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Informazioni su Ing. Franco Puglia

Ingegnere elettronico, imprenditore in pensione, ex dirigente locale di FARE per fermare il declino, oggi free lance e promotore di una politica ALTERNATIVA.

DOVE VA LA POLITICA OCCIDENTALE?

Il nostro mondo è dominato dell’instabilità e dall’incertezza, in campo climatico come economico ed oggi anche sanitario.
La politica non fa eccezione, anzi, raccoglie in se tutte le contraddizioni ed i conflitti del nostro mondo, senza riuscire a mettere ordine, a produrre una sintesi e ad indicare dei percorsi possibili, che siano credibili e largamente condivisibili.
L’astensionismo crescente degli elettori caratterizza questo periodo storico, sintomo di sfiducia generalizzata e di assenza di indicazioni credibili da seguire.
La tradizionale suddivisione tra destra e sinistra politiche permane, anche se qualcuno afferma che non esiste più. Hanno ragione entrambe le parti, perché sono i contenuti della destra e della sinistra che sono cambiati, ma il divario tra due opposte concezioni de mondo persiste, e sono entrambe concezioni che ci allontanano dalla soluzione dei nostri problemi comuni.
E’ venuto a mancare il “centro”, che in passato aveva un ruolo determinante, ma non era davvero espressione di una visione politica propria, ponendosi come mediatore tra le opposte fazioni, più per interesse personale dei suoi interpreti che per convinzione meditata di un progetto politico davvero alternativo alle estreme.

Le formule politiche, ormai, sono scatole vuote, mentre i temi sono scottanti e richiedono risposte coraggiose, fuor da schemi precostituiti ed ormai obsoleti.
Vediamo più in dettaglio.
1. Globalizzazione dei mercati, abbattimento di barriere doganali, delocalizzazione di unità produttive, controllo dei siti produttivi da parte di organismi multinazionali che sfuggono ad un controllo politico e fiscale di stampo nazionale.
2. Globalizzazione delle condizioni sanitarie, che inducono pandemie a livello internazionale grazie agli spostamenti massicci delle popolazioni, per motivi commerciali, turistici o migratori.
3. Disgregazione sociale indotta dalle migrazioni di massa dal SUD del mondo nei paesi più sviluppati, e concorrenza verso il basso nel mondo del lavoro.
4. Perdita di competenze nel mondo del lavoro occidentale, a causa delle delocalizzazioni produttive e delle politiche assistenziali, anche di ordine familiare, non solo pubbliche, volte al sostegno economico delle fasce giovanili della popolazione e delle fasce di popolazione meno attrezzate culturalmente per ritagliarsi spazi di reddito in una società che offre sempre meno opportunità di impiego.
5. Sottocultura diffusa in un mondo condizionato invece da un’evoluzione tecnologica in crescita esponenziale, che richiede competenze crescenti in un mondo in cui la scuola non è in grado di offrire neppure una formazione di base decente.
Conseguenza: posti di lavoro vacanti dove si cercano le competenze; offerta di lavoro sottopagato per lavori umili, precari e di facile sostituzione.
6. Invecchiamento generalizzato della popolazione, sempre più longeva grazie all’assistenza sanitaria avanzata, non compensato da una crescita demografica e reddituale delle generazioni più giovani.
7. Saturazione dei mercati tradizionali, e difficoltà di introduzione di nuovi consumi fondati su bisogni reali e non artificialmente indotti da nuove imposizioni normative.
Stagnazione dei consumi, sia per stazionarietà dei bisogni che per perdita di reddito destinabile ai consumi.
8. Obsolescenza delle soluzioni di stampo liberale in un mondo travolto da istanze assistenziali che pesano in maniera crescente ed incontrollata sulla spesa pubblica, favorendo un’economia di stampo statalista in cui si rifugia una crescente parte della popolazione, per via diretta o indiretta, come fornitori della Pubblica Amministrazione.
9. Strangolamento dell’iniziativa privata determinato dai troppi adempimenti regolamentari, all’interno di un modello di gestione della società fondato più sulle regole astratte che sulle assunzioni concrete di responsabilità.
10. Modificazioni del clima su scala planetaria, ed atteggiamenti assunti nei confronti di questo fenomeno, con conseguenze di ordine politico ed economico.

