RIFORESTAZIONE


Riduzione della superficie delle foreste: gli esseri umani consumano legname da sempre, e questo consumo non è mai terminato.
Oggi prosegue, abbattendo foreste per incendi naturali, ma più spesso dolosi, per guadagnare terra al pascolo di bestiame destinato a sfamare gli umani, quando non per sfruttare in altro modo il terreno liberato dagli alberi.

La deforestazione del territorio nazionale è un problema GRAVE, concausa sicura di dissesto idrogeologico, che contribuisce alle alterazioni climatiche su scala locale e globale. Pensiamo che una “climatologia politicamente orientata” sostiene l’origine esclusivamente antropica dei cambiamenti climatici, attribuendola ad un aumento di concentrazione dell’anidride carbonica (CO2) in atmosfera, prodotta dall’impiego di combustibili fossili.

Questa medesima “scienza” suggerisce di “intrappolare sotto terra la CO2 in eccesso” prodotta dalle combustioni, dimenticando che la geologia lo ha già fatto nel corso di milioni di anni facendo catturare al mondo vegetale la CO2 atmosferica, indispensabile al suo sviluppo, e sequestrando il carbonio attraverso la morte e decomposizione vegetale come carbone, petrolio e gas naturale.

Quindi, invece di immaginare tecnologie fantascientifiche di sequestro della CO2 gassosa, ci bastano le normali foreste, in progressiva scomparsa sul pianeta, per risolvere il problema, in qualsiasi ottica lo si voglia vedere.

Le foreste consumano CO2 atmosferica, consolidano il terreno con le loro radici profonde, costituiscono colonne di evaporazione che favoriscono lo sviluppo di nubi in ambito locale, e la raccolta di piogge e quindi acqua, producono ossigeno come prodotto di scarto della sintesi clorofilliana, ricostituendo le riserve atmosferiche di ossigeno necessarie alla vita animale, ed umana, oltre che alla combustione degli idrocarburi.

Le foreste sono l’anello della catena nel ciclo naturale del carbonio, e quindi della vita planetaria, che stiamo gradualmente distruggendo.
La forestazione rappresenta in genere un interesse PUBBLICO e solo raramente privato. Infatti la forestazione ha un COSTO di piantumazione e di occupazione del suolo, a cui più spesso non segue alcun ricavo e profitto, indispensabile per una attività privata. Fanno eccezione le foreste per la produzione di cellulosa (industria cartaria, legname da costruzione) e per il settore dell’arredamento. In questo caso esiste una doppia utilità, nello sfruttamento del legname delle piante abbattute e nella funzione vegetale durante il periodo della crescita, a condizione che ad ogni abbattimento segua piantumazione.

Un orientamento industriale in tal senso con un impiego crescente del legname come materiale da costruzione, anche abitativa, assolve a funzioni di sviluppo economico ed anche di ordine ecologico sistemico, destituendo di ogni fondamento la “visione del mondo” di una certa “sinistra” pseudo ecologista ed ambientalista.

UN INCONTRO AL QUALE E’ INDISPENSABILE PARTECIPARE

20 gennaio 2020 ore 9:30 presso lo Scalo di Porta Romana via G. Lorenzini, 3/A – Milano
E’ prevista una registrazione preventiva.
Questo il LINK per scaricare il modulo di partecipazione da trasmettere poi a info@fssistemiurbani.it :
http://www.scalimilano.vision/wp-content/uploads/2020/01/Modulo-di-iscrizione_Application-form.pdf

La ristrutturazione degli scali dismessi, oltre ad essere una opportunità imperdibile di miglioramento urbanistico per Milano, determinerà anche, in parte, il futuro della città, in funzione del COME questo recupero territoriale verrà condotto e dell’impatto, in positivo o in negativo, che avrà sulla viabilità urbana, sulla congestione abitativa, e via dicendo.
Milano ha già raggiunto il milione e quattrocentomila abitanti, da 1,3 milioni che era, grazie a nuovi insediamenti urbani e immigrazione.
Questo incremento non è stato accompagnato da un miglioramento dei servizi di mobilità urbana, pubblica o privata, a meno che le troppe piste ciclabili sparpagliate ovunque non siano la risposta.
Questo evento va visto sia in chiave di informazione che di eventuale visibile protesta pubblica, ove ravvisassimo elementi che la giustifichino.