ANTAGONISTI ED OPINIONISTI; DUE MONDI BEN DISTINTI

LA FORMAZIONE MENTALE DEGLI ANTAGONISTI

E’ un tema di cui non sento mai parlare, e che invece mi interessa molto, perché mi riguarda da vicino, e mi ci sono sempre imbattuto, consapevolmente, mentre altri, forse, non se ne rendono conto. Più spesso si parla di “opinioni”, conflittuali tra loro.
Ma i conflitti di opinioni sono una cosa MOLTO diversa dai conflitti determinati da antagonismo.

Bisogna partire dalla formulazione del “pensiero umano”, e dalle strutture nervose che lo determinano. Nell’essere umano esistono due strutture nervose fondamentali: una di queste è biologicamente predeterminata dal DNA del soggetto, e risiede nel sistema nervoso centrale, quello delle nostre origini biologiche, quello che controlla l’intero organismo attraverso i nervi periferici, senza il bisogno di “pensare” ad ogni azione che compi, mentre esiste un sistema nervoso diverso, collocato frontalmente, nella cosiddetta “corteccia cerebrale”, che è predeterminato anch’esso dal DNA del soggetto, ma non risale alle origini della specie umana, bensì ne rappresenta un prodotto evolutivo. Immagino che “tutti” debbano essere a conoscenza di queste differenze, anche i più sprovveduti.
Su questa base biologica l’essere umano, alla nascita, fonda il suo intero sviluppo degli anni successivi, con una proliferazione di sinapsi neuronali, cioè di legami elettro-chimici tra i diversi neuroni, per formare una “rete neurale” che diventa propria di quel soggetto, diversa da qualsiasi altra. Questi legami si formano in seguito alla ricezione di stimoli esterni sensoriali, in assenza totale dei quali un neonato crescerebbe con le capacità cognitive di un animale, anche se di questo non possiamo avere prove scientifiche, che io sappia.

In conclusione il sistema nervoso umano dispone di tre fonti di approvvigionamento del suo sapere ed agire conseguente:
– Il sistema nervoso centrale, che dispone già alla nascita di tutti gli strumenti per guidare lo sviluppo fisico e motorio dell’individuo.
– La corteccia cerebrale, che permette al cervello di sviluppare una serie infinita di facoltà motorie supplementari, non necessariamente limitate a quelle istintive, e soprattutto permette al cervello di costruire delle realtà virtuali, che traggono spunto dalla osservazione sensoriale del mondo reale, per costruire a partire da questa base anche dei mondi totalmente astratti.
– La formazione determinata dalle influenze esterne, familiari e non, che nel corso dell’età evolutiva stimola la formazione di nuovi legami sinaptici tra neuroni non ancora sfruttati e liberi di costruire nuovi legami nervosi stabili.
Ciò che distingue l’essere umano da tutti gli altri animali, almeno per quel che ci è dato di sapere, è questa specifica facoltà.

E torniamo adesso alle “opinioni” !

Quando un essere umano verbalizza qualcosa, o la scrive, o comunque la comunica all’esterno di se, esprime una SUA opinione. In qualche caso la qualifica come tale : “opinione”, cioè non realtà incontrovertibile, ma possibilità tra altre.
Una “opinione”, per definizione, si può cambiare, è mutevole: cambia in funzione della ricezione di nuove informazioni da parte del soggetto, che lo inducono a rielaborare il risultato del processo cognitivo che lo aveva portato, in prima istanza, a formulare la sua opinione. Il cambiamento di opinione può essere parziale, totale o assente: dipende dalle nuove informazioni e dai meccanismi del processo cognitivo in atto. Ma esiste una precondizione: che il processo cognitivo sia prevalentemente RAZIONALE, cioè poco influenzato da elementi emotivi, quelli prodotti dal sistema nervoso centrale e dagli organi sensoriali. Se in un dato momento hai “paura”, comanda quella, ed il processo cognitivo può essere scavalcato o distorto. Così, in genere, quando il processo cognitivo è influenzato dalle emozioni.

