L’EFFETTO SERRA NON ESISTE

La politica economica del mondo occidentale è ormai condizionata dal mito climatico, vorrei dire climatoide, clima planetario che si pretende determinato dall’effetto serra dell’atmosfera, ed in particolare dai GAS SERRA, in testa a tutti la CO2, almeno come nemico da combattere per attenuare il preteso RISCALDAMENTO GLOBALE del pianeta.
Ma questo EFFETTO SERRA esiste davvero? La risposta è NO.
Viene chiamato così da sempre, ma le SERRE non hanno nulla a che vedere col comportamento dell’atmosfera terrestre.

Le serre sono contenitori chiusi, climatizzati, in cui sono presenti colture vegetali, ortofrutticoli, protetti dall’ambiente esterno mediante pareti ed un tetto di copertura, trasparenti o semitrasparenti alla luce solare, ma senza alcuna possibilità di uno scambio DINAMICO di energia con l’esterno. Il calore solare che entra nella serra per radiazione viene intrappolato, e tutta l’atmosfera all’interno della serra assume più o meno la medesima temperatura, con il medesimo grado di umidità. Temperatura ed umidità possono essere controllati con strumenti diversi, oltre a fare affluire anche aria esterna in maniera più o meno controllata.
Per la serra è essenziale che l’atmosfera interna NON sia libera di espandersi, ma si trovi confinata, sormontata da un TETTO.
Provate a sostituire il tetto con una griglia metallica, o plastica: addio serra. In una tale condizione l’aria interna può defluire all’esterno e, se più calda, si raffredda sino a raggiungere la temperatura dell’aria esterna.

L’atmosfera terrestre è tutt’altra cosa: NON dispone di alcun tetto, se non un tetto di stelle. L’atmosfera si raffredda in continuazione, e se il sole si oscurasse per un periodo di qualche giorno, il pianeta precipiterebbe in un gelo polare anche all’equatore.
L’atmosfera, in concreto, si comporta come un VOLANO TERMICO, una linea di ritardo nella trasmissione del calore verso l’alto, verso lo spazio, che grazie alla rotazione del pianeta dà il tempo alla parte non esposta al sole, durante la notte, di raffreddarsi parzialmente, recuperando calore nella successiva fase diurna.
E mano a mano che si sale di quota in atmosfera la temperatura dell’aria scende, salvo una breve zona di inversione termica, pare, nella tropopausa, al di sopra della troposfera, perché a quella quota, grazie alla rarefazione dell’aria, si esauriscono i moti convettivi dell’atmosfera, che perturbano la sua condizione termodinamica statica. Ma salendo ancora il raffreddamento è progressivo e costante, senza esitazioni.

Il freddo NON è una forma di energia, ma la sua assenza.
I trasferimenti termici di energia possono avere luogo in una sola direzione, da un corpo più caldo ad uno meno caldo, più freddo.
Quindi il calore si sposta per via naturale dalla superficie del pianeta verso l’alto, MAI al contrario, almeno in condizioni statiche, perché i moti convettivi dell’aria, i venti, alterano temporaneamente questa condizione in un ambito locale. Questa NON è un’opinione, ma una LEGGE DELLA FISICA, espressa nel cosiddetto secondo principio della termodinamica.

In una serra le cose vanno ben diversamente: il TETTO impedisce che le masse d’aria interne alla serra fuoriescano verso l’alto liberamente. Il tetto, che può surriscaldarsi, è libero di irradiare energia verso il basso. IN ATMOSFERA NON PUO’ ACCADERE.

Questa è la realtà incontrovertibile delle cose: la superficie del pianeta può riscaldare l’atmosfera sovrastante, ma non è possibile il contrario. Poco importa che composizione abbiano i gas atmosferici: potremmo avere un’atmosfera di sola ammoniaca, ed il meccanismo sarebbe il medesimo.
Il teorema climatoide propalato dall’ONU attraverso la sua organizzazione e la complicità di studiosi prezzolati, in palese conflitto di interessi, invece, sostiene che la CO2 ed altri gas con più di due atomi nella molecola siano capaci di TRATTENERE il calore che ricevono dalla superficie del pianeta come radiazione infrarossa, per poi restituire una parte di questo calore, sempre come radiazione infrarossa, verso il basso, andando a riscaldare la superficie del pianeta.
Una tesi di comodo, con il solo obiettivo di combattere l’impiego dei combustibili fossili per la produzione di energia, favorendo nuovi canali di sviluppo economico per la produzione di energia, fondati sui pannelli solari e sulle pale eoliche, e niente altro, in concreto, con l’obiettivo di togliere potere ai detentori del controllo delle fonti energetiche convenzionali, premiando invece altri canali di business che fanno comodo ad alcuni, Cina in particolare.

