LA QUESTIONE FEMMINILE

Ne parlo, consapevole di non poter dire cose mai dette prima, sollecitato in questo da una delle tante occasioni in cui il tema viene sollevato nei dibattiti pubblici, affrontando il tema più scottante, quello dello stupro, ma anche tanti altri.
Io mi sono sempre chiesto COSA SIA una donna, e quanto sia diversa da me, oppure uguale. La mia percezione, mai cambiata, è che il maschile ed il femminile siano DUE MONDI DIVERSI, eppure entrambi parte di un medesimo mondo, e non parlo solo di quello umano, perché tra i mammiferi, animali, le cose non sono poi tanto diverse.
Eppure lo sono: tra i mammiferi non umani lo stupro, ad esempio, non esiste, ed i maschi hanno molto rispetto per le femmine. Tra gli umani non è così.

Cominciamo col dire alcune cose:
1. Il sesso è biologicamente predeterminato, anche se in alcuni soggetti appare alterato, morfologicamente e/o psicologicamente. Ma non esiste un TERZO sesso: le incertezze sessuali sono l’eccezione, per quanto non infrequente, ma non la regola.
2. Il comportamento sessuale e le attitudini correlabili al sesso non sono sempre innate, ma in buona misura anche apprese, però non tutte. Come in ogni comportamento umano, il modo di pensare e di agire, appreso nei primi anni di vita, condiziona quella a venire, anche se non li determina in via esclusiva ed assoluta.
Nella mia infanzia, ad esempio, si mettevano in mano alle bambine le bambole e i giochi che si riferivano alle faccende domestiche abituali delle madri, mentre per i bambini c’erano le armi giocattolo, i soldatini, le costruzioni, ecc.
Una discriminante di ruolo ben precisa, che non poteva non influenzare la crescita psicologica dei minori, orientandoli nel ruolo di adulti. Non so come vadano le cose oggi: i giochi sono molto cambiati, ed anche se dubito che i maschietti giochino con le bambole, forse le femmine usano in comune con i maschi altre forme di gioco (video giochi, ad esempio) e le differenze sfumano.
3. Mettendo da parte la formazione ludica infantile, tutta l’educazione genitoriale era orientata a stabilire dei ruoli preordinati per i maschi e per le femmine, sia in funzione professionale futura, e quindi anche scolastica immediata, che in funzione familiare, e dei rapporti tra i sessi. Tutto questo è radicalmente cambiato, gradualmente, anche se non in tutti i paesi del mondo. Oggi si tende ad equiparare al massimo i ruoli dei due sessi, sino ad annullare ogni differenza: ci sono donne combattenti negli eserciti, professionisti femminili in ogni professione, un abbigliamento sempre più unisex (l’uso dei pantaloni) anche se l’uso della gonna non è scomparso, ma non si è mai introdotto nel mondo maschile (scozzesi tradizionali esclusi).
4. In ambito familiare persistono delle differenze di ruolo, anche se sono meno marcate di un tempo. La suddivisione tra lavoro domestico ed esterno è sfumata, perché gran parte delle donne ha un lavoro esterno, come l’uomo, e della cura dei figli e delle faccende domestiche si occupano entrambi, anche se il maggior carico di lavoro resta sulle spalle femminili.

Questa omologazione culturale, che tende a cancellare le differenze sessuali sotto ogni profilo, però, ha dimostrato di essere problematica, ed incapace di eliminare i principali problemi derivanti dalla distinzione sessuale, come lo stupro.
Grazie al vecchio sistema educativo l’identità maschile e femminile, ed i ruoli assegnati, erano da subito chiari ed inequivocabili. Maschi e femmine adolescenti erano da subito consapevoli del loro destino. Oggi non più, e questa magnifica libertà ha sconvolto le identità, lasciato indeterminati i confini tra i diversi ruoli, creato spazi di conflitto che prima non esistevano, solo perché condizionati da ruoli rigidi ed indiscutibili.
Oggi non esiste più il CAPOFAMIGLIA, il padre padrone da cui dipende il destino della piccola comunità umana che a lui fa capo e da cui dipende. Ottima cosa, ma il vuoto che lascia è stato colmato? Se si, da cosa?

E le donne “emancipate” di oggi sono davvero libere da quella condizione femminile subalterna al maschio da cui hanno voluto liberarsi? No, non lo sono, anzi, le cose sono persino peggiorate. Cosa intendo dire:
La condizione femminile è sempre stata predeterminata dall’aspetto fisico.
I maschi umani, diversamente dagli altri mammiferi, non sono attratti dall’odore della femmina, ma dalle sue fattezze, dai suoi atteggiamenti, dal suo abbigliamento, da un insieme di elementi che la femmina raccoglie in se per stimolare il desiderio maschile, ai fini dell’accoppiamento. E questo ha l’obiettivo di essere stabile e duraturo, perché l’allevamento dei figli richiede anni, non mesi come negli altri mammiferi.

