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Informazioni su Ing. Franco Puglia

Ingegnere elettronico, imprenditore in pensione, ex dirigente locale di FARE per fermare il declino, oggi free lance e promotore di una politica ALTERNATIVA.

IL DISFACIMENTO DELLA SINISTRA ITALIANA

La crisi del PD e del M5S mostrano come la sinistra politica italiana sia in avanzato stato di decomposizione. La destra, dopo lo sfaldamento di Forza Italia negli anni scorsi, appare più stabile, anche se divisa tra tre formazioni politiche non sovrapponibili, e brilla per la sua assenza la solita area liberale.

Chi ragiona a destra potrebbe rallegrarsi della dissoluzione della sinistra, che tanti danni ha prodotto nel nostro paese. Io me ne rallegro solo in parte, perché la destra italiana non offre tutte le risposte e non esprime quella DESTRA LIBERAL DEMOCRATICA che si sposa col mio pensiero politico e, a mio avviso, con le necessità di un paese europeo moderno.
Avere una sinistra politica MODERNA ed aggiornata con i tempi non sarebbe un fatto negativo, perché farebbe da contraltare, e da stimolo, ad una destra ancorata a sistemi ideologici spesso inadeguati alla realtà del nostro tempo.
Ma cosa può, o deve essere, una sinistra moderna oggi?

In buona misura chi si è sin qui riconosciuto o ha aderito al PD o a M5S si è allontanato dal marxismo e dal comunismo vecchia maniera. In taluni, nei più anziani, ma non solo, si percepisce ancora quel retroterra culturale, che ha una sua ragion d’essere, perché se è vero che la “classe operaia” è ormai in Paradiso (o forse all’inferno) è pur vero che vasti strati della popolazione, non solo italiana, versano in condizioni di disagio, economico e culturale, e quindi hanno bisogno di una rappresentanza dei loro interessi.
La sinistra italiana, invece, orfana di operaismo si è trasformata in neo-ambientalista, occupandosi di temi che, in se, sono importanti, direi anche fondamentali, ma lo ha fatto ancora una volta in chiave ideologica, elaborando una TEORIA AMBIENTALISTA che non ha alcun fondamento nella realtà.

L’ambientalismo, da solo, non esprime gli interessi delle grandi masse popolari, che esprimono bisogni molto più concreti, e si chiamano opportunità di lavoro e di reddito, accesso alla casa di abitazione, a condizioni compatibili col reddito, assistenza sanitaria all’altezza delle necessità di una popolazione che invecchia, stimolo alla procreazione ed al sostegno delle famiglie, per contrastare il calo demografico, sicurezza reale e percepita, abbattendo le condizioni che determinano lo sviluppo della piccola e grande criminalità, e così via. La sinistra non esprime più, in maniera chiara, visibile e comprensibile, un progetto politico che indichi un percorso, credibile, indirizzato alla soddisfazione di questi bisogni.

La sinistra si riempie la bocca di paroloni e di slogan (sviluppo sostenibile, resilienza, economia circolare, ecosostenibilità, privi di indicazioni concrete, e ciò che resta nel concreto della politica pubblica della sinistra, sin qui, si chiama “incentivi a pioggia”, “bonus” di ogni specie, una sorta di “panem et circenses” di romana origine per calmare la fame del popolino. M5S e PD dovrebbero semplicemente SCIOGLIERSI, per ricomporre poi una grande organizzazione della sinistra italiana dopo una non breve fase di ripensamento complessivo del sistema di valori a sostegno, abbandonando la politica dei paroloni per promuovere una politica dei NUOVI SOGNI capaci di risvegliare una società depressa ed in costante declino.

Ma questo vale anche per la destra, che non può avere obiettivi molto diversi da quelli di una nuova sinistra, ma può declinarli in una maniera diversa, tenendo conto del proprio retaggio culturale e della sensibilità dei suoi potenziali elettori.
Antieuropeismo, populismo, statalismo e via discorrendo debbono uscire di scena, e deve prevalere un approccio di stampo liberale che faccia da contraltare a quello, più rivolto alle tutele, che una sinistra politica non può non esprimere.

Cosa accadrà in concreto? Non lo so più. Le mie previsioni, tutte puntualmente realizzate, arrivavano sino a questo punto. Oltre non mi spingo.

Ing. Franco Puglia

RISCALDAMENTO PLANETARIO: CHI L’HA VISTO?