Ma non è il solo meccanismo sulla base del quale si formano delle “opinioni” : in realtà sappiamo poco o nulla di questi meccanismi, ma sappiamo però che esiste la “manipolazione” del pensiero e delle opinioni delle persone ad opera di strumenti che non funzionano con tutti, ma con molti si. Il MEDIA sono il grande veicolo di formazione delle “opinioni”, sempre tra virgolette, perché tali non sono. Molti anni fa venne scoperta la comunicazione subliminale, cioè una forma di comunicazione non esplicita, ma che va a toccare alcuni nervi recettori scoperti e sensibili di molti individui. I proiettili comunicativi che colpiscono i bersagli nervosi si fissano sui loro target, lasciando tracce mnemoniche fisse, che determinano “opinioni” ed azioni successive.
Non sto dicendo nulla di nuovo, credo, almeno sin qui.

Quello che invece voglio mettere in evidenza è come questo bombardamento di informazioni, che non è soltanto il frutto esasperato del nostro mondo mediatico ma appartiene a tutta la storia umana, da quando almeno l’essere umano ha smesso di grugnire per formulare “parole” mutuamente comprensibili, determini anche reazioni difensive inconsce negli individui, che cercano di proteggere le loro “opinioni” da opinioni contrastanti, e sviluppano anche un meccanismo difensivo totale, che nega l’informazione ricevuta, a prescindere dai suoi contenuti. Ecco a voi L’ANTAGONISTA, quello che non sarà MAI d’accordo con voi, qualsiasi cosa diciate, fosse anche quello che pensa lui, perché lui DEVE mettere una barriera tra quello che voi esprimete ed io suo sé, soprattutto se non dispone di strumenti cognitivi razionali e di informazioni credibili ed idonee a “discutere” razionalmente con voi quello che cercate di comunicargli.

Le persone che io descrivo come ANTAGONISTI, sono persone prive di solide capacità razionali e non indipendenti dalle proprie reazioni emotive. Anche la formazione culturale incide sul loro atteggiamento, perché se mancano le informazioni su cui fondare proprie opinioni razionali, quel che resta nei confronti dell’interlocutore sono soltanto due cose:
– un consenso acritico totale, da irrigidire in consenso ideologico
– un rifiuto aprioristico totale, impermeabile a qualsiasi confronto razionale.
E di persone così formate ce ne sono davvero TANTE !!!!
Sono tante perché la stragrande massa delle persone non dispone di strumenti culturali sufficienti, che sono comunque la base per qualsiasi riflessione razionale.
Sono tante perché gli strumenti di comunicazione di massa, che hanno sempre uno scopo di manipolazione, commerciale, politica, religiosa, filosofica, ecc, colpiscono la stragrande massa della popolazione, anche se non fanno danni su tutti, perché alcuni, troppo pochi, dispongono di idonee difese razionali che consentono loro di non alterare le loro funzioni cognitive.

E poi non possiamo non ricordare che molte posizioni antagoniste rispondono a precisi interessi materiali, e in questo caso non sono mosse da stimoli irrazionali, ma da scelte razionali precise, volte ad ottenere vantaggi per se o per chi loro vicino, quindi per se medesimi, in ultima analisi, vantaggi di ordine economico, in primo luogo, di potere, che poi è la stessa cosa, o altro ancora, comunque con connotazioni materiali. Gli antagonisti così descritti, definiti, sono una sorta di malattia sociale, un cancro diffuso e diffusivo che può anche riuscire a distruggere un contesto collettivo. Ribadisco che non si tratta di persone con “opinioni” diverse da quelle più diffuse, ma di soggetti che pensano ed operano sotto stimoli alterati dalle loro specifiche condizioni culturali, emotive o di povertà cognitiva.