Questo già dovrebbe bastare ad azzerare il teorema della CO2, destituendolo di qualsiasi fondamento, ma non mancano numerosi altri elementi a sostegno della falsità delle tesi climatiche, come la scarsa presenza atmosferica di CO2 (0,042%) che per motivi quantitativi non potrebbe assegnarle un ruolo nel clima neppure se avesse caratteristiche straordinarie, che non ha, per non parlare del fatto che il pianeta, in base alle temperature prevalenti al suolo, NON può irradiare raggi infrarossi nella banda di frequenza a cui la CO2 mostra la sua sola spiccata sensibilità, e via cantando .
Volete continuare a credere al main stream, con un atto di fede?
Fate pure, spegnete il riscaldamento domestico, comperatevi un’auto elettrica, anzi, non usate affatto l’auto e limitatevi alla bicicletta, fatevi del male come meglio potete, e che Dio vi assista, ma se in sua assenza ….

Ing. Franco Puglia
19 agosto 2024

LE PROVE A DISCARICO DELLA CO2 NEL PROCESSO CLIMATICO

Le intemperanze del clima planetario sono state attribuite all’impatto delle attività umane sul clima del pianeta, un impatto che sarebbe determinato dalla presenza crescente di anidride carbonica in atmosfera, a seguito dell’impiego di combustibili fossili.
Questa TEORIA ha mosso l’economia e la politica a livello internazionale, determinando scelte difficili quanto improvvide nel mondo occidentale, che mascherano convincimenti ideologici di vecchia data. Questo articolo, con i suoi approfondimenti, ha lo scopo di DIMOSTRARE AL DI LA DI OGNI RAGIONEVOLE DUBBIO che l’imputato, la CO2, è innocente a tutti gli effetti, per non essere in grado di commettere il fatto. Quindi la lotta contro le emissioni antropiche di CO2 è destituita di ogni fondamento.

1. LA PROVA QUANTITATIVA

La CO2 è troppo poca in atmosfera per avere effetti di rilievo, quali che possano essere le sue specifiche caratteristiche.

Estremizzando, cioè assumendo che SOLO la CO2 sia in grado di assorbire calore in atmosfera dalle fonti note (Sole e superficie planetaria) resta vero che TUTTA l’aria della troposfera si riscalda ad una qualsiasi temperatura. Assumiamo che la CO2 pesi per l’1% in atmosfera, non lo 0,04%. Azoto ed ossigeno dovrebbero assorbire tutto il calore dalla sola CO2 portandosi tutti alla stessa temperatura. Per aumentare la loro temperatura di 1°C su 100 Kg di aria Ossigeno ed Azoto richiedono circa 6 + 19 = 25 Cal. Ma la massa della CO2, per assorbire tutte queste calorie col suo calore specifico di 0,2 Cal/Kg dovrebbe essere 125 volte superiore (25 / 0,2), cosa impossibile, oppure il suo contributo termico sarebbe inferiore, riuscendo a riscaldare Ossigeno ed Azoto in proporzione inversa: 0,2 / 25 = 0.008 x 1°C = + 8 millesimi di grado, cioè niente.
Approfondimenti su: https://drive.google.com/file/d/1BamNDamwqKqeKhkzaUfh4Kd3lhUBMYMg/view?usp=sharing

2. LA PROVA QUALITATIVA

La CO2 viene imputata di essere un “gas serra” perché assorbirebbe calore sotto forma infrarossa dalla superficie terrestre, che lo riflette verso l’atmosfera. Questa caratteristica dipende, secondo la teoria, dal fatto che presenta una banda di assorbimento IR molto pronunciata attorno ai 15 µn di lunghezza d’onda, e secondo la teoria questa lunghezza d’onda ricade nello spettro di emissione IR della superficie planetaria. Bene: il pianeta presenta un campo di temperature che varia da -50°C a +50°C, con rare eccezioni oltre questi limiti. La materia, in questo campo di temperatura, emette calore sotto forma IR in un campo di lunghezza d’onda compreso tra 13 µn e 8,9 µn. Si assume che globalmente il pianeta emetta IR attorno a 10 µn. Secondo la legge di Wien, la temperatura di emissione planetaria per irradiare attorno a 15 µn coinvolgendo in particolare la CO2 dovrebbe essere di -80°C. Quindi …..
Approfondimenti su:
https://drive.google.com/file/d/1GNs6-tchulPKCwGYPAGg-qqAtmoupYXS/view?usp=sharing

