SCIENZA, ANTISCIENZA E FANTASCIENZA.

La SCIENZA è una parola, manipolabile come ogni altra parola, ed attribuibile anche a ciò che scienza non è. E gli SCIENZIATI chi sono? Un professore universitario è necessariamente uno SCIENZIATO? E un industriale, o un fisico o un chimico che lavorano nell’industria con incarichi scientifici di alto livello, sono SCIENZIATI oppure no?
La vulgata mediatica attribuisce questa qualifica a ricercatori e professori universitari.
Alcuni tra loro sono, effettivamente, degli SCIENZIATI. Ma non tutti …
Molti professori universitari fanno carriera in ambito universitario, senza avere mai sfiorato un diverso ambiente di lavoro: studiano sui libri dell’università, si laureano, restano in quell’ambito come precari, prima, facendo gli sgobboni per qualche docente, e poi, poco alla volta riescono a raggiungere il loro scranno. Ma insegnare quello che leggi sui libri non significa essere SCIENZIATI ! Alcuni fanno anche ricerca, ma non tutti, forse una minoranza. E talvolta parrebbe che certi professori abbiano imparato a memoria quello che hanno letto e lo ripetano ai loro studenti, ma senza aver capito veramente quello che hanno letto.

Mi viene in mente la meccanica quantistica: in estrema sintesi questa dice che gli atomi possono passare da uno stato energetico all’altro soltanto per quantità discrete, non in continuo. E’ VERO, ma è FALSO allo stesso tempo. Io mi guardo bene dal confutare la meccanica quantistica, ce tutte le sue LEGGI, che ho studiato all’università, io, però, al contrario di tanti altri, studiavo per CAPIRE, non per imparare a memoria e ripetere.
Si, questo sistema non mi ha portato ad una laurea con 100 e lode, ma ha aperto la mia mente, più di quanto già non fosse per mia fortuna biologica.

Quando un atomo viene eccitato da energia incidente, i suoi elettroni più energetici, quelli situati sulla corona elettronica periferica, secondo il desueto modello atomico di Bohr, possono passare al livello energetico superiore, se già non lo occupano, solo e soltanto se ricevono una ben precisa quantità di energia, tipica di quell’atomo. Se la riceve l’elettrone più periferico, questo si distacca dall’atomo, e si crea uno ione positivo. Questa descrizione è ineccepibile e spero inconfutabile, ma..
Ma su queste basi moti “scienziati” immaginano che una radiazione elettromagnetica che non sia idonea a trasferire quella precisa quantità di energia all’elettrone non sia in grado di interagire con l’atomo, e che quindi lo attraversi senza colpo ferire, in assoluta trasparenza.
Ma non è così, perché NON PUO’ essere così.

Noi conosciamo gli elettroni attraverso le loro manifestazioni fisiche palesi (elettricità) ed attraverso le tracce che questi lasciano negli strumenti complessi destinati al tracciamento delle particelle sub atomiche. Del loro comportamento all’interno dell’atomo non sappiamo nulla, ed il noto principio di indeterminazione di Heisenberg è un modo per affermare questo. Lo stato energetico delle particelle è determinato dalla loro velocità; in pratica una particella FERMA quasi cessa di esistere, perché l’energia che le caratterizza è energia cinetica. Nessuno ha mai osservato in un sincrotrone una particella subnucleare FERMA ! Ora, come fa un elettrone atomico a passare dallo stato energetico 1 allo stato 2 in maniera quantica ? Perché se non passa attraverso una fase di accelerazione ed aumento della sua velocità non può raggiungere lo stato 2, a meno di non farlo in tempo ZERO !
Quindi la transizione energetica determinata dalla radiazione incidente dovrebbe avere luogo ad una velocità INFINITA, altro che velocità della luce …

No, non è così, non può esserlo: gli stati energetici dei singoli elettroni di un atomo sono distanziati tra loro da quel quanto caratteristico di energia, ma se l’atomo riceve energia possono accelerare, aumentare la loro energia cinetica, pur senza averne abbastanza per effettuare il salto quantico. In altri termini: la materia NON è mai TRASPARENTE all’energia incidente. L’energia radiante, come l’energia termica trasmessa per conduzione, viene sempre assorbita, se c’è collisione fisica, cioè se se il campo di energia della radiazione o della materia incidente interferisce con quello della materia bersaglio. I cambiamenti di stato “visibili” del bersaglio, però, hanno luogo per salti quantici.
Per visibili intendo visibili in termini strumentali avanzati.