Come ci si difende da questa infezione sociale? Non è facile, e richiede molto tempo e risorse umane mirate ad isolare queste persone, rendendole inoffensive, oltre che risorse umane dedicate a formare le persone nella loro fase iniziale di sviluppo, mettendole in grado di esprimersi liberamente e libere da condizionamenti culturali, emotivi, religiosi, e da manipolazioni di qualsiasi natura, comunque orientate. Un obiettivo che possiamo rappresentare come una stella polare, un riferimento da seguire, ma purtroppo senza poterlo mai raggiungere. Un percorso, doveroso, moralmente qualificante, verso la crescita degli esseri umani, verso la loro libertà, verso un mondo migliore.

Ing. Franco Puglia

17 marzo 2026

L’UNICA RICETTA POSSIBILE PER UN CAMBIAMENTO

dI Aurelio Mustacciuoli 

Trump negli Stati Uniti e Milei in Argentina sono due casi che verranno studiati nelle università per decenni. Ci insegnano alcune lezioni che chiunque abbia a cuore libertà e benessere dovrebbe imparare:

1. Tutte le democrazie degenerano verso il socialismo. SEMPRE. Un buon indicatore per misurare lo stato di salute di una democrazia è l’indice di statalizzazione, ovvero il rapporto tra spesa pubblica e PIL. Altro indicatore importante è il livello di regolamentazione.
Più questi parametri sono alti, più la democrazia è malata.

2. Le democrazie non sono MAI in grado di riformarsi da sole senza leader politici forti e carismatici che impongano il cambiamento contro il deep state, ovvero l’apparato burocratico, politico, economico che è l’unico beneficiario della degenerazione democratica. Questi leader non possono che essere i nemici numero uno del deep state (se non lo sono, non sono le persone giuste).

3. L’unico modo affinché il leader di cui sopra alla fine non instauri una dittatura è che :
a) abbia un’etica sociale il più aderente possibile a un’etica libertaria
b) sia libero (give me money, give me power, give me title… I don’t care)
c) veda il suo impegno come una “missione” (il senso della sua vita).
Non c’è alcuna garanzia ex ante che questa condizione sia soddisfatta, si potrà verificarla solo ex post.

4. L’unico modo affinché il leader di cui sopra non sia schiacciato o ucciso dal deep state è che adotti una strategia populista volta ad abbattere il deep state e i suoi simboli e che ottenga su essa il consenso delle masse.

5. L’unico modo per ottenere il consenso delle masse in questa missione è che siano soddisfatte le seguenti condizioni:
a) ci sia una base popolare, anche piccola ma agguerrita, che ODI il socialismo e sia consapevole dei danni economici e sociali che inevitabilmente arreca
b) il leader ottenga visibilità sui mezzi di comunicazione di massa (un tempo le televisioni, oggi anche necessariamente i social);
c) la visibilità sia accompagnata da endorsement di influencer credibili e autorevoli presso ampie basi di follower; non basta infatti che l’influencer sia famoso e popolare (abbiamo visto l’inutilità degli endorsement di attori e cantanti), deve essere credibile e avere la fiducia dei follower come nel caso di giornalisti e podcaster indipendenti.
d) il leader crei una squadra di collaboratori leali e competenti, i migliori, che abbiano le sue stesse motivazioni e la sua stessa etica.

6. L’unico modo, una volta ottenuto il potere, per non perderlo immediatamente, è agire con incisività e totale trasparenza abbattendo effettivamente il deep state, SOSTITUENDO tutti gli esponenti di potere esecutivo (è sbagliatissimo cercare di farsi amici gli esistenti) ed esponendo TUTTE le loro malefatte alla pubblica opinione.

Ciò detto, esistono altre condizioni accessorie affinché una democrazia non soccomba a forze esterne:
a) abbia una economia forte, sia competitiva, tecnologica e con alto capitale umano.
b) sia pacifista, non imperialista, ma in grado di difendersi
c) persegua solo l’interesse dei suoi cittadini.

Questo articolo è la copia integrale di quello che scrive oggi in rete l’amico Aurelio Mustaccioli su FaceBook.
Io faccio mio il suo pensiero così lucidamente espresso.

Ing. Franco Puglia
9 febbraio 2025