Pioggia, freddo , neve abbondante, tutto quello che caratterizza un rigido inverno, da nord a sud. E il riscaldamento climatico che fine ha fatto?
Per favore, qualcuno può spiegare ai climatologici che il pianeta, grazie alla massa oceanica, non può aumentare oltre misura la sua temperatura perché produce maggiore evaporazione dell’acqua, con successiva condensazione sotto forma di pioggia o neve in alta atmosfera?
Qualcuno può spiegare loro che per condensare il vapore d’acqua deve cedere tutto il calore ricevuto allo spazio siderale?

Poi, certo, per nostra fortuna il clima non è uniforme sul pianeta, e gli scambi termici tra terra ed atmosfera non sono costanti ed uniformemente distribuiti. Così abbiamo zone piovose ed umide e zone aride, desertiche. E c’è una variabilità incredibile determinata da tante concause, nel corso del tempo. La pretesa di riuscire a determinare cambiamenti climatici sostanziali, nel male e nel bene, con i nostri comportamenti, è davvero una forma di presunzione incredibile.

Il Concetto è semplice: tutti sanno che l’acqua bolle a +100°C a livello del mare.
Non è possibile aumentare la temperatura dell’acqua in una pentola in ebollizione, a meno di non sigillarla (pentola a pressione).Più calore forniamo alla pentola, e più velocemente l’acqua evapora. Ed ecco una CHIAVE interpretativa dei cambiamenti climatici: anche se l’equilibrio termico globale resta inalterato, il surriscaldamento locale induce scambi termici più veloci e con maggiori masse di vapore in gioco. Quindi è lecito attendersi una esasperazione dei fenomeni climatici, esattamente ciò che accade, a seguito del nostro contributo termico locale con la produzione di energia di origine antropica.
La concentrazione nella produzione di energia è a macchia di leopardo sul pianeta: le bolle di calore determinano quindi are più calde e meno calde in bassa atmosfera, a livello del suolo, e questo stimola il movimento delle masse d’aria.Le colonne d’aria calda che si sollevano dal suolo proteggono le zone più calde dalla piovosità, come accade normalmente nelle aree desertiche tropicali, ma anche su molte città, come Milano, ad esempio.

Sfido chiunque a CALCOLARE l’entità dell’impatto atmosferico della nostra produzione di energia su base locale. E’ impossibile dire se e quanto il suo impatto sia significativo, ma la frequenza anomala dei fenomeni la osserviamo da un pezzo, e quindi è reale, anche se non sappiamo quali concause sono determinanti.
Ciò che è palesemente FALSO, e vorrei gridarlo a squarciagola, è che in tutto questo la CO2 abbia un qualsiasi ruolo. La lotta alla CO2 è il frutto avvelenato di un FALSO scientifico pari soltanto alla credenza antica sulla terra PIATTA. Infatti il fenomeno delle colonne ascendenti di aria calda è molto ben osservabile. Viene sfruttato da alianti e parapendii per galleggiare più a lungo in aria.

Molti anni fa osservai un fenomeno incredibile lungo la costa peruviana, oceano Pacifico, osservando dall’aereo diretto verso sud da Lima una copertura nuvolosa pesante che ricopriva l’oceano e si fermava esattamente al bordo della spiaggia. Oltre il limite costiero il cielo era blu, perché il territorio era desertico e caldo, e quindi le colonne d’aria calda ascendenti formavano un MURO invalicabile per le pesanti ed umide nubi del Pacifico. Quello che non comprendiamo bene nel clima è la presenza dei “microclimi”, che tanto micro non sono, e delle cause che li determinano.

Io sono un vecchio conoscitore del mondo alpino, e ne ho osservato i cambiamenti radicali nel corso di 50 anni. Cambiamenti impressionanti, determinati da cause sconosciute, ma misurabili anche in termini di numero ed intensità delle precipitazioni, ed in °C di temperatura primaverile ed estiva. In questi ultimi anni ho misurato sino a +30°C a 1000 m slm, cosa impensabile decenni fa. E la perdita di volume dei ghiacciai, molti dei quali completamente scomparsi, è impressionante, ma non è un fenomeno nuovo, storicamente.

Quindi qui non si tratta di negare l’esistenza di cambiamenti climatici importanti, ma si tratta di escludere alcune cause, che sono soltanto un pretesto per politiche di sostegno ad ideologie sostitutive di altre ormai obsolete. Non possiamo escludere che l’ingente produzione di energia, in senso lato, richiesta dalla nostra popolazione mondiale in rapporto al livello di sviluppo possa avere un’influenza su questi cambiamenti, ma neppure possiamo affermarlo. Diciamo che una riduzione dei consumi energetici non fa male a nessuno, e quindi ben venga, ma attenzione: sotto il profilo TERMICO non esiste l’energia PULITA! Anche l’energia da fonte idroelettrica si trasforma al 100% in calore, come se bruciassimo petrolio.