3. LA VIOLAZIONE DELLE LEGGI DELLA TERMODINAMICA

L’effetto serra viene interpretato in forma ingannevole, come se la CO2 formasse una coperta calda sopra il pianeta. In concreto, il calore, in qualsiasi forma, si trasmette solo e soltanto da un corpo più caldo ad uno meno caldo, sino a raggiungere l’equilibrio delle temperature. L’inverso non esiste. La temperatura atmosferica, salvo alcuni casi localizzati di inversione termica, decresce con l’altitudine, e quindi mentre la superficie planetaria può riscaldare la troposfera e questa può riscaldare la stratosfera, l’opposto viola le leggi della Fisica. La composizione atmosferica può soltanto rallentare più o meno il raffreddamento della superficie del pianeta, mentre il sole può riscaldare l’atmosfera, perché è energia che proviene da una fonte esterna molto più calda dell’atmosfera. Le “serre” hanno un tetto che impedisce al calore di superarle; la loro atmosfera è “chiusa”. L’atmosfera terrestre non ha alcun tetto, è aperta e perde calore verso lo spazio. Il suo ruolo è quello di un breve volano termico, che assorbe calore durante il giorno e lo perde di notte.
Un immaginario strato atmosferico di CO2 surriscaldata potrebbe soltanto perdere il suo calore verso lo spazio, mai verso terra, perché la sua temperatura sarebbe comunque molto più bassa di quella al suolo. Quindi basta parlare di gas “serra”, e di effetti assimilabili alle vere serre.
Approfondimenti su:
https://drive.google.com/file/d/1KK2qO18i0K2Sw4H3y1R11ExkN1nz69c6/view?usp=drive_link

4. IL CONTRIBUTO ANTROPICO E’ POCO SIGNIFICATIVO

Il calore NON ha una carta di identità. Quale che sia la fonte, solare, planetaria naturale o antropica, si trasferisce alla materia circostante, il suolo, le acque e l’aria. L’aria si riscalda, ed a sua volta cede agli strati superiori ed allo spazio esterno il calore che riceve, raffreddandosi progressivamente con la quota. Il Sole scarica sul pianeta su base annua circa 5.548.000 Twh di energia.
La cifra è stata calcolata in base ad alcuni dati ed ipotesi: ipotesi diverse possono portare a numeri diversi, ma non di molto; l’ordine di grandezza è quello. La quantità di energia termica prodotta dalle attività umane su base annua, secondo miei calcoli MOLTO pessimistici ammonta a circa 187.000 Twh, ma secondo altre fonti potrebbe essere molto meno, circa 130.000 Twh o 153.000 Twh.
Tutta questa energia riscalda il pianeta e l’atmosfera, DIRETTAMENTE, e prescinde dalla natura dei gas atmosferici e della superficie terrestre: lo cede, e basta. Nella mia ipotesi pessimistica il contributo antropico rappresenta il 3,37% del contributo solare. Secondo i contributi antropici stimati da altre fonti scenderemmo al 2,34% o 2,75%.
Approfondimenti su:
https://drive.google.com/file/d/1E0GmYxLKQRGLOFXyoXOqWsOZC8rI1dW6/view?usp=sharing

QUANTO CAMBIA LA TEMPERATURA DEL PIANETA SE RICEVE PIU’ CALORE?

Secondo una ipotesi di variazione secolare della costante solare in grado di riconciliare i dati sperimentali a terra dello Smithsonian APO (1923-1954) e i dati satellitari (1975-2005), il suo valore massimo moderno è di 1366 W/m² e il minimo, in corrispondenza del minimo di Maunder (1645-1715) è di 1349 W/m². Questa variazione genererebbe un aumento della temperatura della Terra di +1,5 °C, determinato per mezzo di un modello paleo-climatico.
Una variazione dell’1,26%. La temperatura media planetaria, per quel niente che significa, è attorno a +15°C.
Un aumento della costante solare dell’1,26% significherebbe un incremento di 69.905 TWh. (5.548.000 TWh x 0,0126 = 69.905 TWh). Se questo importo energetico fosse invece dovuto a cause antropiche, significherebbe un aumento del 37,38% della nostra immissione di energia, secondo le mie ipotesi di consumo energetico mondiale, e del 53,77% o 45,69% secondo altre fonti.
Quindi, se il nostro consumo di energia aumentasse in tal misura, in teoria la temperatura media planetaria potrebbe salire di +1,5°C. Infatti il pianeta non sa da dove arrivi il calore, se dal sole o da attività umane. Un tale aumento di temperatura media, rapportato alla maggiore immissione di energia, significherebbe 0,00002146 °C/TWh, 21,46×10-6 °C/TWh, 21,46 µ°C/TWh …una inezia …

Tutto questo è preoccupante?

Ing. Franco Puglia

29 maggio 2024

https://drive.google.com/file/d/1jf99i55XyI04d88pb_tnuGGwKaR7p8fL/view?usp=sharing