CREDITO PER LO SVILUPPO E CREDITO STERILE

Un utile “focus” di Sofia Felici di I.B.L. che mette in evidenza come i soldi non siano, da soli, creatori di sviluppo, cioè di ricchezza “sana”, viva, suscettibile di moltiplicarsi in un processo di crescita.
http://www.brunoleonimedia.it/public/Focus/IBL_Focus_348-Felici.pdf?http://www.brunoleoni.it/?utm_source=newsletter

La politica internazionale, ed europea specificamente, quella che ci interessa più da vicino, ha fatto un ricorso selvaggio a politiche monetarie volte ad aumentare la liquidità nei sistemi economici con costi del denaro progressivamente decrescenti, sino ad azzerarsi, sino a diventare negativi.
Con che risultati? Modesti, a dir tanto. Questo per due ordini di motivi:
1. La liquidità non è defluita verso il sistema delle imprese, ma verso la spesa pubblica e gli impieghi finanziari, ed è venuta a mancare una tipica leva di politica monetaria determinata dall’azzeramento del costo del denaro, penalizzando gli impieghi del risparmio e quindi le fonti sane di finanziamento.
2. I flussi finanziari non hanno alimentato canali economici capaci di sostenere imprese innovative e nuovi consumi, innescando un processo virtuoso di domanda – offerta in inseguimento. Inoltre l’innovazione che è stata messa in campo ha un carattere forzoso, anche nell’ambito dei finanziamenti europei del “recovery plan”, o comunque lo si voglia chiamare, perché fondata su scelte ideologiche (lo sviluppo “green”) e non sullo stimolo e sulla soddisfazione di bisogni vecchi e nuovi.

Il mondo dell’automotive si è buttato a capofitto sulle motorizzazioni elettriche o ibride, dando soddisfazione ad una minoranza ecologista dell’Europa e costringendo i consumatori ad un rinnovamento del parco auto in maniera forzosa più che per un bisogno espresso, ed il tutto sotto la pressione delle politiche di limitazione della circolazione.
Stessa cosa per il settore delle costruzioni e della termotecnica, con le pressioni verso le tecnologie del risparmio energetico a tutti i costi, ovunque e comunque.
Questo stimolo allo sviluppo economico è molto settoriale, con effetti di trascinamento anche importanti, ma che poggiano su fragili basi d’argilla, come tutto l’impianto ideologico sui cambiamenti climatici, destinato a naufragare nel giro di alcuni anni.

La politica ha più familiarità con il mondo della finanza che con quello dell’economia reale, e pensa sempre di poter manovrare l’economia reale con gli strumenti della finanza, attraverso le banche centrali, e quelle private, come attraverso la spesa pubblica e la fiscalità e l’indebitamento cha la sostengono.
Ma non funziona, non ha mai funzionato e mai funzionerà, se non pro tempore, come l’ossigeno ad un moribondo, in assenza di elementi strutturali di crescita economica indipendenti dalla disponibilità finanziaria, pur necessaria, ma elemento complementare, non elemento di base di una qualsiasi crescita economica stabile.

Ing. Franco Puglia
30 luglio 2021

IL CLIMA, TRA I PROBLEMI EPOCALI DELL’UMANITA’

Cambiamenti epocali

Ed anche quest’anno i fenomeni atmosferici devastanti si impongono alla nostra attenzione, mettendo spesso in secondo piano i problemi sanitari da Covid. I climatologi ci sguazzano, perché vengono consultati e sollecitati (a pagamento) per produrre nuovi studi, proposte di soluzione e quant’altro, a fronte di una problema che mette in ginocchio alcuni territori ed abbatte la qualità della vita in molti altri. Naturalmente non possono smentirsi, e quindi non gli resta che continuare la danza attorno al totem della CO2, il gas serra “malefico”, responsabile di tutti i nostri problemi (chissà, magari anche del Covid …) . E quando si occupano del Brasile e della deforestazione massiccia non dicono che deforestare significa trasformare in massa tanta energia solare, quindi calore; no, dicono che significa solo assorbire meno CO2 (che è anche vero) e quindi lasciare in atmosfera una maggiore quantità del famigerato gas letale.

Ed i tanti “green fans” in stile Greta non si rendono contro del fatto che catturare energia solare con i loro beneamati pannelli fotovoltaici significa trattenere più calore solare sul pianeta, invece di restituirlo allo spazio cosmico. La realtà, IL VERO, sono scomodi da digerire: come si fa a dire a 7,7 miliardi di umani che debbono far crollare i loro consumi energetici, quale che sia la fonte, che debbono far crollare la natalità, specie nei paesi sottosviluppati e più popolati, che debbono riforestare il pianeta ovunque, combattendo la desertificazione?

La verità è intollerabile perché ingestibile, mentre combattere la CO2 di fonte petrolifera o carbonifera è un ottimo affare per molti interessi in campo, salvo per chi campa sull’estrazione dei prodotti petroliferi. Così pagano i più sfortunati, quelli che si beccano gli incendi, o le inondazioni, mentre il meccanismo di sviluppo prosegue indisturbato e, anzi, qualcuno si arricchisce anche grazie alla ricostruzione di quanto viene devastato.

DOMANDE SEMPLICI SUL CLIMA : RISPOSTE SEMPLICI

Domanda: E’ vero che circa il 70% del calore ricevuto dal sole viene disperso verso lo spazio e che la terra ne trattiene quindi circa il 30%, riscaldando i suoli, le acque e l’atmosfera ?
Risposta: Si, è vero.

Domanda: E’ vero che, ragionevolmente, queste percentuali sono applicabili anche a qualsiasi altra fonte di calore di origine antropica?
Risposta: Si, è vero.

Domanda: I pannelli solari catturano energia solare e la convertono in energia elettrica. E’ vero che, alla fine di tutti i processi che la impiegano tale energia elettrica viene trasformata al 100% in calore che riscalda i suoli, le acque e l’atmosfera?
Risposta: Si, è vero.

Domanda: E’ quindi vero che se sostituiamo un kwh di energia termica prodotto da combustione fossile con un kwh di energia elettrica prodotto da pannelli solari il contributo termico di origine antropica al pianeta non cambia?
Risposta: Si, è vero.

Domanda: Non è forse vero che per ridurre il surriscaldamento planetario dovremmo, quindi, ridurre il calore di origine antropica trasmesso al pianeta, quale che ne sia la fonte?
Risposta: Si, è vero.

Domanda: Non è forse vero che le cose andrebbero meglio se riuscissimo a trasformare in massa il calore in eccesso, che sia di fonte solare o antropica?
Risposta: Si, è vero.

Domanda: Non è forse vero che sul pianeta il solo meccanismo naturale conosciuto che trasforma il calore in massa è il metabolismo del mondo vegetale, attraverso l’assorbimento e conversione di energia solare?
Risposta: Si, è vero.

Domanda: Non è forse vero che il mondo vegetale, per trasformare in massa l’energia solare che assorbe, ha bisogno di CARBONIO, e che il solo modo di cui dispone per assumerlo è in forma gassosa, assorbendo CO2 dall’atmosfera?
Risposta: Si, è vero.

Domanda: E allora come facciamo ad abbattere il calore in eccesso circolante sul pianeta se cerchiamo di ridurre la già scarsa concentrazione di atmosferica di CO2? Non è forse vero che abbiamo bisogno di una riforestazione planetaria massiccia, combattendo la desertificazione, e questo può addirittura richiedere l’aumento della disponibilità atmosferica di CO2?
Risposta: Nessuna risposta ……