Il maschio umano, al contrario, come per tutti gli altri mammiferi, cerca di accoppiarsi con tutte le femmine che trova attraenti, ed è riluttante a legarsi ad una sola di esse, anche se poi lo fa. Non entro in dettagli circa i diversi stimoli biologici di maschi e femmine, stimoli radicalmente diversi, sotto il profilo fisico e psicologico.
Una sola precisazione, purtroppo: lo stimolo maschile è prepotente, aggressivo, in qualche modo violento. Quello femminile no: funziona all’opposto.

Da qui allo stupro il passo è breve, per soggetti maschili psicologicamente instabili, incapaci di controllare razionalmente le proprie pulsioni.
Ciò di cui le donne non tengono assolutamente conto è che qualsiasi maschio è un potenziale stupratore, in funzione delle condizioni fisiche e psicologiche in cui si trova, magari condizionato dall’uso di alcolici, stupefacenti o anche da particolari condizioni psichiche temporanee, o persistenti.
Se le donne avessero consapevolezza di questo, e provassero a vedere tutti i maschi che incrociano per strada come feroci tigri che potrebbero aggredirle, forse certi comportamenti femminili finirebbero col dissolversi.
La cultura musulmana appare molto consapevole di questa condizione, tanto da aver voluto segregare le sue donne sotto abiti neri, velando persino il volto. Una follia, ma una follia che nasce da una consapevolezza della condizione dei due sessi.

In occidente, invece, libere da una analoga cultura bigotta ed oppressiva di stampo cristiano integralista, le donne hanno lasciato espandere al massimo la manifestazione pubblica della loro femminilità, obbedendo ad un istinto primario, che è quello di attrarre i maschi per poi scegliere quello con cui accoppiarsi. Questa ostentazione, che è ormai invasiva, dalle strade ai Media, alla pubblicità, ecc, espone le donne alle attenzioni di maschi di ogni specie, e vorrei dire di ogni risma, sollecitando le loro pulsioni che, talvolta, possono essere incontrollate ed incontrollabili, violente, sino allo stupro, sino all’omicidio.
Ed anche gli omicidi di donne, così frequenti, purtroppo, in ambito familiare, rispondono ai medesimi comandamenti primordiali dei maschi, che POSSIEDONO il soggetto femminile, non più essere umano libero ed indipendente, ma strumento del loro piacere, un oggetto a cui la libertà di scelta viene negata, con la morte come unica scelta alternativa: o con me o con nessuno.no

Il femminismo intese liberarsi dello stereotipo di “donna oggetto”, ma in questo ha fallito miseramente. Il femminile odierno è ancor più oggettivato di quanto non lo fosse in passato, ed alle femmine sta bene cos’, questo è il punto, perché è una condizione CHE RENDE SOLDI, anche MOLTI soldi, facilitando percorsi di carriera, oppure attraverso matrimoni milionari, o individualmente, sfruttando, chi ci riesce, il valore mediatico dell’immagine femminile che supera la soglia del successo, assumendo la doppia veste di DONNA-OGGETTO del desiderio di massa, e di DONNA INDIPENDENTE quanto lo consente la condizione economica.

Nel nostro mondo TUTTO ruota attorno al femminile ed ai soldi.
Qualsiasi altro valore è secondario, se non superfluo. I soldi servono ai maschi per avere accesso alle donne più belle, ed alle donne serve essere belle per avere accesso ai maschi più facoltosi. A cosa ti servirebbero i soldi in un pianeta senza femmine?

Questa la condizione estrema del femminile nella società occidentale.
E quella comune, invece?
Risente dello spettacolo quotidiano che le si presenta di fronte, ma poi viene la vita reale, quella della gente comune, che non appartiene al mondo patinato.
Qui i ruoli sono più assimilabili a quelli tradizionali, ma anche il mondo della gente comune non è esente dalle influenze esterne, specialmente i più giovani, che seguono acriticamente i modelli di vita che vengono quotidianamente proposti, e nasce il conflitto, ma non sempre, con i genitori che magari vengono da una generazione meno manipolata.
La struttura familiare odierna è FRAGILE, incapace di offrire stimoli educativi ai figli, perché essa stessa smarrita in un mondo privo di altri riferimenti che non siano quelli dei mondi irraggiungibili ai più. Due coniugi che lavorano entrambi, altrimenti non si arriva a nessuna fine del mese, ciascuno con le proprie necessità ed ambizioni professionali, con il poco tempo che resta per le altre indispensabili incombenze della vita, legate ai figli, se ci sono, ma anche al banale quotidiano, alimentazione, casa, salute, tempo libero, ecc.
E spesso il marito non trova nella moglie ciò di cui avrebbe bisogno, né lei trova nel marito le cose di cui lei avrebbe bisogno, mentre incontra la riluttanza di questo a farsi carico delle incombenze tradizionalmente a lei assegnate.
Due disadattati che convivono come possono, come sanno, e le conseguenze sono visibili.

