sono ancor più in disaccordo frontale con entrambe le parti politiche del mio paese, e vorrei dire anche dell’Europa, su alcuni temi fondamentali.

A) IL CONTRASTO ALLA PANDEMIA

La strategia vaccinale contro il virus è la sola disponibile per arginare questa tragedia mondiale, anche se non è la sola e NON DEVE essere la sola, perché la presenza di questo virus sarà necessariamente endemica e va contrastata sotto il profilo terapeutico più che vaccinale, nel lungo periodo. Ma non adesso. In questo momento la vaccinazione DEVE essere estesa a TUTTI, a qualsiasi età, per contrastarne la diffusione e la facile produzione di varianti, che comunque ci saranno ed in una prima fase si possono combattere soltanto sul piano vaccinale. Ma il centro destra italiano ha sposato di fatto le paure dei no-vax appoggiando politicamente e sui media quanti reclamano una loro pretesa libertà di non vaccinazione, ma senza rinunciare alle cure mediche se poi dovessero contagiarsi ed ammalarsi, della serie “botte piena e moglie ubriaca”.
E’ inutile tentare di convincere queste persone: in Italia serve un periodo di LEGGE MARZIALE per imporre la legge del buon senso che non alberga nella testa di milioni di persone.

B) LA LEGGE ZAN E LE TEORIE GENDER

Qui sono in accordo con le destre, ed in conflitto con le sinistre. Io affermo che la OMOSESSUALITA’ NON ESISTE. Si tratta, infatti, di una contraddizione in termini determinata da questa parola. Il sesso è come il digitale: o è binario o non è.
Il sesso è una dicotomia biologica finalizzata alla riproduzione della maggior parte delle specie animali e vegetali. Non esiste una riproduzione omosessuale se non in alcune forme di vita come i batteri, che NON HANNO SESSO, e quindi il termine omosessuale non è idoneo a descrivere un meccanismo riproduttivo.

Altra cosa è, negli umani, la percezione psichica della propria natura sessuale, che può essere in contrasto con l’aspetto fisico. Si tratta di una anomalia (non di una malattia, perché non è in genere curabile) che induce un profondo disagio in quanti ne sono colpiti, viste le difficoltà a rendere compatibile il proprio sentire con il proprio aspetto fisico. Queste persone NON esprimono un terzo sesso, che non può esistere per definizione, e vanno rispettate come qualsiasi altra persona che sia afflitta da qualche anomalia fisica o psichica, purché questa non si traduca in disturbo o danno per gli altri, come nel caso della pedofilia o delle turbe psichiche violente che afferiscono alla sfera sessuale.

FACCIAMOLA FINITA UNA VOLTA PER TUTTE CON QUESTE STRONZATE.

Chi si comporta in maniera violenta verso chiunque e con qualsiasi motivazione va condannato per questo, senza distinzione di motivazione. Contano le azioni concrete, non le opinioni personali. La presenza di un omosessuale ti infastidisce? Libero di evitarlo, educatamente e senza interferire con la sua collocazione sociale, quale che sia.

RISPETTO, VERSO CHIUNQUE, PRIMA DI TUTTO E SEMPRE.

C) I CAMBIAMENTI CLIMATICI E LA POLITICA EUROPEA

Non riesco più a sopportare la campagna pubblicitaria martellante della sinistra mondiale a favore della teoria folle che attribuisce ad un gas indispensabile alla vita sul pianeta (la CO2) la responsabilità dei cambiamenti climatici in atto. Prendo spunto dalle ultime dichiarazioni di Ursula Von der Layen circa una completa esclusione dalla circolazione degli autoveicoli con motori a combustione entro il 2035.

La CO2 NON E’ UN GAS SERRA, perché non ha caratteristiche fisico chimiche sostanzialmente diverse da altri gas presenti in atmosfera e perché la sua concentrazione in atmosfera è trascurabile rispetto ai fenomeni in corso. Io non nego il riscaldamento globale, anzi, lo affermo, lo conosco e lo denuncio da decenni, da prima che quattro scienziati prezzolati da strapazzo si vendessero l’anima ai nemici storici dei petrolieri, che da sempre combattono contro l’impiego dei combustibili fossili. Bruciare i combustibili fossili inquina? Si, certamente, ed i gas della combustione vanno accuratamente filtrati perché nel breve periodo queste emissioni non sono salutari, ma questo non implica abbattere la CO2, che è, al contrario, indispensabile allo sviluppo della vita vegetale sul pianeta.

Il pianeta si surriscalda a causa delle attività umane e del conseguente contributo antropico di produzione energetica?

Si, è possibile, anche senza scomodare la CO2, perché allo stesso modo in cui il 30% di tutto il calore che ci arriva dal sole viene trattenuto sul pianeta, lo stesso accade per qualsiasi altra dispersione di energia prodotta dall’uomo, sia essa determinata dalla combustione dei prodotti fossili a base di carbonio, oppure da altre fonti energetiche, siano esse nucleari, eoliche, solari o idroelettriche, perché alla fine dei processi TUTTA l’energia elettrica si trasforma in calore. Tuttavia non abbiamo le prove che sia così, perché è difficile calcolare con sufficiente precisione la quantità di energia prodotta da tutte le attività umane e quella ricevuta dal sole a livello del suolo e dell’atmosfera.

Possiamo ridurre la nostra produzione di energia?

Si, ma ad una sola condizione: ridurre drammaticamente la popolazione umana del pianeta, che è triplicata in 50 anni, passando da 2,5 ad oltre 7,5 miliardi di umani, accompagnando lo spopolamento con una riduzione drammatica del nostro sviluppo (che è necessariamente energivoro) e delle nostre condizioni di vita.

