MAREGGIATA MONETARIA E BARCHETTE FINANZIARIE

Che il solo annuncio di una imminente stretta monetaria della BCE sia stato in grado di creare vistose falle finanziarie nelle compagini azionarie europee ha sorpreso un poco tutti. I soli a non sorprendersi sono stati gli algoritmi dei sofisticati sistemi di compravendita azionaria, programmati secondo algoritmi che possono produrre sgradite sorprese. Ma sorprende altresì che anche il rapporto di cambio dell’€ verso il $ sia nuovamente sceso a 1,05, dopo alcuni giorni di risalita. In genere il valore numerico di una valuta sale quando salgono i tassi d’interesse delle banche centrali, e viceversa. Stavolta no, e questo si che sorprende davvero.
Parallelamente il Rublo continua ad apprezzarsi: più la Russia si infogna nella sua sporca guerra in Ucraina e più il valore della moneta russa sale. Anche questo, a dir poco, sorprende.
L’economia ha le sue regole, scritte e non scritte, che sono fondate più su reperti storicizzati che su leggi fisiche, e siccome la storia cambia, anche se si ripete, anche l’economia può reagire in maniera inaspettata, ma sino ad un certo punto.
Va detto che il valore delle valute, che è un valore di cambio, cioè di scambio, può essere manipolato dagli stati, e non esprime un valore assoluto, ammesso che qualcosa a questo mondo ne abbia, visto che neppure l’oro lo ha. La manipolazione si fa in diverse maniere: la più comune, quella politicamente corretta, consiste nell’acquisto di valuta straniera da parte di uno stato: questa operazione induce uno scivolamento del valore di cambio della valuta interna.
Viceversa, se uno stato riduce i suoi acquisti di valuta estera il valore della moneta nazionale si rafforza. Questo, però, a bocce ferme, cioè senza introdurre altre variabilità economiche.

La rivalutazione del rublo si spiega con la riduzione degli scambi tra la Russia ed il resto del mondo, con un crollo, quindi, degli acquisti di valuta estera per pagare le importazioni, ed il simultaneo aumento della domanda di Rubli determinato dalle scelte del governo di Mosca di chiedere il pagamento in Rubli delle sue esportazioni.
Quindi la rivalutazione del Rublo ha un senso.
Rende i russi più ricchi? No, perché sottende una assenza di merci da consumare, determinata dal crollo delle importazioni, perlomeno di alcune tra queste. Questo valore monetario è ingannevole: immaginate di essere perduti nel Sahara, alla ricerca disperata di acqua, mentre nello zaino avete migliaia di dollari; quanto valgono quei dollari nel deserto, se non potete comprarvi acqua? Niente.

E veniamo all’€ ed ai mercati finanziari: qui le cose stanno diversamente. Se la BCE aumenta i tassi d’interesse significa che ha paura dell’inflazione, che è convinta non si tratti di un fenomeno transitorio ma persistente, tanto che negli annunci ha affermato che gli aumenti saranno più d’uno. Il messaggio allora è: il potere d’acquisto in € cala, quindi la moneta, di fatto, vale di meno in termini di beni acquistabili. Questo induce a rivolgersi verso altre valute.
Per un europeo c’è poco da scegliere: o ti rivolgi al dollaro o, al massimo, alla sterlina. Altre valute estere sono un target per pochi.
In ogni caso il valore della moneta europea scende, e più scende più la gente se ne allontana, inducendo una spirale di discesa che alimenta l’inflazione. Questa spirale va interrotta, perché potrebbe diventare disastrosa.