Se guardiamo un qualsiasi spettro di assorbimento di energia radiante, di una qualsiasi molecola, notiamo come questo si presenti come una curva con uno o più picchi di assorbimento di radiazioni a frequenze diverse, che coincidono con le frequenze alle quali lo stato energetico della radiazione coincide con il quanto di energia capace di produrre nel bersaglio un cambiamento di stato energetico “visibile”. Questi picchi di assorbimento vengono anche chiamate RIGHE di assorbimento a determinate frequenze.
Ma l’assorbimento esiste anche attorno alle righe, per le radiazioni a frequenza maggiore o minore. Le “righe” indicano una frequenza alla quale l’atomo è particolarmente sensibile, tanto da produrre un immediato salto quantico (che non vuol dire tempo ZERO !) , una sorta di “frequenza di risonanza”.

Tutto questo discorso sui salti quantici per dire cosa? Che quello che leggi su un libro di Fisica, o altro, può essere VERO (si spera che lo sia, ed in passato lo era, ma oggi …) ma c’è dell’altro che NON leggi, che è sottointeso, che emerge soltanto dalla tua comprensione dei fenomeni che stati studiando. Ci sono molti sottointesi anche in campo scientifico, cose date per scontate, che non ripeti mille volte. Per descrivere l’energia che un salto idraulico può sviluppare non devo sottolineare che questo è subordinato all’esistenza della forza di gravità !!! Ma con qualcuno, forse, andrebbe fatto …
La Scienza significa anche largo impiego della matematica, uno strumento insostituibile.
Ma attenzione: è solo uno strumento; 2 + 2 in assenza di oggetti non significa nulla.
E tutte le formulazioni matematiche sono subordinate a CONDIZIONI di validità, ipotesi, postulati, campo di applicazione, ecc. In loro assenza la formula matematica è priva di significato. Il problema è che ipotesi e postulati sono SOGGETTIVI, a meno di non essere determinati da condizioni sperimentali inconfutabili. La forza di gravità terrestre è un postulato, e direi che è attendibile quanto basta; ma tanti altri …

Questi ed altri punti deboli della SCIENZA e degli scienziati fanno si che sia molto difficile la comprensione di quanto viene proposto in ambito scientifico, soprattutto da chi non dispone di una competenza scientifica sufficiente, ma anche in ambito scientifico il dibattito è spesso molto articolato, tanto che molti preferiscono produrre formulazioni alternative, piuttosto che confutare quelle dei colleghi, dando la stura ad ulteriori dibattiti. Un gioco che alimenta la Scienza, con il confronto, e poi ciascuno crede a quel che vuole. Quando, però, le conclusioni di una FAZIONE scientifica hanno la pretesa di imporre diversi modelli di vita ai popoli, con l’appoggio di interessi economici e politici, allora siamo caduti nelle pericolose conseguenze di una ANTI-SCIENZA , che non è più scienza ma faziosità ideologica, sostenuta da interessi personali.

Se questo non accade, ma si resta nell’ambito speculativo e del confronto tra addetti ai lavori su temi lontani dal mondo reale in cui viviamo, allora si può sconfinare nella FANTASCIENZA, ma questa non fa male a nessuno, sin che resta dentro i suoi confini, dentro un VASO DI PANDORA da non scoperchiare mai.

