LA SOSTA DEGLI AUTOVEICOLI A MILANO

La sosta degli autoveicoli privati è un problema serio in tutte le città italiane, ma anche del mondo. Gli automezzi in sosta sono tanti e gli spazi sono pochi : quindi c’è congestione.
A Milano la sosta è, in teoria, a pagamento praticamente su tutto il territorio urbano, con le strisce blu, mentre in alcune aree centrali la sosta è gratuita, ma solo per i residenti (strisce gialle) però con esclusione dalla sosta per tutti gli altri. Tuttavia i residenti possono sostare gratuitamente sulle strisce blu nella loro zona, ma non in quelle limitrofe o altrove.
Non esistono aree di sosta breve, gratuita o meno, del tipo “disco orario” con obbligo di spostamento del veicolo a fine sosta

In altri termini :

  1. Il 100% dei cittadini milanesi può sostare a titolo gratuito nei pressi di casa (se trova posto)
  2. Chi proviene da altri comuni deve SEMPRE pagare il parcheggio con una tariffa oraria che secondo le zone, difficile da pagare, salvo avere il Telepass e relativa APP sul cellulare.
  3. I cittadini milanesi, TUTTI, debbono pagare la sosta se spostano in città il loro automezzo.

In concreto, quindi, il Comune concede a titolo gratuito l’occupazione di suolo pubblico a tutti i residenti, a condizione che lo stazionamento sia permanente, senza circolazione.
La circolazione dei residenti ha invece un costo, in base al tempo di sosta fuori sede.
I cittadini non residenti debbono invece pagare la sosta sempre, su base oraria.
Questo sistema di gestione della sosta è stupido ed iniquo, perché :

  1. Favorisce la sosta a tempo indeterminato con occupazione permanente di suolo pubblico, invece di consentirla a titolo oneroso, ma ragionevole, in aree appositamente dedicate.
  2. Discrimina i cittadini con la differenza tra striscie gialle e blu, perché i “gialli” possono parcheggiare sui blu, pur pagando, mentre il viceversa non è consentito.
  3. Vuole scoraggiare la circolazione degli automezzi in città, facendo pagare le soste, ma discrimina, di fatto, in base al reddito ed all’incidenza del costo della sosta per il cittadino, in rapporto al suo reddito.
  4. E’ assente qualsiasi politica di sgombero delle auto in sosta visibile permanente dalle strade, grazie alla realizzazione di aree di parcheggio sotterranee o sopraelevate, o anche scoperte ma dedicate, distribuite in maniera capillare nella città, in modo da liberare le carreggiate delle strade consentendo a chi ne ha bisogno una “sosta breve” per svolgere delle commissioni, breve per TUTTI, anche per chi non bada alle spese della sosta.
  5. Raccoglie importi modesti dalla sosta a pagamento, perché molti non la pagano ed anche perché mancano le risorse umane per controlli capillari ed estesi, ma dove ci sono si raccolgono multe salate, che, queste si, rendono al Comune una cifra spropositata.

Le proposte :

  1. La sosta a tempo indeterminato DEVE gradualmente sparire dalle strade, sostituita da nuove aree di sosta realizzate ad hoc, finanziate da una TASSA comunale annuale sulla sosta, di valore ragionevole, da determinarsi, tassa che potrebbe sostituire quella ASSURDA tassa di proprietà (un tempo “di circolazione”) che grava su ogni automobilista. Questa tassa, anzi, che pagano tutti, potrebbe essere interamente devoluta a finanziare queste opere, senza nuova imposizione fiscale.
  2. La sosta lungo le carreggiate DEVE in larga misura essere a tempo determinato, solo per sosta breve. Significa avere sempre a disposizione del cittadino spazi di sosta per le proprie necessità quotidiane o saltuarie.
  3. I non residenti debbono poter usufruire, di norma, soltanto della sosta breve nella città.
    Per chi avesse necessità di sosta prolungata si può istituire un costo di parcheggio ad hoc, dedicato a questi cittadini, con sosta negli spazi dedicati in genere alla sosta breve, esponendo un apposito tagliando.
  4. Il divieto di sosta deve essere applicato solo e soltanto dove costituisca intralcio alla circolazione, oppure sui marciapiedi, o su aree comunque non dedicabili alla sosta breve.
    La sanzione in questi casi deve essere certa e significativa, ma condizionata alla preventiva presenza di aree limitrofe di sosta breve ed alla rimozione della auto in sosta prolungata dei residenti, spostate in aree dedicate.

La qualità della vita, di residenti e non residenti, si misura anche decongestionando il traffico urbano, grazie alla maggiore facilità di sosta, sgomberando i veicoli da strade, marciapiedi, aiuole, perché collocate in aree dedicate, perciò restituendo un “sembiante” più gradevole alla città. La produzione di gas combusti, che si vuole combattere, si combatte riducendo il chilometraggio percorso nell’area urbana, non con misure vessatorie nei confronti di automezzi ritenuti, a torto o a ragione, più inquinati di altri, salvo casi di palesi eccessi determinati da motori fuori uso.

Concedere un chilometraggio limitato alla circolazione cittadina di ciascuno è una misura EQUA, che non discrimina per reddito, che non discrimina per categoria di automezzo, che riduce concretamente il volume dei gas combusti emessi in atmosfera su base annua, la sola cosa che conti veramente e che abbia un impatto reale sull’aria ambiente.
Gli strumenti GPS di bordo sono disponibili da tempo, a costi irrisori, promossi dalle società di assicurazione, ed impiegati dalle società di autotrasporto per i propri mezzi.
Si tratta di attrezzare il Comune con stazioni di rilevamento che consentano di controllare le percorrenze chilometriche annue individuali, oppure di consegnare sistemi GPS sigillati, con display conta chilometri, e controllo annuale da parte dell’amministrazione, a cura del cittdino.
Per chi eccede la percorrenza stabilita o non riconsegna lo strumento, MULTA SALATA !