E le borse? La vistosa discesa di tutti gli indici azionari e delle azioni di banche ed imprese forse si spiega più con questa paura di una spirale valutaria che con le preoccupazioni per un maggiore costo del denaro. Onestamente, per una impresa sana, qualche punto percentuale di costo del denaro non cambia le prospettive di profitto, specie se a fronte di un clima inflazionistico che assorbe gli aumenti dei prezzi. Inoltre la discesa del tasso di cambio favorisce le esportazioni, e quindi non dovrebbe costituire motivo di preoccupazione.
No, le preoccupazioni riguardano gli investitori, non le imprese, e riguardano lo scenario economico mondiale complessivo, che appare a fosche tinte, con una economia prima in forte rilancio ma che adesso piega verso il basso. L’annuncio della BCE, che segue le politiche della FED, è solo una conferma di queste non immotivate paure. La crisi russo-ucraina sta sconvolgendo tutto: il grano che non arriva all’Africa sconvolge anche quei pur poveri mercati, ed induce timori di sconquassi anche socio-politici. Il costo dell’energia che non accenna a flettere e l’evidente difficoltà mondiale di rinunciare alle risorse energetiche russe determina un clima di incertezza e confusione che si autoalimenta.
E le reazioni U.E. sono scomposte: l’annuncio del divieto di vendita di automobili con motori a combustione interna a partire dal 2035, oltre che insensato in se, è sintomo di una condizione di panico dei governanti europei, che credono di poter inviare segnali positivi di una irrealistica indipendenza dai combustibili fossili e, invece, producono l’effetto opposto.

Purtroppo le cose volgono al peggio, ed all’orizzonte non si vede la fine di questa crisi sistemica.

Ing. Franco Puglia
11 giugno 2022

IL SOLO NEGOZIATO POSSIBILE TRA UCRAINA E RUSSIA

Foto esemplificativa

Anton Gerashchenko è un consulente del ministro dell’interno ucraino e gestisce un canale Telegram di informazione sulla situazione in Ucraina, ricchissimo di informazioni.
E’ “di parte”? Si, lo credo bene. E’ obiettivo? Forse no, ma chi può esserlo in queste condizioni. Propaganda? Anche, ma ben venga, tutto sommato, perché è a favore della vittima (l’Ucraina) non del carnefice (la Russia).
Questo conflitto non ha molti sbocchi possibili e, a conti fatti, realisticamente, quello che ho proposto con una mail al sig. Gerashchenko credo sia il solo sbocco possibile che entrambe le parti possano digerire, sperando che Putin faccia uso di digestivi.

Good morning Mr. Anton Gerashchenko,

I’m among the followers of your Telegram channel Pravda_Gerashchenko_en.
Useless to say that my heart is close to Ukrainian and their heroic defense of their country.
I follow to the extent possible your messages on Telegram.

I have been thinking a lot on how to get out of this dramatic mass, and I do not see many escape solutions, being myself a realistic man.
Apart the ideal solution, that does not appear to be so close for now (Putin disappearing from Earth !!), the only scenary that appears realistic in my mind, to some extent, and imagining that also Vladimir Putin needs an escape solution as soon as possible, is the one shortly described in the attached document.

This preliminary draft proposal imagines that Russia cannot give up the free access to the coast of the Black Sea and Azov Sea, this being a MUST for Russia all allong its entire history. The Putin’s solution was, of course, to integrate the whole Ukrainian territory into the Russian Federation.
Excluding this outcome, that appears more and more not realistic for Russia, it could become acceptable for Putin to have a free access to the sea, from Rostov to the Crimea peninsula, along a shape of territory facing the sea. The russians are attempting to get military control of this territory by bombing all around, passing from Mariupol, and further.

My idea is to propose a negotiated solution that might keep the practical advantages of the russian idea without subtracting the region to the political control of Kyiv. Imagine the region becoming a sort of “special” region, neutral under the military aspect, a sort of Switzerland region placed among Ukraina, Russia and the sea. Such a region, in a condition of peace between Russia and Ukraina, with a substiantial autonomy, although still within the territory borders of Ucraina, could produce unbelievable economic results, with time, profiting of its relative independence from both Russia and Ukraina, although being the focus of all commerce to the south of the continent for both.
We have to turn the drama of the war into an opportunity, and we must be conscious that also the snake Putin needs an opportunity to say: I’m the winner.
The proposed solution imagines that the region be military free: no weapons on ground, from both parties.

There is a lot of details that such a negotiation must include, that I cannot ever imagine, but the substance is there, and I do not see any other realistic solution, a russian defeat being not realistic, unless with USA in direct conflict with Russia, with all the nuclear consequences.