Forse, o senza forse, il nostro mondo andrebbe ripensato per intero, senza ritornare ai tempi bui, ma abbandonando un sistema di valori fondato sui consumi che ha completamente trasformato il modo di vivere di ciascuno, allontanandolo dalla sua umanità, trasformandolo in uno strumento funzionale ad un insieme più grande e complesso, che produce cose, e che se smettesse di produrre crollerebbe, trascinando tutti noi nel baratro, ma non può neppure sopravvivere così all’infinito, a mentre sopravvive distrugge gli esseri umani per la vita dei quali è stato posto in essere.

Ing. Franco Puglia
18 ottobre 2023









LO DICONO AUTOREVOLI SCIENZIATI; LA POLITICA NON SI FA DELLE DOMANDE?

AS CAREER PHYSICISTS, SCIENCE DEMONSTRATES THERE IS NO CLIMATE RELATED RISK CAUSED BY FOSSIL FUELS AND CO2, THUS NO SCIENTIFIC BASIS FOR THE PROPOSED RULE, AND, IF ADOPTED, DISASTROUS CONSEQUENCES FOR PEOPLE WORLDWIDE AND THE U. S. BECAUSE IT WOULD REDUCE CO2 AND THE USE OF FOSSIL FUELS.

Tutti i dettagli, con le credenziali degli scienziati, su : https://drive.google.com/file/d/106wBA7Syf-pz_StA86QVHb1V-12jZdfa/view?usp=share_link

I relatori sono estremamente autorevoli sotto il profilo scientifico.
Se queste cose le sostengo io, chi la pensa diversamente può anche snobbarmi come un incompetente, cosa che non sono, pur senza vantare titoli accademici.
Ma se nel mondo della scienza numerosi personaggi di analoga autorevolezza sono in completo disaccordo, su che basi può la politica, scientificamente ignorante, decidere a favore dell’una o dell’altra tesi?
Nel dubbio astieniti, dice l’antica saggezza popolare di sempre. Nel dubbio, non stravolgi la vita della gente in Europa e/o nel mondo per condurre una battaglia insensata contro un gas, la CO2, IN ASSENZA DEL QUALE NON ESISTEREBBE VITA SUL PIANETA !!!

Quando esistono PROVE SCIENTIFICHE di qualcosa, se sono PROVE, debbono essere inconfutabili, altrimenti sono TESI, non prove. Per condannare a morte un presunto assassino devi PROVARE AL DI LA DI OGNI RAGIONEVOLE DUBBIO che l’imputato abbia commesso il delitto, altrimenti lo assolvi.

Non solo: visto che, comunque, quali che siano le cause, è certamente vero che ci siano cambiamenti climatici in corso, come ci sono sempre stati da quando esiste il pianeta, e visto che contrastare le intemperanze climatiche non fa schifo a nessuno, FACCIAMO PROGRAMMI DI RIFORESTAZIONE MASSICCIA SUL PIANETA, prima ancora di pensare alle FONTI DI ENERGIA RINNOVABILE, utili per motivi diversi. La vegetazione mitiga il clima, riduce la temperatura ambiente, combatte la desertificazione ed assorbe CO2 dall’atmosfera, per accontentare chi teme che sia questa la causa dei mutamenti climatici.

Concentriamoci sulla riforestazione, non sulle auto elettriche. Energie alternative solo se aiutano a spendere meno nei costi energetici, non il contrario, e se aiutano ad essere più autonomi sotto questo profilo. Non si tratta di spedire a rottame le nuove tecnologie, ma di ricollocarle nell’ambito di una SOSTENIBILITA’ DELLA RAGIONE, che ben diversa dalla sostenibilità ideologica.

