TERRORISMO ISTITUZIONALE

E’ estate nell’emisfero boreale del pianeta e, come sempre, il clima si arroventa, letteralmente, perché delinquenti abituali, e più spesso, forse, gli stessi individui, danno sfogo alle loro pulsioni patologiche appiccando incendi, ovunque la vegetazione secca e l’assenza di precipitazioni favorisca lo sviluppo degli incendi.

Ma che rapporto c’è tra questi incendi ed i mutamenti del clima planetario? Nessuna relazione, perché i piromani ci sono sempre stati, anche nei secoli scorsi, forse non quanti ai giorni nostri, perché la nostra disgraziata società favorisce anche la diffusione pervasiva della follia.
La vegetazione secca è NORMALE nella stagione estiva, senza scomodare alcun cambiamento del clima, ma una certa politica, e certe istituzioni, ONU in testa, cercano di sfruttare in maniera criminale ogni circostanza per avvalorare una tesi pseudoscientifica che vacilla ogni giorno di più, quella del clima che cambia ad opera dell’uomo.

La tesi dell’ONU, avvalorata da studiosi in cerca di facile fama e denaro, è quella ben nota ormai dei gas serra, CO2 in testa, anziché in coda. Le tempeste che ogni anno, da sempre, si abbattono sull’emisfero boreale, ma anche su quello australe, ma ben diverse, vengono sfruttate per tentare di consolidare una tesi che non ha riscontri scientifici, ma che è fondata su percezioni di massa e modelli matematici di ricercatori prezzolati.

Ultima in ordine di tempo, e di insolita violenza, la tempesta che si è abbattuta su Milano, devastando alcune zone della città, abbattendo alberi, sfondando vetrate. Di insolita violenza, ma non priva di precedenti, di cui qualcuno a mia non così remota memoria.
Peccato che queste tempeste si siano sviluppate mentre nell’Italia del nord ed in Europa le temperature sono insolitamente fredde per il mese di luglio, in contraddizione con la tesi consolidata del riscaldamento globale, che globale non è.
Certo, al sud le temperature hanno battuto ogni record verso l’alto, sostenute dai venti africani di un anticiclone che ormai si affaccia quasi ogni estate sulle sponde nord del Mediterraneo.

In questa estate del 2023 le temperature in montagna, salvo pochi giorni, sono state molto più fresche degli ultimi anni, riportandomi ad epoche estive consegnate al libro dei ricordi, decenni orsono.
La CO2 è andata anche lei in ferie, al mare, abbandonando le Alpi per rifocillarsi sulle spiagge siciliane?

Il ritornello dei cambiamenti climatici è ormai assillante sui Media: e allora? Perché mai il clima del pianeta NON dovrebbe cambiare?
E’ mutato radicalmente nel corso di milioni di anni, portando all’estinzione intere specie di animali, trasformando aree verdi rigogliose di vegetazione in aridi deserti sabbiosi (tutto il nord Africa) ma adesso, perché lo dice l’ONU, il clima dovrebbe restare immobile, e temperature, piovosità, e quant’altro dovrebbero obbedire a comandamenti umani.
Tutto questo è diventato vieppiù INTOLLERABILE !
Fermate l’ONU, sciogliete questa inutile quanto costosa e ormai dannosa organizzazione che in tutta la sua storia non ha mai saputo o potuto fermare una guerra, suo compito principale, limitandosi ad impinguare le tasche di una pletora di burocrati e dei loro collaboratori, occupandosi in tempi recenti di qualcosa che supera alla grande i suoi limiti istituzionali, perché l’ONU non rappresenta il governo del mondo.

REAGITE, REAGITE, REAGITE, in ogni forma civile possibile.

Ing. Franco Puglia

LA MUSICA DEL SILENZIO

Talvolta occorre fermarsi ad ascoltare; non sai cosa stai ascoltando ma percepisci una musica: è la musica del silenzio, che induce alla pace interiore, dimenticando le tue battaglie perdute, rinunciando a sognare quelle ancora non combattute, galleggiando nella poesia dell’essere …

Il silenzio, come lo spazio cosmico, non vuoto, non pieno.
Parole che si rincorrono nel silenzio interiore, e volano silenziose,
su uno schermo digitale, o sulla carta di sempre,
occupando quello spazio, senza fare rumore,
come le stelle, che interrompono il buio profondo del cosmo,
così il ticchettio sulla tastiera, lo sfregamento leggero sulla carta.

Un silenzio che non è assenza, ma presenza,
di forme reali o d’immaginazione, un silenzio che non è vuoto,
ma armonia, di suoni impercettibili, come stelle filanti,
che soltanto un orecchio sensibile può percepire.
Un pensiero che non è silente, ma discreto, che non rimbomba,
non stride, non travolge. S’insinua come un vento leggero
tra le fronde degli alberi, con un brusio carezzevole.

Capire il silenzio, il suo linguaggio, non assenza d’espressione,
ma presenza intensa, forme mutevoli con il sentire che le anima;
due occhi grandi, che parlano senza proferire verbo,
e nascosto dietro quello sguardo un pensiero sconosciuto,
eppure comprensibile, non a parole.
Un piccolo cane dalla pelliccia morbida come la seta, immobile come una sfinge, immerso nei suoi sogni ad occhi aperti, su un mondo che non comprende, ma che conosce.

Il colore del silenzio: verde, sotto uno sfondo azzurro,
intenso di forme, interrotto da deboli suoni,
come luccichio di stelle lontane nella notte,
e quella brezza leggera, che penetra sotto la pelle,
e rinfresca l’anima, sgravandola dalla polvere del vivere.
Ed io, parte di questo silenzio, ascolto immobile,
immerso in quel tutto che vivo senza capirlo,
vagando sulle note di questa musica
che mi porta là, dove tramonta il mio sole.


Franco Puglia
16 giugno 2023