E’ realistico immaginare di poter seguire questo percorso? NO.

Mi dispiace, ma la popolazione mondiale può soltanto crescere numericamente e per quanto possa impoverire su scala globale il suo consumo di energia, anche soltanto a scopi alimentari, crescerà, e con questo l’impatto planetario, se davvero è sensibile.

Ecco tre punti importanti che mi fanno dissentire tanto dalla destra che dalla sinistra politica, consegnandomi allo splendido isolamento della RAGIONE, questa caratteristica strettamente umana, in declino verticale nel corso degli ultimi decenni, generazione dopo generazione.

Ing. Franco Puglia

15 Luglio 2021

PROSPETTIVE DI UN PAESE IN DECADENZA


L’Italia cerca di uscire, pur con le ossa rotte, dalla crisi pandemica che l’ha devastata, e cerca di farlo nel solito modo: spesa pubblica improduttiva, che agirà come una cura palliativa antinfiammatoria per alcuni, lasciando tanti altri a leccarsi le ferite, mentre tanti altri ne usciranno quasi indenni. Gli effetti economici profondi della pandemia non sono ancora visibili e ci vorrà del tempo perché emergano nei numeri del calo produttivo generalizzato e della disoccupazione dilagante. Al momento la prepotente spinta estiva addormenta un poco le coscienze e l’effetto del rimbalzo dopo la lunga pausa dei consumi induce ad una parvenza di ottimismo, ma sarà di breve durata.

La RINASCITA dopo la batosta epidemica, infatti, non ha solide basi su cui poggiare.
Il prezzo del petrolio sale (siamo a 73 $ al barile), e con lui quello di alcune materie prime, e determina i presupposti per una ulteriore contrazione dei consumi oltre a quella già prodotta dal calo del reddito nazionale. Il PNRR è un libro dei sogni fondato sulla spesa pubblica, in buona parte a debito, ed anche questo non mette realmente le basi di una “rinascita” nazionale, che è economica ma anche sociale e politica, quindi determinata da riforme a costo zero più che da investimenti monetari.

E la politica è alle corde: l’agitazione che la pervade, a sinistra come a destra, non esprime una fase progettuale nascente, bensì gli spasmi dell’agonia. E come potrebbe essere diverso? Gli interpreti sono gli stessi e non possono quindi esprimere alcunché di nuovo ed originale. Senza un vero cambio di passo sul piano politico, tuttavia, non ci sarà nessuna ripresa nazionale, e dovremo affrontare le nuove sfide con l’abituale debolezza, altro che resilienza, non dimenticando che il virus che ci ha sin qui afflitto non ci abbandonerà, anche se la diffusione vaccinale ci fa sperare che la sanità pubblica non debba più trovarsi di fronte ai numeri del passato, ma potrebbero essere numeri sufficienti a restaurare il clima delle restrizioni.

Draghi assomiglia sempre di meno ad un drago e sempre di più ad un burocrate che gestisce, burocraticamente, lo status quo, prolungando l’agonia nell’illusione di una imminente guarigione. Anche la sottomissione della politica corrente al prestigio del banchiere europeo non durerà in eterno: le ragioni del conflitto tra le parti politiche restano accese sotto la cenere.

E in queste ore Grillo si spende in un colpo di teatro, scaricando Conte e riaffermando i valori fondativi del suo movimento, tra i quali quella “democrazia diretta” che adesso invoca contro lo statuto più convenzionale proposto da Conte, definito da Grillo come “ottocentesco” , dimenticando che lui stesso, Beppe Grillo, fondatore del movimento auto nominatosi, da sempre, “garante”, incarna proprio l’antitesi di quella democrazia millantata, ben radicato nel suo ruolo di decisore unico, di leader, quello che Conte propone per se medesimo. Va riconosciuto a Beppe Grillo il merito di una certa coerenza nell’incoerenza. Con questo la frattura tra i due diventa definitiva, e la spaccatura di un movimento ormai frantumato, anche.
Non credo che del movimento originale di Grillo resterà molto alla prossima occasione elettorale, mentre per Giuseppe Conte si apre una partita giocata tutta a sinistra ma in un’ottica anomala: quella del leader senza partito, nell’assenza di un partito che lo esprima come leader.

Se l’Italia di prima della pandemia navigava nel mare di una politica inconcludente e generosa di sprechi, adesso inizia a navigare nello spazio vuoto della politica dissolta, in cui i numeri dei sondaggi a favore dei vari partiti esprimono soltanto percentuali sul numero ristretto dei campioni sottoposti ad indagine, mentre la gente è in fuga da tutto, dalla politica come dai vaccini, dalle restrizioni come dalle proprie paure, esorcizzate con la spavalderia di chi cerca di convincersi che tutto andrà bene, sotto ogni aspetto, perché la realtà che ha di fronte a se non è sopportabile oltre.

E tuttavia qualcuno continua a lavorare con ostinazione, perché può ancora farlo e non ha una diversa scelta, e vuol continuare a credere che alla fine tutto si risolverà.
Ma non accadrà, non come è nelle attese, perché i pilastri su cui sorreggere la nazione sono crollati, è crollata la fiducia della gente, in ogni cosa, anche nella medicina oltre che nella politica.

Il futuro non si può prevedere, ma si può immaginare, e quel futuro, una fessura azzurra in un cielo nero, sarà lo sbocco di quei lavoratori ostinati che si aggrappano al poco che resta, approfittando di ogni opportunità, mentre le mura di un sistema di vita costruito nei decenni crollano tutto intorno, mattone dopo mattone. Qualcuno sopravviverà, neppure pochi, e questi uomini e donne proietteranno in un futuro incerto quel che resta di una nazione disgraziata.

Ing. Franco Puglia

29 Giugno 2021