Ing. Franco Puglia

Milano, 12 novembre 2024

LE PROVE A DISCARICO DELLA CO2 NEL PROCESSO CLIMATICO

Le intemperanze del clima planetario sono state attribuite all’impatto delle attività umane sul clima del pianeta, un impatto che sarebbe determinato dalla presenza crescente di anidride carbonica in atmosfera, a seguito dell’impiego di combustibili fossili.
Questa TEORIA ha mosso l’economia e la politica a livello internazionale, determinando scelte difficili quanto improvvide nel mondo occidentale, che mascherano convincimenti ideologici di vecchia data. Questo articolo, con i suoi approfondimenti, ha lo scopo di DIMOSTRARE AL DI LA DI OGNI RAGIONEVOLE DUBBIO che l’imputato, la CO2, è innocente a tutti gli effetti, per non essere in grado di commettere il fatto. Quindi la lotta contro le emissioni antropiche di CO2 è destituita di ogni fondamento.

1. LA PROVA QUANTITATIVA

La CO2 è troppo poca in atmosfera per avere effetti di rilievo, quali che possano essere le sue specifiche caratteristiche.

Estremizzando, cioè assumendo che SOLO la CO2 sia in grado di assorbire calore in atmosfera dalle fonti note (Sole e superficie planetaria) resta vero che TUTTA l’aria della troposfera si riscalda ad una qualsiasi temperatura. Assumiamo che la CO2 pesi per l’1% in atmosfera, non lo 0,04%. Azoto ed ossigeno dovrebbero assorbire tutto il calore dalla sola CO2 portandosi tutti alla stessa temperatura. Per aumentare la loro temperatura di 1°C su 100 Kg di aria Ossigeno ed Azoto richiedono circa 6 + 19 = 25 Cal. Ma la massa della CO2, per assorbire tutte queste calorie col suo calore specifico di 0,2 Cal/Kg dovrebbe essere 125 volte superiore (25 / 0,2), cosa impossibile, oppure il suo contributo termico sarebbe inferiore, riuscendo a riscaldare Ossigeno ed Azoto in proporzione inversa: 0,2 / 25 = 0.008 x 1°C = + 8 millesimi di grado, cioè niente.
Approfondimenti su: https://drive.google.com/file/d/1BamNDamwqKqeKhkzaUfh4Kd3lhUBMYMg/view?usp=sharing

2. LA PROVA QUALITATIVA

La CO2 viene imputata di essere un “gas serra” perché assorbirebbe calore sotto forma infrarossa dalla superficie terrestre, che lo riflette verso l’atmosfera. Questa caratteristica dipende, secondo la teoria, dal fatto che presenta una banda di assorbimento IR molto pronunciata attorno ai 15 µn di lunghezza d’onda, e secondo la teoria questa lunghezza d’onda ricade nello spettro di emissione IR della superficie planetaria. Bene: il pianeta presenta un campo di temperature che varia da -50°C a +50°C, con rare eccezioni oltre questi limiti. La materia, in questo campo di temperatura, emette calore sotto forma IR in un campo di lunghezza d’onda compreso tra 13 µn e 8,9 µn. Si assume che globalmente il pianeta emetta IR attorno a 10 µn. Secondo la legge di Wien, la temperatura di emissione planetaria per irradiare attorno a 15 µn coinvolgendo in particolare la CO2 dovrebbe essere di -80°C. Quindi …..
Approfondimenti su:
https://drive.google.com/file/d/1GNs6-tchulPKCwGYPAGg-qqAtmoupYXS/view?usp=sharing