Having given up the invasion from North, Putin is facing the control of the south-east territories of Ukraina and will not stop unless this is achieved.
It will take long, and costs, and deaths, also for the russians. The only solution is to overturn the face of the omelette, so that Putin achieves more or less what he needs, to feel as a winner, and Ukraina does not loose those territories for ever, although with a different configuration, saving the vital interests of Ukraina as well, hence full access to that territory.

In Europe we have already, since long time, small towns that are completely independent (Monaco, on the France coast, San Marino, in Italy, etc) which are, as a matter of fact, part of the larger territory where they are situated. Donbass is much larger, of course, and owns resources to be exploited that are of interest to both Russia and Ukraina, and the negotiation will have to include statements on how to share these resources, which is not an easy deal, but a solution, again, can be fond, if the exploitation of these resources has Donbass itself as destination, rather then Ukraina or Russia.

I do not think any other track could be followed.

Good luck and success.

Franco Puglia – Italy

DRAFT PROPOSAL TO STOP FIGHTING IN UKRAINA

The military operations in Ukraina have produced a dramatic amount of damages and lost lives on both parties to the conflict, and will have to stop, before or later, so let’s try to stop them now. This draft proposal is a reasonable basis to meet the fundamental interests of the parties to this conflict.

a) Immediate stop of fire from both parties to this conflict, keeping their respective positions as long as the peace agrement reaches its final conclusion with the signature of the parties. During this period the support of the people on ground with food, beverages and medical aid will be permitted, excluding any other supply aimed to reinforce the military capacity of both.

b) Mutual statement of the common historical origin of the russian and ukrainian people, and will to rebuild, with time, a climate of friendship compromised for long by this conflict..

c) Acceptance, from Russia, of the territorial integrity and independence of the Ucraina Republic, only excluding the Crimea peninsula, being recognised by Ucraina as being part of the Russian Federation, for historical and cultural reasons.

d) Modifications in the territorial organization of the Republic of Ucraina, establishng a special district in the south-est region of Ucraina, the so called Donbass region, with a substantial self-governmente autorithy, although still under the political sovereign authority of the Kiev government over this region, as well as over all other territories originally falling under the Kiev authority. This new region of Ucraina will extend all along the coast of the Black Sea and Azov See, to reach the Crimea peninsula, with the west-northern border to be defined in detail in the attachements to this agreement.
The Odessa region is non considered part of this territory.
This region, from now onward simply colled Donbass, will be set free from armies either of Ucraina and Russia origin, producing, as a matter of fact, a sort of neutral ground, where weapons will have to disappear and will not be used, as a consequence, against any party involved in this conflict. Both Russia and Ucraina undertake not to introduce in the future any military stuff and soldiers in Donbass, unless for joint mutuallly agreed defense from an external aggression.

e) Owing to the special status of this region, the Russian Federation will have a permanent free right of transit for non military people and mobiles from the russian territory to Crimea, and back, to make easier the transit in the southern region of Ucraina, between Russia and Crimea. This new status of the Donbass region will be assured and defended, as long as deemed necessary, by an international interposition military force, under the control of the United Nations, which are part and warranty to this agreement.

f) The Republic of Ucraina will keep its independent military autonomy, with no limitation of use of self defending infrastructures, either on ground, aerial or over the sea, excluding an integration in the atlantic alliance Nato, therefore undertaking not to host on its territory any Nato military infrastructure, however reserving the right of possibly asking Nato support solely to reinforce the defense of its own territory, in case of attack, excluding any coperation with Nato to support any military mission directed ouside its own territory.

g) Russia declares that will not try to interfere in the future in the internal political status of Ucraina, recognising as lawful the present Ucraina government.

h) Mutual undertaking to establishing permanent channels of cooperation at diplomatic level and on economic interchange aimed to the constant improvement of russian-ukrainian relationships.

i) This agreement requires the immediate withdrawl of the russian military forces inside the russian territories, leaving the Ukraina territory. It also requires the cooperation of the Kiev government to promote the gradual cancelation of the european sanctions against Russia, finalized to a gradual recovery of normal diplomatic and commercial relationship among all involved contries.