Alcune di queste condizioni sono state determinate da politiche che potremmo definire “di sinistra”, ed altre “di destra”. Siccome i problemi elencati sono TUTTI sul tappeto, una politica alternativa a quelle in atto dovrebbe offrire proposte di soluzione capaci di affrontare in maniera organica tutti questi elementi, che sono interdipendenti.
E le scelte, per essere credibili, non potrebbero che essere IMPOPOLARI, usando il bisturi dove serve, e servirebbe spesso, non avendo pietà per chi venisse colpito da tali scelte, formulate nell’interesse della stragrande maggioranza.
Scelte che, comunque, non potrebbero essere bianche o nere, dovendo comunque fare i conti con la realtà umana che abbiamo a disposizione, inadeguata alle sfide che abbiamo di fronte. Una guerra condotta, auspicabilmente, con ottimi generali, ma certamente con truppe male armate e peggio addestrate, un’armata Brancaleone.

Che io sappia, al momento, NESSUNO nel mio Paese sta tentando di prendere il toro per le corna, affrontando i temi che ho elencato nel loro complesso e formulando un progetto politico credibile, capace di trascinare le masse inermi ed inerti.

Ing. Franco Puglia

8 novembre 2021



IL CASTELLO DI CARTE DEI NEMICI DELLA CO2

SECONDO QUANTO SOSTENGONO I CLIMATOLOGI IPCCC
Il pianeta Terra, nella sua interazione col Sole è assimilabile a quello che in Fisica si descrive come “corpo nero”, che assorbe tutta la radiazione che riceve dal Sole e restituisce verso lo spazio soltanto radiazione IR in funzione della sua temperatura, al suolo e in atmosfera.

Gli studi mostrano una stretta correlazione tra l’aumento della temperatura media del pianeta, mari in particolare, e l’aumento della concentrazione di CO2 in atmosfera, a riprova del fatto che l’aumento della concentrazione atmosferica di CO2 produce un surriscaldamento planetario per l’effetto serra che induce.







L’atmosfera è trasparente alla luce visibile del sole, mentre assorbe la radiazione a bassa frequenza, nella regione dell’infrarosso, riflessa dalla superficie terrestre verso lo spazio.
Questa radiazione riscalda l’atmosfera in funzione della sua capacità di assorbimento di energia a queste frequenza. La luce visibile, ad alta frequenza, riflessa verso lo spazio dalla superficie terrestre, attraversa indenne
l’atmosfera e si perde nello spazio, senza riscaldarla.








Gli studi dei climatologi descrivono il fenomeno radiante come unidirezionale, durante il giorno, con una atmosfera trasparente alla luce visibile, ma capace di immagazzinare calore da
radiazione IR, sia di giorno che di notte, quando la superficie terrestre la irradia verso lo spazio.


L’assorbimento della radiazione in atmosfera, quello che produce il suo riscaldamento, dipende dall’irraggiamento IR che è prevalente in alcune molecole di gas, chiamati per questo “gas serra”, tra i quali la CO2 ed il metano CH4. La presenza di questi gas a concentrazioni crescenti determina una cattura crescente di calore nell’atmosfera, ed i conseguenti fenomeni climatici estremi.
Questi gas, infatti, assorbono preferenzialmente radiazioni con una frequenza, o lunghezza d’onda che dir si voglia, che si colloca nell’ambito delle emissioni IR della superficie terrestre, a bassa temperatura.

I gas serra (CO2, CH4) sono prodotti dall’impiego dei combustibili fossili, gas naturale (metano CH4), petrolio e carbone. Per ridurre la crescita dell’effetto serra, ed i conseguenti eventi climatici, occorre ridurre, sino ad azzeramento, l’impiego dei combustibili fossili, usando energie alternative, come quella da pannelli solari, pale eoliche, geotermia, bacini idroelettrici e qualsiasi altra fonte di energia trasformabile in energia elettrica da distribuire.
SECONDO CHI NON CONDIVIDE IL TEOREMA SULLA CO2
Il modello assunto è parzialmente condivisibile, in astratto, ma trascura una serie di fenomeni che non rendono questo modello capace di descrivere compiutamente il clima, l’effetto serra dell’atmosfera e gli scambi termici al suo interno e tra superficie del globo ed atmosfera.