3. LA VIOLAZIONE DELLE LEGGI DELLA TERMODINAMICA

L’effetto serra viene interpretato in forma ingannevole, come se la CO2 formasse una coperta calda sopra il pianeta. In concreto, il calore, in qualsiasi forma, si trasmette solo e soltanto da un corpo più caldo ad uno meno caldo, sino a raggiungere l’equilibrio delle temperature. L’inverso non esiste. La temperatura atmosferica, salvo alcuni casi localizzati di inversione termica, decresce con l’altitudine, e quindi mentre la superficie planetaria può riscaldare la troposfera e questa può riscaldare la stratosfera, l’opposto viola le leggi della Fisica. La composizione atmosferica può soltanto rallentare più o meno il raffreddamento della superficie del pianeta, mentre il sole può riscaldare l’atmosfera, perché è energia che proviene da una fonte esterna molto più calda dell’atmosfera. Le “serre” hanno un tetto che impedisce al calore di superarle; la loro atmosfera è “chiusa”. L’atmosfera terrestre non ha alcun tetto, è aperta e perde calore verso lo spazio. Il suo ruolo è quello di un breve volano termico, che assorbe calore durante il giorno e lo perde di notte.
Un immaginario strato atmosferico di CO2 surriscaldata potrebbe soltanto perdere il suo calore verso lo spazio, mai verso terra, perché la sua temperatura sarebbe comunque molto più bassa di quella al suolo. Quindi basta parlare di gas “serra”, e di effetti assimilabili alle vere serre.
Approfondimenti su:
https://drive.google.com/file/d/1KK2qO18i0K2Sw4H3y1R11ExkN1nz69c6/view?usp=drive_link

4. IL CONTRIBUTO ANTROPICO E’ POCO SIGNIFICATIVO

Il calore NON ha una carta di identità. Quale che sia la fonte, solare, planetaria naturale o antropica, si trasferisce alla materia circostante, il suolo, le acque e l’aria. L’aria si riscalda, ed a sua volta cede agli strati superiori ed allo spazio esterno il calore che riceve, raffreddandosi progressivamente con la quota. Il Sole scarica sul pianeta su base annua circa 5.548.000 Twh di energia.
La cifra è stata calcolata in base ad alcuni dati ed ipotesi: ipotesi diverse possono portare a numeri diversi, ma non di molto; l’ordine di grandezza è quello. La quantità di energia termica prodotta dalle attività umane su base annua, secondo miei calcoli MOLTO pessimistici ammonta a circa 187.000 Twh, ma secondo altre fonti potrebbe essere molto meno, circa 130.000 Twh o 153.000 Twh.
Tutta questa energia riscalda il pianeta e l’atmosfera, DIRETTAMENTE, e prescinde dalla natura dei gas atmosferici e della superficie terrestre: lo cede, e basta. Nella mia ipotesi pessimistica il contributo antropico rappresenta il 3,37% del contributo solare. Secondo i contributi antropici stimati da altre fonti scenderemmo al 2,34% o 2,75%.
Approfondimenti su:
https://drive.google.com/file/d/1E0GmYxLKQRGLOFXyoXOqWsOZC8rI1dW6/view?usp=sharing

QUANTO CAMBIA LA TEMPERATURA DEL PIANETA SE RICEVE PIU’ CALORE?

Secondo una ipotesi di variazione secolare della costante solare in grado di riconciliare i dati sperimentali a terra dello Smithsonian APO (1923-1954) e i dati satellitari (1975-2005), il suo valore massimo moderno è di 1366 W/m² e il minimo, in corrispondenza del minimo di Maunder (1645-1715) è di 1349 W/m². Questa variazione genererebbe un aumento della temperatura della Terra di +1,5 °C, determinato per mezzo di un modello paleo-climatico.
Una variazione dell’1,26%. La temperatura media planetaria, per quel niente che significa, è attorno a +15°C.
Un aumento della costante solare dell’1,26% significherebbe un incremento di 69.905 TWh. (5.548.000 TWh x 0,0126 = 69.905 TWh). Se questo importo energetico fosse invece dovuto a cause antropiche, significherebbe un aumento del 37,38% della nostra immissione di energia, secondo le mie ipotesi di consumo energetico mondiale, e del 53,77% o 45,69% secondo altre fonti.
Quindi, se il nostro consumo di energia aumentasse in tal misura, in teoria la temperatura media planetaria potrebbe salire di +1,5°C. Infatti il pianeta non sa da dove arrivi il calore, se dal sole o da attività umane. Un tale aumento di temperatura media, rapportato alla maggiore immissione di energia, significherebbe 0,00002146 °C/TWh, 21,46×10-6 °C/TWh, 21,46 µ°C/TWh …una inezia …

Tutto questo è preoccupante?

Ing. Franco Puglia

29 maggio 2024

https://drive.google.com/file/d/1jf99i55XyI04d88pb_tnuGGwKaR7p8fL/view?usp=sharing