A qualcuno questa ipotesi di percorrenza urbana limitata non piace, perché la percepisce come una limitazione della sua privacy, cosa che in effetti è, ma quel cittadino dimentica che tramite il suo cellulare è già tracciato da chiunque, ovunque si trovi. Quindi …
La LIBERTA’ di ciascuno di noi è un VALORE FONDAMENTALE ED INALIENABILE, ma termina dove inizia quella altrui. Circolare in TROPPI su un territorio angusto equivale a non essere liberi di circolare. Decongestionare il traffico autolimitandoci nell’uso degli automezzi ha senso; la guerra ideologica contro le automobili non ne ha.

La viabilità milanese : problema irrisolto di sempre, volutamente.

La viabilità in un ambiente urbano significa :

  • vie di comunicazione
  • strumenti di comunicazione

Gli strumenti sono pubblici e privati. Le vie di comunicazione sono sempre pubbliche, ad uso esclusivamente pubblico o misto. La politica, o meglio le ideologie su cui si fonda, sono orientate e favorire lo sviluppo dell’uno o dell’altro impiego di strumenti e vie di comunicazione: il pubblico oppure il privato.
A Milano, almeno negli ultimi 70 anni, la Pubblica Amministrazione ha fatto del suo meglio per ostacolare la circolazione degli automezzi privati, favorendo quella dei mezzi pubblici.
Il tutto con pessimi risultati. Cosa funziona a Milano ?

  • Le linee metropolitane, perchè hanno corsie di transito riservate e senza ostacoli
  • E poi ? Niente altro

Cosa NON funziona a Milano, o funziona male ?

  • Le linee pubbliche di superficie, elettriche (tram, filobus) o meno. Perchè ? Perché più spesso NON dispongono di corsie di transito riservate e perchè sono costrette a sostare agli infiniti incroci, oltre che alle soste di salita/discesa passeggeri. Tempi di attesa lunghi e velocità media da lumaca.
  • Il trasporto veicolare privato, perché gli automezzi in circolazione sono tanti, le strade sono strette, gli incroci infiniti, la sosta quasi impossibile.
  • Le vie ciclabili, per carenza di ciclisti, perchè queste vie ciclabili sono frammentate, e non consentono percorsi “ragionati” che costituiscano una rete ciclabile funzionale e funzionante. Inoltre, “quanti” cittadini sono in grado di usare il mezzo, quanti ne hanno uno, quanti dispongono di un ricovero sicuro per il mezzo ?

Ma Milano dispone di VIE DI COMUNICAZIONE razionali e ragionate ?
Molto poco, nonostante qualche miglioramento in alcune aree. Perché ?

  • Il territorio municipale è piccolo, in rapporto al numero di abitanti e di pendolari
  • Le strade sono strette ed ingombre di automezzi parcheggiati ai lati
  • Le arterie di comunicazione sono poche e le alternative viabilistiche scarse, anche perchè precluse da un sistema di sensi unici studiato forse 40 anni fa con lo scopo di rendere difficili i percorsi alternativi, per “scoraggiare” l’uso degli automezzi privati.
  • Le vie di accesso automobilistico alla città dalla periferia sono ostacolate dai soliti incroci, mentre dovrebbero condurre ad aree di sosta periferica con rapidi e frequenti collegamenti pubblici a zone di sosta dedicate, economicamente sostenibili da chi deve accedere alla città per motivi di lavoro.
  • Le circonvallazioni milanesi sono vie di transito per mezzi pubblici e privati molto lente, perchè frammentate da infiniti incroci, semaforici o meno, alcuni dei quali evitabili ridisegnando la mappa viabilistica della circolazione, cosa mai tentata, che potrebbe venire prodotta da un programma di calcolo opportunamente progettato. In altre città europee molti incroci sono stati sostituiti da sottopassaggi. Da noi no.

Le risposte dell’Amministrazione Comunale :

  • Nessuna sostanziale modifica dell’assetto viario per il trasporto su gomma
  • Proliferazione di piste ciclabili frammentate e senza un apparente piano strategico, col risultato di un utilizzo men che minimale.
  • Display alle fermate autobus/tram che almeno segnalano il tempo di attesa presunto
  • Assenza di costruzione di parcheggi sotterranei o sopraelevati per togliere dalla strada gli automezzi in sosta prolungata.
  • Assenza di aree di sosta libera, ma breve, come era possibile in passato con il “disco orario”
  • Esperimenti falliti o mal condotti di sincronismo semaforico sulle grandi arterie di circolazione, per far trovare segnale verde ai mezzi pubblici in avvicinamento.
  • Introduzione di telecamere per controllo della velocità dove sia facile sforare i 50 km/h
  • Un discutibile tracciato della linea MM4 al posto di un tracciato circolare che tenesse conto della natura viabilistica della città offrendo una via di trasporto efficiente alternativa
  • Un piano di recupero degli scali ferroviari milanesi che non prevede di rimuovere l’ostacolo fisico che questi costituiscono alla viabilità urbana, privata ma anche pubblica, preoccupandosi soltanto di soddisfare scoperti interessi economici di FS Sistemi Urbani.

Queste considerazioni sono datate Settembre 2017. Cosa è cambiato IN MEGLIO da allora? Nulla in assoluto. E se la Giunta al potere dovesse venire confermata, potrà solo peggiorare, e se cambiasse la maggioranza politica, non è affatto scontato che finalmente si assista ad una rivoluzione.