Questa correlazione esiste, ed è osservabile anche in epoche remote, prima dell’avvento dell’uomo sul pianeta, grazie alle indagini condotte dagli scienziati sui carotaggi nei ghiacci perenni. E’ normale che sia così, perché la CO2 si trova anche disciolta nelle acque dei mari ed evapora se la loro temperatura aumenta, mentre ritorna a disciogliersi se la temperatura diminuisce, un fenomeno chimico-fisico noto come legge di Henry, che si insegna in tutte le scuole. La correlazione quindi esiste, ma è inversa.

L’atmosfera è “abbastanza trasparente” alla luce visibile, ma non completamente. E’ vero che le basse frequenza (IR) vengono assorbite meglio, ma la loro quantità ed il loro livello energetico è di gran lunga inferiore a quello della luce visibile, in particolare se facciamo riferimento a quanto irradiato dalla superficie terrestre verso lo spazio. L’energia emessa da un corpo è proporzionale alla 4a potenza della sua temperatura, 6000°C quella del sole, mediamente 15°C quella terrestre.
Solo di notte l’energia irradiata dalla terra è puramente IR, ma è poca in rapporto a quella diurna, immagazzinata da TUTTA l’aria (che notoriamente si scalda al sole) oltre che dai mari e dalle terre emerse.

Il fenomeno NON è unidirezionale ed anche la luce visibile viene riflessa, di giorno, verso lo spazio, tanto che i cieli sono azzurri o blu, mai rossi, salvo quando il sole è molto basso all’orizzonte e la luce attraversa l’atmosfera orizzontalmente, con un percorso di assorbimento molto più lungo rispetto a quello verticale.

Non è vero che queste molecole abbiano le specificità descritte. In qualsiasi libro di termodinamica possiamo rilevare come le lunghezze d’onda alle quali la CO2, ad esempio, ha il massimo picco di assorbimento nella banda IR corrisponde ad una temperatura teorica di emissione di -80°C, che non esiste sul pianeta, oppure di qualche centinaio di °C, forse solo alla bocca dei vulcani.
Alle temperature terrestri, da -50°C a +50°C, la CO2 si comporta non diversamente da azoto ed ossigeno, che occupano il 99% della massa atmosferica, mentre la CO2 è presente solo per lo 0,04%.

Anche ammesso che i “gas serra” abbiano gli effetti descritti, e non li hanno, questi rappresentano soltanto un effetto indiretto della produzione di energia, che alla fine dei processi diventa, TUTTA, integralmente, CALORE, che riscalda i mari, le terre emerse e l’atmosfera in maniera DIRETTA, non indiretta. Se anche l’effetto serra dell’atmosfera fosse costante, la maggior produzione di calore di origine antropica si sommerebbe comunque a quella solare; quindi, se la sua quantità fosse significativa in rapporto a quanto catturato dal sole, non avremmo spostato il problema di una virgola.

Ai cittadini profani di cultura scientifica va detto con chiarezza assoluta che TUTTE le fonti di energia, rinnovabili e non, si trasformano inevitabilmente in CALORE, indistinguibile da quello solare. Il solo modo di ridurne l’impatto, ammesso che ci sia, è ridurre il consumo mondiale di energia, quale che ne sia la fonte, cosa NON compatibile con una popolazione di 7,7 miliardi di umani in costante crescita demografica e cosa NON compatibile con lo sviluppo, che è energivoro.

Esiste in natura un solo modo NATURALE e multi millenario di assorbire calore in eccesso dall’atmosfera, controllando anche la concentrazione di CO2, e si chiama VEGETAZIONE.

La vegetazione trasforma in MASSA il carbonio che respira nell’aria tramite le foglie, filtrando e scomponendo la CO2 in carbonio ed ossigeno (che restituisce all’atmosfera) grazie ad un ben noto processo (sintesi clorofilliana) che ASSORBE ENERGIA SOLARE, quindi calore solare, per alimentare i suoi processi vitali.

SIGNIFICA RIFORESTARE IL PIANETA IN MANIERA MASSICCIA, COMBATTERE LA DEFORESTAZIONE, BRASILIANA E AFRICANA, PREVENIRE GLI INCENDI DELLE FORESTE, STIMOLARE LA LOTTA CONTRO LA DESERTIFICAZIONE.

Ed il LEGNO, se visto all’interno di un processo di rinnovamento continuo del parco forestale, è anche RICCHEZZA ECONOMICA, perché è il miglior materiale da costruzione che esista, isolante termico quanto basta, più duraturo del cemento.

Torniamo al GOVERNO DEL BUON SENSO, per favore …

Ing. Franco Puglia – 7.11.2021