Ing. Franco Puglia
30 maggio 2023

Comment and Declaration
Thank you for the opportunity to comment on the proposed SEC requiring disclosures of climate related risk caused by fossil fuels and CO2. We are career physicists who have specialized in radiation physics and dynamic heat transfer for decades.
In our opinion, science demonstrates that there is no climate related risk caused by fossil fuels and CO2 and no climate emergency.
Further, nowhere in the more than 500 pages of the proposed rule is there any reliable scientific evidence that there exists a climate related risk. None. It refers to the International Panel on Climate Change (“IPCC”), the Task Force on Climate-Related Financial Disclosures (“TCFD”) and other outside groups, but never provides any reliable scientific evidence that supports the rule. The science is just assumed. Therefore, there is no reliable scientific basis for the proposed SEC rule.
Further, contrary to what is commonly reported, CO2 is essential to life on earth.
Without CO2, there would be no photosynthesis, and thus no plant food and not enough oxygen to breathe.
Moreover, without fossil fuels there will be no low-cost energy worldwide and less CO2 for photosynthesis making food. Eliminating fossil fuels and reducing CO2 emissions will be disastrous for the poor, people worldwide, future generations and the country.
Finally, the cost of the proposed rule is enormous and would have no public benefit.
It would increase the reporting burden to companies $6.4 billion, which is 64% more than the $3.9 billion all SEC reporting requirements have cost companies from its beginning in 1934. Id., 87 Fed. Reg., p. 21461.
Thus, the rule must not be adopted or, if adopted, ruled invalid by the courts.

Here’s the science why.
RELIABLE SCIENTIFIC THEORIES COME FROM VALIDATING THEORETICAL PREDICTIONS WITH OBSERVATIONS, NOT CONSENSUS, PEER REVIEW, GOVERNMENT OPINION OR MANIPULATED DATA

Scientific knowledge is determined by scientific method. Prof. Richard Feynman, a
Nobel Laureate in Physics, provided an incisive definition of scientific method:
“[W]e compare the result of [a theory’s] computation to nature, … compare it directly
with observations, to see if it works. If it disagrees with experiment it is wrong. In that
simple statement is the key to science.” The Character of Physical Law (1965), p. 150.
Agreement with observations is the measure of scientific truth. Scientific progress
proceeds by the interplay of theory and observation.
Theory explains observations and makes predictions of what will be observed in the future. Observations anchor understanding and weed out the theories that don’t work.
This has been the scientific method for more than three hundred years.
However, scientific knowledge is not determined by:

Consensus. What is correct in science is not determined by consensus. but by experiment and observations. Historically, scientific consensuses have often turned out to be wrong.
The greatest scientists in history are great precisely because they broke with consensus.
The frequent assertion that there is a consensus behind the idea that there is an impending
disaster from climate change is not how the validity of science is determined to quote the
profoundly true observation of Michael Crichton:
“If it’s consensus, it isn’t science. If it is science, it isn’t consensus.”

Government Opinion. Nobel physicist Richard Feynman put it clearly:
“No government has the right to decide on the truth of scientific principles.”
The Meaning of It All (1998), p. 57.
The importance of scientific principles that government does not determine science was chillingly underscored when Stalin made Trofim Lysenko the czar of Russian biology.
False biology prevailed for 40 years in the Soviet Union because Lysenko gained dictatorial control, providing one of the most thoroughly documented and horrifying examples of the politicization of science. Lysenko was strongly supported by “scientists” who benefitted from his patronage. Millions died as a result. To highlight the dangers of government-dictated science, government-dictated science is referred to here at times as “Lysenko science.”
Peer Review. Peer review can be helpful in many areas of science, but it does not determine scientific validity. Agreement of theoretical predictions with observation or experiment, “the scientific method,” is the real touchstone of truth in science.
In our decades of personal experience in the field we have been dismayed that many distinguished scientific journals now have editorial boards that further the agenda of climate-change alarmism rather than objective science.
Research papers with scientific findings contrary to the dogma of climate calamity are rejected by reviewers, many of whom fear that their research funding will be cut if any doubt is cast on the coming climate catastrophe.
Journal editors have been fired for publishing papers that go against the party line of the climate-alarm establishment.
Alas, peer review of the climate literature is a joke. It is pal review, not peer review.
The present situation violates the ancient principle :
“no man shall be a judge in his own cause.”
Accordingly, all peer reviewed climate publications need to be viewed with skepticism.
Some are right, but many have serious problems with confirmation bias.
Manipulated and Omitted Unfavorable Observations.
Since theories are tested with observations, fabricating and omitting unfavorable facts to make a theory work is an egregious violation of scientific method.
Richard Feynman stated this fundamental principal of scientific method:
“If you’re doing an experiment, you should report everything that you think might make it invalid – not only what you think is right about it.…
Details that could throw doubt on your interpretation must be given, if you know them.” 1974 Caltech commencement address, Surely You’re Joking, Mr. Feynman! (1985), p. 311-12
U.S. Supreme Court on Science. The U.S. Supreme Court has adopted essentially the
same view of science, starting in 1993 with its landmark Daubert decision